Bariseranews.it – Oltre la notizia

EMPORIOAMATO_ECOMMERCE_MANCHETTE
zona franca
migorusperfast
PUGLIASERA
LUNGAVITA
logo Turbo Service_bianco 1024-01
BIRRA GARRABB _ nat bionda
fiera
Benn
Benn
Migro
taralloro
gran bontà
Alco
Premio Agorà – TOTEM_85x200_prova2-03
banner-pelati-migro-largo
banner-barisera-3
banner-SAN-NICHOLAUS-vini
banner-SAN-NICHOLAUS-e1599142133882
Banner_qui_conviene

Percorsi di riscatto per il Sud – di Antonio Vox

1.638 Visite

L’intervista che Crocifisso Aloisi, referente regionale del M24a per la Puglia, ha rilasciato a Gabriele Lepore, pubblicata su “Bari Sera News” del 13 febbraio, dal titolo “Non c’è futuro senza memoria: il Movimento 24 agosto in prima linea per il riscatto del Mezzogiorno”, ci ha riportato alla memoria una conferenza del 31 luglio 2020 a Milazzo dove incontrammo Pino Aprile e dove fummo entrambi relatori. La relazione del giornalista ricalcava, con accenti ben diversi vista la sua abilità oratoria, i temi dominanti di questa intervista. Quali? Da un lato, l’excursus storico per mettere in evidenza passionale quanto il Sud sia stato derubato maltrattato e vilipeso da un Nord avido arrogante e repressivo; dall’altro, la tamburellante richiesta del M24a di equità territoriale che si risolve, a quanto è dato di capire, in una equipollenza, fra Nord e Sud, nella distribuzione delle risorse che, nel caso odierno, sembrano essere quelle del Next generation Eu. Sembra, quasi, un refrain! Da subito è emersa la abissale distanza fra la posizione politica del M24a e la nostra.

Pur ripromettendoci un confronto serrato e pubblico fra le due posizioni, niente ancora è avvenuto e, qui, confermiamo la nostra piena disponibilità al dibattito. Ma quale è la nostra posizione politica?

Sul primo punto, certo, non mettiamo in discussione gli eventi e le testimonianze storiche; l’arricchimento del Nord a scapito dell’impoverimento del Sud; le misure repressive e poliziesche; gli eccidi in risposta ai movimenti di massa; i favori personali e le prebende; la cultura collaborazionista; …; la falsità della storiografia ufficiale, la modalità “divide et impera”; le oppressive leggi speciali, … Noi osserviamo semplicemente che ricordare la storia per tenere acceso il fuoco del conflitto Nord/Sud non serve a nulla. Anzi, serve solo a fomentare inutile odio e inconsulta rabbia, facendo il gioco di chi ha cavalcato, e continua a cavalcare, per inconfessabili interessi, questo conflitto “razziale”. Questo è il vero nemico.

Noi siamo convinti che si debba “usare” la Storia per imparare a non ripetere antichi errori, a presto intrepretare e contrastare manovre degenerative della società, a individuare i veri nemici, a proporre itinerari costruttivi. Infatti, il primo passo del SUD è disarmare il vero nemico perché la dizione “Nord” non lo individua con precisione: ha tutta la dimensione di uno slogan.

Sul secondo punto, la distanza è ancora più marcata. Se da un lato, è fuori dubbio che lo sviluppo del Sud significherebbe crescita per tutto il Paese, capace ora di camminare su due gambe e non più claudicante; dall’altro, che significato avrebbe la richiesta di equità territoriale, in generale di risorse, senza una strategia e un piano di crescita e sviluppo per il Mezzogiorno che può nascere e vivere solo con la ricchezza dell’identità della gente meridionale? Identità ben diversa da quella delle genti del Settentrione d’Italia e certamente non conflittuale.

Ma dove è questo piano per il futuro? Dove collocare le spese perché abbiano dei ritorni significativi, cioè assumano la veste di investimenti? Infine, chi dovrebbe gestire il piano?  Chi dovrebbe gestire le risorse? Noi crediamo che la storia, tanto richiamata dal M24a, debba venire in aiuto.

E se non si è imparato nulla da questa sfaccettatura dimenticata di Storia, quella che ci serve ora, allora il pericolo di fallimento, di un’ennesima “Cassa per il Mezzogiorno”, è altissimo. E questa volta sarà una caduta rovinosa da cui il Sud non si rialzerà più.  

È facile immaginare quanto potrà essere deleterio l’affido della gestione e controllo delle risorse alla pubblica amministrazione; cui è facile prevedere associati picchi di facili assunzioni, corruttela dilagante, progettualità edili scadenti, declamate e ben pagate expertises, cattedrali nel deserto, realizzazioni incompiute, soldi che tornano al Nord ….

Dopo, finito il gruzzoletto, è facile prevedere il dissolvimento di posti di lavoro, infrastrutture inutili per la mancanza della economia reale, autostrade senza veicoli, un immobilismo cimiteriale. Il Sud non se lo può permettere, questa volta.

La richiesta di M24a della equipollenza delle risorse è decisamente monca proprio della parte essenziale: una strategia di crescita e sviluppo per il Mezzogiorno d’Italia ed un piano conseguenziale. Noi abbiamo ben altro disegno per il Mezzogiorno d’Italia, dove il regionalismo differenziato non faccia più paura. E torniamo a proporre un confronto pubblico nel quale i tanti movimenti meridionalistici, incapaci di coagularsi, possano ritrovarsi in una unità d’intenti e di obiettivi.

Antonio Vox – Presidente “Alleanza Liberale”

banner-MSF-A
banner_barisera_aranea
banner-mode-c

Promo