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Puglia, sindacati contro la Regione: “Niente prima ora di lezione il 22 febbraio”

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I sindacati del settore scolastico hanno proclamato lo stato d’agitazione, in Puglia, chiedendo al presidente della Regione Emiliano di rinunciare, nella prossima ordinanza sul tema, alla scelta, finora lasciata alle famiglie, tra didattica in presenza ed a distanza, promuovendo un ritorno generalizzato tra i banchi in piena sicurezza.

L’obiettivo di Cgil, Cisl , Uil, Gilda, Snals ed Anief, firmatarie di un appello inoltrato all’Ufficio scolastico regionale ed alle Prefetture, oltre che ad Emiliano ed ai suoi assessori alla Sanità, Pierluigi Lopalco, ai Trasporti, Anita Maurodinoia ed alla Formazione, Sebastiano Leo, è quello di far recedere la giunta guidata dall’ex sindaco di Bari dal proposito di rinnovare integralmente le norme già in vigore, in scadenza il 20 febbraio prossimo.

In quest’ottica, per lunedì 22 febbraio, le organizzazioni rappresentative dei lavoratori hanno annunciato lo sciopero delle maestranze, relativamente alla prima ora di lezione. Altre richieste formulate all’ente presieduto da Emiliano riguardano l’attivazione dei Toss, i team di operatori sanitari scolastici, con l’inizio immediato di una campagna di vaccini del personale e di screening per quanto concerne la diffusione del virus.  

I sindacati, in una nota, lamentano l’assenza di tempi certi per l’attribuzione agli istituti delle 355 figure professionali all’uopo previste nel piano sanitario. Nel comunicato si legge: “Le molteplici ordinanze regionali non considerano le oggettive difficoltà metodologiche che ampliano le diseguaglianze cognitive, discriminano soprattutto gli studenti più fragili e abbassano notevolmente la qualità della formazione e dell’istruzione.”

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