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“Top doctors 2020”, premiata l’ematologa barese Giorgina Specchia: «La ricerca va sostenuta»

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A Bari e’ ormai un’istituzione, per i pazienti un angelo. C’è anche Giorgina Specchia nella classifica dei 50 migliori medici italiani del 2020 stilata dal network “Top doctors”, l’ambito riconoscimento dei “Top doctors awards 2020”, tributato da colleghi medici e pazienti. Nella sua splendida carriera spesa sempre “sul campo” Giorgina Specchia e’ stata professore ordinario di Ematologia-Università degli studi di Bari Aldo Moro e fino al 2019 direttore del centro di Ematologia con trapianto dell’Aou Policlinico di Bari. A votarla sono stati i colleghi e i pazienti.

«Sono contenta della stima che mi hanno riconosciuto i colleghi e i pazienti per i miei 44 anni nel campo dell’ematologia», dice Giorgina Specchia.

Nell’ultimo anno la professoressa Specchia è stata testimone, come tanti colleghi, del dramma di molti pazienti oncologici, i quali hanno dovuto fare i conti con l’emergenza Covid-19 che ha rallentato di molto il percorso di cura delle altre patologie: «Il paziente deve combattere contro la malattia oncologica e contro il virus – ricorda la professoressa. I malati hanno dovuto adattarsi, e lo sforzo è stato notevole anche da parte di ematologi e oncoematologi, che con grande abnegazione negli ospedali hanno dovuto riorganizzarsi per garantire la continuità della cura ed effettuare l’assistenza in sicurezza. I pazienti, da parte loro si sono trovati di fronte alla difficoltà di non poter comunicare e soprattutto non potere incontrare il medico specialista e questo ha reso più difficile anche l’accettazione della malattia, inoltre hanno avuto una giustificata paura e a volte hanno chiesto di rinviare gli appuntamenti per visite controllo in ospedale. I medici però hanno cercato tra non poche difficoltà di garantire la continuità assistenziale con i contatti per telefono o per email, oltre che soprattutto in presenza nei centri di ematologia. Da sottolineare anche alcune difficoltà logistiche che i pazienti hanno avuto nel prenotare gli esami strumentali o di laboratorio anche fuori dall’ospedale».

Giorgina Specchia, responsabile del comitato scientifico dell’Associazione italiana leucemie, spiega che «L’Ail nazionale ha istituito un numero verde a cui noi ematologi rispondiamo in alcuni giorni della settimana per dare consigli e indicazioni ai pazienti ematologici. Cerchiamo di comprendere i le diverse problematiche e dare utili indicazioni per i percorsi assistenziali, capire se è meglio farsi controllare a domicilio o interfacciarsi con il proprio specialista ematologo di riferimento in ospedale. Ho ammirato molto, comunque, lo sforzo immane dei colleghi per la riorganizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici a cui ho voluto dare il mio supporto. L’alleanza fra i medici aiuta i pazienti ad avere più fiducia nella figura del medico».

Nella sua ultra-quarantennale carriera, la professoressa Specchia è stata testimone di grandi cambiamenti nella storia della scienza medica ematologica, che hanno in molti casi dato una speranza nuova ai pazienti affetti dal tumore, il “male del secolo”: «Ho visto cambiare la storia naturale di molte malattie oncologiche, in particolare alcune leucemie e alcuni linfomi – racconta Giorgina Specchia. Dagli anni ’80 a oggi c’è stata la “rivoluzione farmacologica”, perché alla base c’è stata una “rivoluzione molecolare” grazie alle tecnologie innovative. Già da anni abbiamo farmaci intelligenti che aggrediscono le cellule neoplastiche con specifiche alterazioni genetico-molecolari come ad esempio nella leucemia mieloide cronica, in alcune leucemie acute. Molti anni fa un paziente arrivava in reparto con una leucemia acuta promielocitica ed entro 24/48 ore aveva un esito fatale; da alcuni anni invece con i farmaci intelligenti questo tipo di leucemia acuta è curabile e in molti casi guaribile. Parlare di guarigione dagli anni ’80 ai 2000 era quasi impossibile, invece oggi alcuni pazienti con diversi tumori ematologici (linfomi, mielomi, leucemie) possono superare la malattia grazie a questi farmaci, agli anticorpi monoclonali, alle terapie cellulari (CAR-T) e alle procedure di trapianto di cellule staminali».

Un progresso che non sarebbe stato possibile senza il lavoro alacre di centinaia di migliaia di ricercatori in tutto il mondo. Un merito che la professoressa Specchia, stimata ricercatrice a livello internazionale, tiene a sottolineare: «Alla base di tutto c’è la ricerca, che ha identificato alterazioni citogenetico-molecolari specifiche di molte malattie ematologiche e ha prodotto farmaci innovativi. Oggi c’è un’ematologia di precisione, che produce diagnosi circoscritte in grado di applicare terapie personalizzate per ogni paziente. Molte malattie ematologiche non si curano più solo con la chemioterapia».

Un ruolo decisivo, quello della ricerca medico-scientifica, per cui l’emergenza Covid ha fatto da cassa di risonanza: «Finalmente, con questa pandemia, gli amministratori della salute hanno capito che la ricerca è fondamentale, è la base della salute e va supportata – sottolinea la professoressa Specchia. La diagnosi di infezione da Covid è precisa, identifica anche le varianti del virus, e i tanti ricercatori che hanno sviluppato il vaccino contro il Covid meritano un riconoscimento scientifico, paragonabile ai premi Nobel. Nel campo dei tumori la ricerca è già molto avanzata, e adesso bisogna dare un supporto ai ricercatori che combattono l’infezione da Covid, ma anche a quelli che curano altre patologie. Ciò che stiamo vedendo ora non fa altro che rafforzare il valore della ricerca in medicina. L’ematologia, per esempio, è in fase avanzatissima grazie a un lavoro costante e rigoroso di ricercatori e clinici, realizzato con uno sforzo immane: per continuare una ricerca di eccellenza sono necessari investimenti economici, ricercatori esperti e centri di eccellenza, che in Italia sono molti».   

Le cure della infezione da Covid sono in continua evoluzione grazie alla ricerca clinica-farmacologica: «Alcuni farmaci e gli anticorpi monoclonali stanno dando il loro contributo, però l’infezione da Covid-19 a volte provoca una malattia molto severa, l’arma vincente saranno i vaccini. Sicurezza ed efficacia dei vaccini sono state documentate dai trial clinici sperimentali che hanno portato alcuni di essi già all’approvazione da parte di Fda americana, Ema europea e Aifa italiana; dubbi e preoccupazioni possono essere chiariti attraverso i colloqui con gli Specialisti. soprattutto per chi ha altre patologie (tumori, cardiopatie, diabete, ecc.) deve interfacciarsi con il proprio medico specialista. La Società scientifica di ematologia (Sie) e il Gruppo italiano di trapianto di midollo osseo (Gitmo) hanno stilato delle indicazioni utili per i pazienti ematologici per spiegare quando e a chi effettuare il vaccino, anche in considerazione della fase di cura della malattia di base. Dobbiamo vaccinarci tutti per fermare il Covid-19», conclude la professoressa Specchia.

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