Bariseranews.it – Oltre la notizia

La Camera penale scrive alla Cartabia: “Ridia dignità al nostro lavoro, serve commissario ad acta”

192 Visite

Una lunga missiva, di 5 pagine, vergata a nome della Camera penale di Bari “Achille Lombardo Pijola” dal suo presidente, l’avv. Guglielmo Starace. L’organizzazione dei legali del capoluogo pugliese si è così congratulata con il nuovo ministro della Giustizia dell’appena insediato governo Draghi, Marta Cartabia per l’incarico assunto pochi giorni fa. L’occasione, però, è stata propizia per riepilogare la difficile situazione relativa all’amministrazione della giustizia nel Tribunale barese.

Nella lettera, un lungo excursus su quanto avvenuto fin qui, in tema di edilizia giudiziaria, dal trasferimento del Tribunale in via Nazariantz, nel 1998, al sequestro dell’immobile, sei anni dopo, con le carenze igieniche e strutturali più volte denunciate, fino alla chiusura del 2018, per l’inagibilità dei locali, a rischio crollo, con i processi trasferiti in una vera e propria tendopoli nel giugno di quell’anno.

Nel settembre 2019, le sezioni penali sono state trasferite nell’attuale sede di via Dioguardi. Un palazzo, quello dell’ex Telecom, definito, per struttura e dimensioni “gravemente inadeguato allo svolgimento della funzione giudiziaria.” Con l’esplodere della pandemia, i problemi, detta Starace, si sono moltiplicati ulteriormente, per la ridotta capienza delle aule d’udienza.

Il testo rivolto alla Cartabia prosegue: “Gli avvocati di Bari, quindi, esercitano la loro professione da oltre vent’anni in condizioni di estrema precarietà, ma non indietreggiano, tenendo fede a quell’impegno solenne che li vincola a difendere i diritti dei cittadini.”

Eloquente l’appello finale:Quando siederà alla prestigiosa scrivania di via Arenula, troverà in qualche cassetto un fascicolo dedicato all’edilizia giudiziaria barese. La preghiamo fervidamente di dare priorità, anche se lo riterrà opportuno nominando un Commissario ad acta per l’evidente stato di emergenza e di urgente e grave necessità, alla risoluzione di un problema che offusca la dignità dello Stato.”

Promo