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A Santo Spirito papere nel porto. A curarle ci pensano cittadini e associazioni

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Non si sa da dove siano arrivate, ma è certo ormai sembrano aver trovato dove vivere tutto l’anno senza dover migrare. E’ infatti il secondo inverno che alcune papere e anatre, ora se ne contano nove, hanno trovato casa sul bagnasciuga del piccolo porticciolo turistico di Santo Spirito sul lungomare Cristoforo Colombo. Nel quartiere, un tempo comune a sé, a Nord di Bari, sono state adottate da alcuni residenti che si occupano di loro esattamente come altri fanno con colonie di gatti. Le hanno prese a cuore al punto da prendersene cura quotidianamente e a difenderle contro chi lì non le vorrebbe. Giornalmente c’è chi porta loro cibo in vaschette. Ce ne sono di varie razze e colori e convivono tra piccioni e gabbiani, tra mare e marciapiedi. Ad oggi però non sono state censite da nessuno eppure, esattamente come i cani di quartiere e le colonie di gatti, andrebbero forse tenute sott’occhio da associazioni animaliste e veterinari dell’Asl quanto meno per avviare una anagrafe e capire perché non migrano.

«Sono qui da circa un anno e mezzo, da prima del covid – ci riferisce Pino Picciotti presidente di Marinai Santo Spirito che, con altre associazioni, sta seguendo gli animali All’inizio era soltanto una, poi sono arrivate le altre. Non credo siano state abbandonate, credo che siano migratrici, almeno alcune, e che si siano ambientate bene anche perché ricevono cibo tutti i giorni. Non avendo più necessità di andare via sono rimaste qui. Ad occuparsi di loro sono in tanti ma soprattutto le signore Angela e Irene che ogni mattina alle 7 portano loro cibo in una vaschetta. Stanno bene e hanno fatto famiglia, tant’è che covano».

Le uova sono state trovate a decine ma mai nessun anatroccolo. In più di un’occasione attraverso diversi gruppi social sono state fotografate (le foto pubblicate a corredo dell’articolo sono state concesse da Onofrio Pinto che ringraziamo, ndr) anche per denunciare alcune preoccupazioni come ad esempio proprio le covate più volte trovate in fioriere nella strada di fronte al bagnasciuga o sotto alcune barche dismesse per l’inverno e lasciate rivoltate.

«Anatroccoli non li abbiamo mai visti. Le uova le depongono ma sembrano che non le covino – aggiunge Picciotti – Probabilmente vengono disturbate e non riescono a portare a termine la cova. Stiamo pensando di creare delle casette da posizionare sull’acqua con delle boe in modo da tenerle al sicuro e lontane da curiosi oppure sul bagnasciuga». Avranno però forse bisogno di chiedere dei permessi e sono quasi certi di averli, tanto da pensare di coinvolgere, visto che «il presidente del Municipio 5, Vincenzo Brandi, si è sempre dimostrato disponibile nei nostri confronti».

Se la natura, ancora una volta, dimostra quanto abbia bisogno di riconquistare lo spazio che noi umani abbiamo “rubato” e che solo in pochi tentano ancora di difendere, c’è chi forse non gradisce la presenza degli animali in piena città. Ad agosto scorso sono infatti state trovate tre anatre morte. Il sospetto è che qualcuno le abbia avvelenate. Chi le aveva prese a cuore ha denunciato tutto ai Carabinieri ma «non è stato dimostrato il dolo. Non sappiamo se qualcuno abbia messo volutamente qualcosa di velenoso o semplicemente le papere abbiano ingerito qualcosa che faceva loro male dopo averlo trovato lì per caso – spiega i presidente dell’associazione Marinai Santo Spirito – All’epoca, comunque, fu trovata una papera in fin di vita. Contattammo un’associazione animalista per chiedere chi potesse curarla. L’abbiamo portata in un centro per animali domestici nella provincia e, una volta guarita, l’abbiamo ripresa e riportata qui».

Una bella storia di convivenza e ospitalità tra animali, uomini/donne, natura e urbanizzazione che vorremmo continuasse per sempre. Se così accadesse potrebbe diventare un’attrazione turistica di cui, forse, esattamente come stanno facendo, insieme con tanti altri, proprio l’associazione Marinai Santo Spirito potrebbe occuparsi, visto che è nata per promuovere il territorio, in particolare delle tradizioni dei nonni, tra cui la pesca e che oggi conta non più di 5 pescatori, e la festa dedicata alla Madonna del Mare nel mese di agosto.

Anna Caiati

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