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Al Poliba servono più aule studio e maggior apertura verso gli studenti

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Il Politecnico di Bari, sebbene più giovane dell’Università “Aldo Moro”, ha parecchie problematiche in comune con l’altro istituto accademico barese ed altre diverse. Al momento vanta 10.074 iscritti, di cui 2.113 matricole, e può contare su un corpo docenti di 292 professionisti. Insegnanti e studenti possono usufruire di 52 aule per le lezioni, 10 aule per lo studio più lo Studente Center (con 244 postazioni su due piani) e 5 biblioteche dislocate in 5 Dipartimenti, uno di questi è interateneo con l’Uniba, nonché 88 laboratori.

La pandemia, anche qui, ha fatto letteralmente esplodere le contraddizioni del sistema universitario sino a far emergere la non adeguatezza per vivere gli Atenei in sicurezza dal punto di vista igienico. Sebbene il Politecnico sia ospitato in una struttura del 1972, abbia aule più ampie e senza problemi di sovraffollamento e ben strutturate in quanto i banchi sono posti a gradini e rialzati rispetto alla cattedra, anche qui ci sono delle problematicità che andrebbero affrontate e risolte prima del rientro di tutti gli studenti al termine della pandemia per offrire la migliore accoglienza e sicurezza in tema di salute. Prima fra tutte il distanziamento tra gli studenti, il rischio, come per l’altro Ateneo, è che, così come avviene ora per le matricole, le classi non potranno essere utilizzate se non al 50%. Frequentare il Poliba, a detta di tanti studenti, prevede sicuramente costi più elevati sia per le tasse che per i libri ed altro materiale didattico, ma ci sono pure questioni legate ai rapporti con alcuni Organi di Ateneo non sempre e non tutti disponibili ad ascoltare i bisogni ed a risolvere problematiche degli iscritti. Anche qui, esattamente come per l’Uniba, ci sarebbe la necessità di riorganizzare e di intervenire su più fronti per poter accogliere al meglio gli oltre 10mila studenti non appena sarà terminata la pandemia.

«Un problema molto sentito al Poliba è l’assenza di uno statuto dei diritti degli studenti – riferisce Gennaro Cifinelli, rappresentante di Link Bari – All’Uniba lo statuto è stato approvato una decina di anni fa per tutelare e garantire una serie di diritti. Ad esempio all’Uniba siamo riusciti a non far applicare più il salto d’appello in quanto lesivo dei diritti degli studenti poiché prevede, in caso di mancato superamento dell’esame ad un appello, la non accettazione da parte di un docente all’appello immediatamente successivo. Nello statuto, grazie al lavoro dei rappresentanti studenteschi, è previsto pure il divieto per un docente di chiedere, in sede d’esame, di mostrare il materiale didattico sul quale uno studente si è preparato. Lo statuto al Poliba servirebbe, in questo periodo di pandemia, per cercare di far comprendere ai professori le difficoltà e le tensioni che gli studenti vivono con la didattica on line e per le quali ci giungono numerose lamentele anche per la postura dei docenti per gli esami di materie già difficili. Gli studenti riferiscono che i docenti, per gli esami on line, si sono molto irrigiditi rendendo gli esami ancor più difficoltosi che in passato. In questo modo si lede l’interesse dello studente al quale deve essere sempre garantita una valutazione giusta ed equilibrata, invece così si ha un appesantimento della didattica».

Tra le difficoltà avvertite quella di una maggiore apertura verso chi, con la propria famiglia, sta vivendo la crisi economica e sta trovando non poche complicazioni per il pagamento della retta annuale, anche suddividendola in rate, così come per l’acquisto dei libri. «La tax area al Poliba è più bassa rispetto all’Uniba per cui l’esenzione è per un numero inferiore di studenti. Sebbene anche al Politecnico sia stata innalzato il limite di reddito Isee da 15mila a 20mila euro annui, adeguandolo di fatto alla normativa nazionale, noi rappresentanti studenteschi – aggiunge Cifinelli – chiediamo che le due Università di Bari siano allo stesso livello per cui vorremmo che il Poliba elevasse la fascia di esenzione sino a 25mila come ha fatto l’Uniba. Anche perché studenti di Ingegneria e Architettura hanno una spesa media di costo-libri pari a circa 490 euro all’anno a cui poi bisogna aggiungere le spese di cancelleria varia, di viaggio per i pendolari e di alloggio per i fuori sede».

I fuori sede al Poliba sono quasi il 29% degli iscritti pari a circa 2.900, mentre altri 7mila sono dell’Uniba (pari a quasi il 16% del totale degli iscritti), il cui problema principale è quello degli alloggi, da sempre insufficienti a garantire un posto a tutti. I rappresentanti studenteschi hanno presentato una serie di proposte all’Adisu (Agenzia per il diritto allo studio universitario) e alla Regione Puglia al fine di sopperire la necessità della mancanza di posti letto messi a concorso. Al momento sono 1.336 e non bastano, è evidente, per tutti. «A riguardo stiamo avendo importanti risultati alle nostre richieste insistenti. A dicembre scorso è stato pubblicato il bando di gara per l’appalto dei lavori nell’ex Istituto Nautico per la riqualificazione e il restauro conservativo da destinare a residenza per studenti universitari e che, con una spesa di 5 milioni di euro, vedrà la disponibilità di altri 80 posti letto in più. Per chi non riesce ad usufruire dell’alloggio pubblico è invece garantito un contributo di 1.800 euro per sostenere gli affitti di un anno. Con il caro-affitti, che ha visto un aumento del 4%, molti hanno deciso per quest’anno, vista la possibilità di lezioni a distanza, di non allontanarsi dalle residenze abituali. Qui però resta il problema del canone concordato che è fermo al 2004 e che invece andrebbe rivisto proprio alla luce dell’attuale crisi economica».

Un altro tema sul quale, ad oggi, i rappresentanti studenteschi non sono riusciti a veder accolte le loro richieste riguarda le aule studio. Se da un lato si è ottenuto un ampliamento di orario per l’accesso si attende ancora l’apertura dello Student Center, «la biblioteca più grande all’interno del Politecnico servirebbe a garantire più posti per studiare. Rimetterla a disposizione degli studenti agevolerebbe pure gli studenti dell’Uniba poiché – conclude il rappresentante di Link Bari – sebbene sia giusto che le aule studio, comunque carenti nei due Atenei ma maggiormente al Poliba, siano a disposizione e accessibili a tutti, c’è chi dal Poliba si riversa nelle aule solitamente frequentate dagli studenti dell’Uniba e questo limita i posti per gli studenti dell’Uniba. Al Politecnico c’è carenza di posti e di aule studio in rapporto agli iscritti, ci sono però orari più dilatati servirebbe comunque riaprire lo Student Center».

Dunque richieste differenti per uguali esigenze e diritti, ma con una strada comune da seguire: quella di dare maggior ascolto agli studenti, anche perché esattamente come il resto della popolazione italiana non stanno vivendo momenti facili.

Anna Caiati

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