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La tragedia dei non vedenti al tempo del Covid, senza vaccino e con regole da rispettare

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Provate ad immaginare di non vedere. Di essere ciechi assoluti. Aggiungete che, come tutti gli altri, dovete indossare la mascherina per evitare eventuali infezioni da coronavirus. Riuscite ad immaginare che avrete, più di altri, la sensazione di soffocare? Ora pensate che invece della vista dovete utilizzare tatto, udito e olfatto. In piena pandemia avrete cosi’ il timore continuo che i mezzi utilizzati per la vostra “seconda vista” e la vostra indipendenza possano diventare strumenti ad alto rischio di contagio covid. Mache non avete differente scelta! Ora potrete capire, forse un po’ di più, quanto i non vedenti siano sicuramente tra le categorie più a rischio di contrarre il covid-19. Non solo. Devono affrontare difficoltà nuove a causa del distanziamento sociale e restrizioni varie. Tra cui l’aumentata solitudine.

“Era stato detto che i disabili sarebbero stati vaccinati dopo medici e infermieri con gli over 80 – ricorda Antonio Montanaro vicepresidente Uic sezione di Bari – Ora nessuno ne parla più. Perché? Il cieco per muoversi ha bisogno di utilizzare il tatto ed è quindi ad alto rischio. Il tatto è il nostro senso principale, per cui ci appoggiamo al braccio dell’accompagnatore, a volte pure estraneo se troviamo chi volontariamente e spontaneamente, pure in questi periodi, si offre per guidarci e aiutarci ad attraversare la strada o particolari tratti di strada o scendere una scala, ma i rischi sono alti pure quando ci muoviamo da soli con il bastone o un cane guida. Il tatto ci è d’aiuto, non possiamo farne a meno, dobbiamo appoggiarci ai corrimani delle scale. Per la nostra disabilità abbiamo necessità di creare un contatto diretto. Siamo più a rischio di altri. La nostra categoria dovrebbe avere la priorità insieme con altre, ad esempio i caregiver o chi accompagna in carrozzina un disabile”.

La pandemia ha causato problemi non indifferenti a chi non vede. Come tutti gli altri devono rispettare consigli e restrizioni previsti in dpcm e ordinanze, ma per loro è una sofferenza elevatissima, più di altri. “Il covid non ci consente, di fatto, di vivere in maniera tranquilla e normale – aggiunge Luigi Iurlo del Consiglio regionale Uic Puglia – Per un disabile visivo dover indossare la mascherina, per quanto utile e necessaria per la prevenzione, il senso di soffocazione è continuo. La pandemia ci ha tolto la possibilità di abbracciare e stringere mani, azioni che per noi sono fondamentali come il tatto e le mani. Non possiamo esplorare spazi se non con timore di contrarre il virus. Siamo pluri-minorati. In questa fase ci sentiamo ciechi, ma pure un po’ sordi perché la mascherina non ci fa respirare. Olfatto, tatto e udito da essere i sensi che utilizziamo per sopperire a quello mancante vengono ora molto limitati, non stiamo vivendo un momento facile pure a livello di relazioni. La nostra vita associativa è tronca, facciamo solo riunioni in remoto, on line. Per fortuna la tecnologia ci dà una mano in questo. Siamo stati l’unico movimento sociale, lo scorso anno, ad organizzare il congresso nazionale a distanza, nemmeno i partiti politici lo hanno fatto”.

Paura, sconforto e disagio che bisogna moltiplicare per più di un migliaio di persone, tanti sono i ciechi riconosciuti invalidi civili dall’Inps (il dato è aggiornato al 2019, ndr) a Bari, mentre sono circa 3.500 in tutta la Città Metropolitana nei 41 comuni del Barese. La campagna vaccinale è indispensabile per chi non vede, la loro indipendenza è messa a serio rischio a pari della salute continuamente in pericolo. Ciechi e ipovedenti sono esposti al contagio ogni momento. Stessa cosa vale per i cani guida. I non vedenti, per avere certezza di garantire igiene a sé stessi, familiari e ambienti in cui vivono, devono sanificare i loro fedeli amici ogni volta che rientrano da un’uscita. Per le attenzioni verso gli amici “a quattro zampe” l’Aniomap (Associazione nazionale istruttori orientamento mobilità autonomia personale) ha pubblicato un breve video dimostrativo https://youtu.be/CflnBpezRco con istruzioni per curare e igienizzare zampe e pelo del cane, ma anche supporti come guinzaglio, guida e pettorina. L’Uic nazionale ha pure organizzato uno sportello di ascolto psicologico dedicato proprio al periodo della pandemia http://www.uiciechi.it/Psicologi/ascolto_psicologico.asp da poter contattare on line, nonché altre iniziative di supporto. Questi sono però aiuti insufficienti a garantire sicurezza. Serve il vaccino e in tempi brevi. Serve riconquistare l’autonomia, la tranquillità e la salute perse in un anno disagevole oltre ogni limite.

Anna Caiati

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