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L’Ordine degli avvocati scrive alla Cartabia: “Risolvere problema edilizia giudiziaria in città”

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La nomina di un commissario e procedure rapide per dare soluzione all’annoso problema dell’edilizia giudiziaria barese. Queste le richieste formulate dall’Ordine degli avvocati di Bari, che ha seguito l’esempio della Camera penale del capoluogo pugliese e scritto una lunga lettera al ministro della Giustizia del governo Draghi Marta Cartabia. A firmare la missiva il presidente dell’associazione ordinistica, l’avv. Giovanni Stefanì.

Il quarto ordine forense di tutto il Paese, per numero di aderenti, esprime la propria preoccupazione per le condizioni di lavoro della categoria, poiché l’iter relativo al progetto del “Parco della Giustizia”, che dovrebbe vedere la luce nell’area delle ex caserme Milano e Capozzi “è fermo ad uno stadio embrionale ed il cronoprogramma prevede tempi troppo lunghi”. Servono, per Stefanì, un commissario ad acta e procedure in grado di “superare le criticità e le inevitabili lungaggini burocratiche.”

Per finanziare l’opera, il presidente dei legali baresi pensa ai fondi del Recovery Found come “un’ irripetibile occasione per attingere ulteriori risorse da destinare alla realizzazione dei luoghi in cui amministrare la giurisdizione.” La sottolineatura finale è per le attuali strutture, come il Tribunale penale di via Dioguardi, giudicati “edifici inadeguati e sparsi sul territorio, che impediscono, nonostante l’abnegazione di magistrati, avvocati e personale di cancelleria, una efficace risposta alle esigenze della comunità, peraltro interessata da importanti fenomeni di criminalità organizzata”.

Concetti non nuovi, per Stefanì, che già nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto della corte d’Appello di Bari, nel gennaio scorso, si era soffermato sulle questioni sollevate oggi, in un discorso dai toni severi: “La nostra speranza – aveva detto allora – è che non debbano crollare i palazzi della giustizia barese, per nominare un commissario che dia rapide risposte sulla realizzazione del nuovo polo giudiziario e sulla manutenzione del tribunale”. Della problematica, ora, è investito il nuovo governo.

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