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Bando comunale concessione beni confiscati alla mafia, vademecum per gli enti del terzo settore

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Le antenne delle organizzazioni baresi del terzo settore sono in allerta. Nei giorni scorsi, infatti, il Comune di Bari ha emanato l’avviso pubblico per la concessione a titolo gratuito di 11 beni confiscati alla criminalità organizzata sul territorio cittadino. Motivo per il quale il Centro servizi al volontariato “San Nicola” di Bari ha organizzato un workshop dedicato alle associazioni del terzo settore con Giuseppe Ceglie, direttore della ripartizione comunale Patrimonio, e Vito Lacoppola, assessore cittadino al Partimonio, in cui sono stati affrontati alcuni dettagli tecnici dell’avviso pubblico.

Si tratta di cinque strutture immediatamente utilizzabili: un terreno agricolo a Loseto in contrada Ruggiero, un locale in piazza San Piero 25, un locale in via Buccari 183, un terreno in via Lamberti 2 e un locale commerciale con annesso box in via Calefati 410-412. A questi si aggiungono quelli da ristrutturare parzialmente: due appartamenti con cantinole in via Loiacono 7, una villa in via Morelli e Silvati 60 e un locale in via Principe Amedeo 373. Sono due, infine, i beni da ristrutturare completamente: un complesso immobiliare da 5 unità in via Santa Maria 50 e una villa in strada della Marina 104.

La concessione in uso va da un minimo di 6 a un massimo di 19 anni, e le proposte progettuali da candidare all’avviso dovranno riguardare obbligatoriamente: inclusione sociale e cittadinanza attiva (qualità della vita, giovani, anziani, sport, pari opportunità, apprendimento, accesso al lavoro, disabilità, minori), sviluppo di attività di natura culturale, tutela e valorizzazione del territorio (sviluppo sostenibile, turismo, sviluppo urbano e rurale, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale ed artistico).

Il plico, contenente la domanda e i documenti previsti (due buste distinte con la domanda compilata e accompagnata da copia di documento d’identità in corso di validità, e il progetto delle attività da svolgere presso l’immobile prescelto e degli eventuali interventi manutentivi da eseguire), dovrà pervenire all’ufficio protocollo della ripartizione Patrimonio – viale Archimede 41 – 70126 Bari – entro le ore 12 del 9 marzo prossimo.

Per l’associazione non è obbligatorio indicare il bene confiscato come sede legale; una possibilità che è lasciata alla discrezionalità del vincitore. La durata della gara, è stato specificato durante l’incontro, dipenderà dal numero dei partecipanti: se saranno pochi, in un mese dalla scadenza della domanda si potrebbe evadere la pratica e nominare i vincitori.

Il direttore Ceglie ha specificato che «Il bando si rivolge all’intera platea del terzo settore. Non accetteremo domande presentate da singoli, ma tutto ciò che proviene da quel mondo (associazioni già costituite o costituende) non necessita di particolari formalismi. Quello che ci interessa è il progetto relativo a quel bene; ci interessa relativamente sapere chi è il soggetto».

Le proposte progettuali saranno sottoposte all’esame di una commissione, da nominarsi alla scadenza del bando, che valuterà le proposte progettuali secondo i seguenti criteri: qualità della proposta progettuale in termini di ricaduta sul territorio dal punto di vista sociale, culturale ed economico (punteggio massimo 30 punti); riqualificazione del bene di cui si richiede la concessione in uso a titolo gratuito, in base agli eventuali lavori di ristrutturazione e di adeguamento previsti per rendere lo stesso funzionale al progetto proposto (punteggio massimo 10 punti); tempi previsti per la funzionalità a regime della proposta presentata (punteggio massimo 10 punti). Riceveranno più punti le proposte progettuali relative ad attività in favore dei giovani, di persone in condizione di disagio sociale, di ex detenuti, di persone con disabilità e quelle di promozione culturale.

«Il bando prevede che più associazioni possano mettersi insieme per partecipare congiuntamente all’avviso – ha specificato Ceglie. La partecipazione in rete non dà, a ogni modo, maggior punteggio. Nel momento in cui più di un soggetto farà domanda per più di un bene si farà una valutazione comparativa dei progetti».

I partecipanti potranno richiedere un sopralluogo presso gli immobili attraverso la presentazione di un’istanza sottoscritta dal legale rappresentante dell’ente candidato. «Nel momento in cui ci sarà la richiesta di sopralluogo, a ciascuno sarà consegnata una scheda relativa a quel bene – ha spiegato Ceglie. I dettagli tecnici non sono stati inseriti nel bando per evitare un accesso massiccio a informazioni che possono essere considerate sensibili. Per gli stessi motivi, le date dei sopralluoghi saranno comunicate ad personam».

Il fatto che si tratti di beni sottratti alla criminalità organizzata desta una certa preoccupazione fra le associazioni. Il direttore della ripartizione ha fatto chiarezza dicendo che «Per buona parte di questi beni non dovrebbero esserci problemi di sicurezza; si tratta di luoghi nella disponibilità del Comune già da diverso tempo – ha concluso Ceglie. Le forze dell’ordine, in primis la polizia locale, sono a disposizione della comunità qualora dovesse accadere qualcosa di illecito. Questo anche a tutela del bene, che rimane nel patrimonio indisponibile del Comune di Bari».

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