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Meridionalismo: un tema che appassiona ma che spesso divide

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Pubblichiamo con piacere una ulteriore replica di Antonio Vox, di Alleanza Liberale in risposta alle considerazioni di Daniele Quarta del Movimento 24 agosto da noi ospitate ieri

L’articolo odierno di Daniele Quarta – Responsabile Organizzazione Puglia e componente Commissione Economia & Sviluppo di M24a – in risposta al nostro articolo “Percorsi di riscatto per il Sud” che commentava l’intervista rilasciata da Crocifisso Aloisi, referente regionale del M24A per la Puglia, pubblicata su “BariSeranews” del 13 febbraio 2021, appare articolato, ma non centrato sui temi che abbiamo posto in rilievo nel nostro articolo; e introduce invece “concetti da distrazione”.

Noi abbiamo scritto, in aperto dissenso con i contenuti dell’intervista citata:

  1. la Storia non deve essere “usata” per alimentare le antiche dicotomie conflittuali NORD/SUD.
  2. il SUD non deve ridursi a battaglie sulle percentuali di ripartizione NORD/SUD di “gruzzoli”; in questo caso dei fondi del Next Generation EU.
  3. Abbiamo ricordato di aver chiesto un confronto.

Abbiamo apprezzato l’articolo quando sostiene che M24a, “è da sempre aperto al confronto con tutte le forze meridionaliste presenti nell’attuale dibattito politico”.

E, infatti, noi attendiamo questo confronto, che abbiamo sollecitato a suo tempo, auspicando la doverosa partecipazione di tutti i movimenti meridionalistici; e non solo. Soltanto così sarà possibile dar vita ad una generale unità d’intenti, di percorsi, di iniziative; risvegliare entusiasmo e partecipazione di popolo; facilitare la costruzione di fattori per una reale rinascita del Mezzogiorno d’Italia come fonte di reddito, giacimento culturale, proiezione verso il futuro.

In sintesi, una crescita e sviluppo permanenti e non temporanei. Per il resto, appare che l’autore non abbia risposto ai commenti del nostro articolo.  Ad esempio, l’articolo “Percorsi di riscatto per il SUD” non è mai scivolato su questioni filosofiche né su questioni politiche né su questioni ideologiche: temi che sembrano artatamente introdotti dall’autore.

Ci siamo invece soffermati non già sui contenuti progettuali, praticamente inesistenti nell’intervista e che dovrebbero essere oggetto di un confronto, ma, specificatamente, sulla necessità di definire, preventivamente, una Strategia e un Piano conseguente e coerente. Ci siamo attenuti, infatti, con la semplicità di buona gestione familiare, ad una regola straordinariamente chiara:

prima decido cosa fare, poi vado in Banca a chiedere soldi. 

Così facciamo tutti noi! Non si capisce perché la politica non dovrebbe farlo, soprattutto di fronte a questa opportunità unica che ci viene offerta. Non sembra che sia mai stato attuato, preventivamente, un sereno dibattito politico sulla “visione della società nella quale vorremmo vivere” (così si esprime l’autore).

Il “Piano di Rilancio e Resilienza per il Mezzogiorno e per le Aree Interne”, messo a punto dal M24a, come contributo alla stesura del PNRR nazionale, ha chiare “caratteristiche interne” al M24a, quasi di auto referenzialità: non sembra che sia stato posto al confronto, sia con le forze politiche, sia con i numerosi movimenti meridionalistici, ma neanche con l’opinione pubblica meridionale.  

Inoltre, il PNRR nazionale, sappiamo tutti, è da rifare perché, quello di cui si ha conoscenza, ha le sembianze di una lista della spesa: l’Europa se ne è ampiamente accorta. Questo è il motivo principale, a nostro parere, del “change la dame” al governo.

Nell’intervista, si evinceva solo, in maniera chiara, la “politica del percento” che, facilmente, potrebbe scivolare verso la “politica della mano tesa”. E stendere la mano, significa porsi in posizione di sudditanza. Nel Mezzogiorno, un Piano di Rilancio e Resilienza deve coinvolgere non solo il sistema politico amministrativo ma anche i cittadini del Sud d’Italia. Oggi, un rilancio del SUD non è questione di poco conto.

Noi siamo convinti che un sistema civile è un sistema complesso; pertanto, esso va “governato”, nel tattico e nello strategico, con un disegno complessivo, fattibile, integrato, sinergico: Strategie e Piano.  Basti ricordare cosa accade con un “battito di ali di una farfalla” della Teoria del Caos.

Il SUD in particolare, perché soffocato da cronico abbandono, da una farraginosità della Pubblica Amministrazione Locale, da uno scenario sociale da cui i nostri giovani fuggono, ha bisogno di capire quale via si voglia intraprendere e, ancora prima, sapere riconoscere la propria identità, i propri punti di forza, i propri punti di debolezza.

Dove abbia letto l’autore che noi abbiamo sostenuto nel nostro articolo che la Storia debba essere conosciuta solo “come un banale processo cognitivo” appare un mistero. Abbiamo invero sostenuto che la Storia non deve essere “usata” per fomentare antichi rancori; e lo abbiamo sostenuto perché abbiamo ben letto l’intervista citata.

Per ultimo, ma non meno importante, è necessari sottolineare che la “credibilità” e la “dignità”, quella del singolo e quella di popolo, non sono da richiedere pretendendo ma sono da offrire. Sono proprio questi i valori che, al SUD, dobbiamo recuperare, subito. E fin quando il SUD non li mostrerà, sarà sempre disprezzato.

Alle 300 pagine del “Piano di Rilancio e Resilienza per il Mezzogiorno e per le Aree Interne” di M24a manca la parte essenziale per capire se detto Piano garantisce uno sviluppo fattibile integrato e sinergico ma permanente, quando il “gruzzolo” sarà esaurito.

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