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Arriva “Affido Culturale” per l’inclusione sociale di famiglie fragili con bambini

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Una nuova forma di inclusione sociale, attraverso la cultura, vedrà protagonisti a Bari bambini e famiglie in affido culturale. La nostra città rientra infatti in un progetto nazionale per il contrasto alla povertà educativa che si svolgerà in contemporanea in altre tre città italiane tra cui Roma. Si tratta di un progetto della durata di tre anni intitolato “Affido Culturale”, vincitore del bando “Un passo avanti” dell’impresa sociale “Con i Bambini” rientrante nel fondo nazionale per il contrasto alla povertà educativa minorile e di inclusione di interi nuclei familiari in condizioni di difficoltà.

Per la realizzazione dell’iniziativa sono impegnate 25 realtà, con capofila del progetto la Fondazione Pio Monte di Misericordia di Napoli, per Bari ci sono la Fondazione Sat (Spettacolo, Arte e Territorio) e la cooperativa Kismet. Patrocinato dal Comune di Bari, il progetto barese, vede tra i partner territoriali Mama Happy, centro servizi famiglie accoglienti, che si occuperà della “formazione” delle famiglie coinvolte, e le scuole: istituto comprensivo Don Lorenzo Milani e l’istituto comprensivo Umberto I – San Nicola di Bari.

Musei, boschi, chiese, teatri e cinema saranno affidati alle famiglie. L’idea è quella di far riappropriare di questi spazi una intera comunità. Di far tornare in luoghi spesso ritenuti non più coinvolgenti o persino “costosi” i nuclei familiari e, nello stesso tempo, di far ripartire il settore culturale dopo la crisi dovuta alla pandemia.

L’“affido” prevede che una famiglia, o una coppia con figli o pure una singola persona, già attive nel campo culturale della città, disponibile ad occuparsi di un’altra famiglia “fragile” e con bambini in povertà educativa, si occupi di accompagnare papà, mamma e figli, in “uscite” e visite in musei, passeggiate nella natura, partecipazione a spettacoli teatrali e cinematografici e pure campi estivi. In tutto sono previste 29 appuntamenti tutti gratuiti per i partecipanti. Tre i biglietti gratuiti per ogni bambino della famiglia in povertà educativa per ciascuna “uscita”: uno per sé, uno per il bambino della famiglia affidataria, uno per un adulto. Se la famiglia in povertà educativa ha due bambini, i biglietti diventeranno 6.

Le famiglie da coinvolgere sul territorio di Bari saranno 200, mentre gli esercenti culturali da coinvolgere tramite una convenzione da stipulare con il referente regionale, potranno essere più di 30. I costi per la partecipazione alle attività saranno a carico dal progetto. Gli esercenti convenzionati saranno pagati direttamente dal referente regionale, che a Bari è Cecilia Cangelli.

“Continua il nostro impegno sul contrasto alle povertà educative – commenta l’assessore al Welfare Francesca Bottalico – per l’attivazione di esperienze che promuovano relazioni positive, di accompagnamento e mutuo aiuto. Lo stiamo sperimentando con i progetti di peer education, i “nonni sociali”, le famiglie di appoggio, e ora con l’Affido Culturale curato dalla Fondazione S.A.T. e dal Kismet, che abbiamo sostenuto fin dalla fase progettuale. Un’azione di welfare culturale e di comunità che se da un lato offre occasioni educative a minori vulnerabili, favorendone l’accesso a opportunità culturali lontane dalla quotidianità delle famiglie di appartenenza, dall’altro propone ai “genitori educativi” nuove esperienze di relazione”.

Per l’Affido Culturale è a disposizione la progettualità degli Spazi sociali per leggere, della rete Bari Social Book, della Biblioteca dei ragazzi/e e di Bari Social Boat. Mentre sono già circa 20 gli esercenti culturali che hanno già aderito, tra cui Museo Nicolaiano, Teatri di Bari, Biblioteca dei Ragazzi – Progetto Città, Granteatrino Casa di Pulcinella, la cooperativa Iris con il Parco dei Briganti, il Percorso dell’acqua e il Museo dell’Uomo di Altamura, l’associazione Puglia Trekking escursionismo, il Festival Maggio all’infanzia, il Planetario di Bari e l’associazione Andromeda per le Osservazioni astronomiche sulla Murgia, la Jonian Dolphin Conservation per il Museo dei Cetacei e il Teatro Tatà di Taranto, mentre sono in via di definizione alcuni tra i musei e i siti archeologici più importanti di tutta la regione. 

Fondazione Sat e Kismet stanno raccogliendo le adesioni sia da parte delle famiglie (per informazioni chiamare il numero 351.1227065 o inviare una email a affidoculturale.bari@gmail.com) sia degli esercenti culturali come musei, teatri, cinema, masserie didattiche, associazioni (telefono 339.7283782 o affidoculturale.bari@gmail.com).

L’iniziativa a Bari vede lavorare in sinergia gli Assessorati al Welfare, alle Politiche educative e alle Politiche Culturali, insieme con la delegata ai Beni culturali della Città metropolitana Francesca Pietroforte.

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