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Lockdown, farmacisti e commercianti speculavano su vendita mascherine: chiesto processo per sette

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Farmacisti e commercianti sono finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti per la presunta vendita di dispositivi di protezione individuale non idonei durante i due mesi del lockdown, fra marzo e maggio 2020. La Procura di Bari ha chiuso sette fascicoli d’indagine a carico di altrettanti soggetti della provincia di Bari, chiedendone il rinvio a giudizio per i reati, a vario titolo contestati, di frode nell’esercizio del commercio, manovre speculative sulle merci e truffa aggravata.

I sette soggetti sono accusati di aver venduto, durante il lockdown di un anno fa, gel igienizzati e mascherine contraffatti o comunque privi di autorizzazioni sanitarie e, in alcuni casi, dispositivi di protezione individuali con rincari fino al 5mila%.

In particolare a tre titolari di altrettante farmacie ad Altamura e Bari, la Procura contesta di aver venduto, tra febbraio e aprile 2020, più di 3 mila flaconi di gel igienizzanti che sull’etichetta non riportavano le autorizzazioni alla commercializzazione da parte del ministero della Salute e della Commissione europea. A uno dei tre, inoltre, i magistrati baresi contestano anche di aver venduto mascherine pagate 22 centesimi al costo di 15 euro ciascuna. “Con l’aggravante – contesta la Procura barese – di aver profittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, in considerazione delle necessità di protezione sanitaria nel tempo di emergenza epidemiologica”.

Un 37enne di Bitonto rischia invece il processo per aver acquistato e rivenduto tramite Facebook circa 150 mascherine a prezzi superiori a quello di mercato. Per tre titolari di attività commerciali con sede a Modugno, inoltre la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per aver venduto, o comunque custodito nei loro negozi, migliaia di confezioni di gel igienizzante e di salviettine antibatteriche prive, sull’etichetta, delle dovute autorizzazioni sanitarie e quasi 100 mila mascherine con marchio contraffatto “con conseguente qualità, provenienza ed origine del prodotto stesso non conforme agli standard qualitativi e di sicurezza”.

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