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Scuola, la nuova ordinanza post Tar accontenta i genitori, ma non docenti e sindacati

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La chiusura e la riapertura delle scuole per la pandemia tra ordinanze emanate, riviste, corrette, annullate, accontenta e scontenta a turno gli attori coinvolti e cioe’ i genitori, gli studenti, gli insegnanti e i sindacati. Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco, sono costantemente impegnati nell’assumere decisioni “ballerine”. Un provvedimento che metta dtutti d’accordo non è possibile trovarlo, non in Puglia almeno. E così vistao l’ordinanza regionale, la n. 56 del 20 febbraio 2021, che prevedeva la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, scuola dell’infanzia compresa, salvo casi particolari, con lezioni a distanza per tutti, un gruppo di genitori guidato dal Codacons ha fatto ricorso al Tar Puglia. E ieri, 23 febbraio la terza Sezione ha sospeso l’ordinanza di Michele Emiliano con effetto immediato, in vista dell’udienza cautelare collegiale, fissata per il 17 marzo 2021.

Poco prima della mezzanotte di ieri 23 febbraio il Presidente Emiliano ha emesso una nuova ordinanza, la n. 58 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Ventisette le pagine, 8 di ordinanza il resto di dati che per la prima volta sono stati resi noti. Un tentativo, l’ennesimo da parte di Emiliano e Lopalco, di far comprendere i motivi che hanno spinto a prendere la decisione di chiudere le scuole. Sebbene siano sempre convinti della necessità di disporre la didattica digitale integrata al 100%, hanno dovuto fare un passo indietro e dare la possibilità agli alunni, in realtà ai genitori, di chiedere la didattica in presenza, senza alcuna limitazione percentuale per le scuole dell’Infanzia, del ciclo primario e Cpia (Centri provinciali per l’istruzione degli adulti), mentre la limitazione del 50% (possibilmente per singola classe) è prevista nelle scuole secondarie di secondo grado, in conformità al Dpcm del 14 gennaio 2021. La decisione è stata presa anche a fronte di una relazione del Dipartimento di Salute in forza dell’avviata campagna vaccinale agli operatori scolastici.

L’ordinanza ovviamente è stata ben accolta dai genitori, in particolare da coloro che lavorano e hanno problemi a seguire i loro figli a casa o non sanno a chi affidarli quando le scuole sono chiuse, ma anche a mamme e papà giustamente preoccupati della “clausura” vissuta dai figli che dura da ormai un anno a causa della pandemia da covid. Non altrettanto è stata gradita, pero’, da insegnanti e sindacati della scuola. Questi ultimi dopo aver revocato lo sciopero già fissato per il 22 febbraio per effetto dell’ordinanza del 20 febbraio con la chiusura delle scuole e altre intese raggiunte, ora minacciano una protesta perché gli accordi presi sono in parte saltati.

I rappresentanti sindacali non gradiscono la nuova decisione regionale, la decima sul delicatissimo tema, perche’ di fatto ha ripristinato la facoltà di scelta da parte delle famiglie sulla didattica in presenza o da remoto. Sostengono che “in tal modo si riconduce la scuola pugliese allo stato dell’ordinanza precedente, contro cui avevamo già indetto uno sciopero motivato anche dalla necessità di garantire salute e sicurezza dei lavoratori, degli alunni e delle famiglie in tutte le scuole pugliesi” si legge in una nota congiunta dei sindacati della scuola. Nel contempo chiedono che si proceda rapidamente con il piano vaccinale rispettando gli impegni assunti. I dati dimostrano senza alcun dubbio che “il contagio si sta diffondendo fra i giovani in modo proporzionalmente superiore alle altre fasce di età”, come ribadito dal Dipartimento della Salute, dati alla mano. Da qui la contrarietà delle sigle sindacali alla riapertura degli istituti scolastici. Ora più che mai, insieme con le vaccinazioni, si rende necessario lo screening di massa periodico con l’istituzione immediata, così come da piano deliberato dalla giunta regionale, dell’Unità di personale Toss (Team operatori sanitari scolastici), ovvero la presenza di 355 operatori nelle scuole.

In Regione c’è grande preoccupazione per i dati che evidenziano un aumento di contagi e che aveva convinto tutti a riadottare con urgenza le misure idonee a contenere la diffusione del virus, come dalla relazione del Dipartimento della Salute redatto con monitoraggio settimanale e che evidenzia come proprio tra bambini e adolescenti ci sia il maggior tasso di contagi in particolare della cosiddetta “variante inglese”, la cui caratteristica è proprio quella di una maggiore trasmissibilità. L’analisi condotta, a livello nazionale e regionale (su un campione di 51 milioni di cittadini in 12 regioni, tra cui la Puglia), mostra una curva epidemica in incremento tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni, ad allarmare è soprattutto la fascia 6-10 anni (quindi alunni delle scuole elementari), al momento ritenuta strettamente collegata alla circolazione delle varianti del virus. Sebbene in Puglia si sia rilevato una generale riduzione dell’andamento dei contagi, dopo la ripresa delle lezioni in classe a gennaio, c’è stato un incremento nelle fasce scolastiche dell’infanzia, elementare e medie (non per le superiori), ovvero 14-18 anni. Si è comunque osservato che con l’aumento della didattica in presenza è corrisposto un aumento dei contagi tra gli studenti piuttosto che nella popolazione in generale. Il Dipartimento della Salute conclude la relazione, allegata all’ordinanza firmata in nottata, affermando che “si può pertanto concludere che le misure via via adottate per il controllo dei focolai scolastici abbiano manifestato in maniera crescente la loro efficacia; l’aumento della frequenza scolastica, comportando un aumento del numero dei contatti interpersonali, aumenta il rischio dei contagi che in effetti sono apparsi in incremento fino alla precedente settimana di monitoraggio”.

In Puglia sono stati condotti due sondaggi rapidi, su richiesta dell’Istituto Sanitario Superiore (Iss), per valutare la prevalenza della variante inglese nella nostra regione. E’ emerso che i primi di febbraio era presente con una percentuale al 15% salita al 38%, quindi più che raddoppiata (pari al 60%), a distanza di una settimana. Dati purtroppo in tendenza con l’intero Paese come da report del Ministero della Salute aggiornato al 17 febbraio. I grafici dei tassi di incidenza settimanali rilevati nelle Regioni partecipanti al progetto con uno studio sulle varianti inglesi e brasiliana sono stati pubblicati su alcuni siti specifici.

In allegato all’ultima ordinanza del presidente della Regione, Emiliano, anche la sintesi del piano vaccinale al personale scolastico, predisposto dai competenti dipartimenti di prevenzione e trasmesso dal Dipartimento alla Salute da cui si evince che “dai dati disponibili, la protezione indotta da una dose di vaccino AstraZeneca è pari al 100% nei confronti delle forme gravi di malattia e al 73% nei confronti delle forme anche lievi dopo tre settimane dalla somministrazione. Questi livelli di protezione, così misurati, si raggiungono comunque progressivamente già a partire da pochi giorni dopo la vaccinazione”. In considerazione del fatto che comunque il vaccino sarà una “copertura” importante non appena la campagna vaccinale scolastica sarà terminata e che saranno i dirigenti scolastici a disporre il ritorno al 100% dell’attività didattica in presenza, e soprattutto a seguito della decisione del Tar Bari, Emiliano e Lopalco hanno fatto un passo indietro. L’ordinanza decorre a partire da oggi e sino al 14 marzo 2021, ovvero quando almeno la prima dose di vaccino sarà stata effettuata a tutti gli operatori scolastici. Per cui, per ora, si ritorna alla presenza al 50% nelle scuole superiori, medie ed elementari, garantendo comunque la presenza ai soggetti più bisognosi di socializzazione.

Sono 60mila le dosi di vaccino AstraZeneca previste per il personale scolastico, numero sufficiente a garantire la prima dose al 70% di questa fascia di cittadini. Tra l’altro la prima dose ha una efficacia pari al 64,1% a partire dal 21° giorno dopo la somministrazione, come sottoscrivono il direttore dell’Area Epidemiologia Care Intelligence, Lucia Bisceglia, e il direttore del Dipartimento della Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. C’è però un altro documento in cui i dati disponibili dimostrerebbero che AstraZeneca risulta protettivo già con una sola dose al 100% nei confronti delle forme gravi di malattia e al 73% nelle forme lievi.

In particolare, nelle conclusioni del rapporto si legge che “la comunità scolastica rappresenta un elemento di aggregazione sociale che, in situazione di intensa circolazione virale, è inevitabilmente interessata dal fenomeno dei contagi, come affermato anche dall’ECDC nel Technical Report del 23 dicembre 2020”. Quindi l’invito a completare la campagna vaccinale nei soggetti fragili e a maggior rischio di contagio. Il lungo “dossier” si conclude con il Cronoprogramma di somministrazione della prima dose che a Bari, per gli istituti comprensivi statali e scuole paritarie (dalle scuole dell’infanzia alla scuole medie) deve avvenire entro il 7 marzo, mentre per i restanti istituti (scuole superiori e Cpia) entro il 14 marzo.

Anna Caiati

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