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Sei obeso? in sovrappeso? Il 4 marzo al “De Bellis” di Castellana colloqui nutrizionali gratuiti

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Il 4 marzo per il World Obesity Day all’Irccs de Bellis colloqui nutrizionali gratuiti

Il lockdown che ci tiene in casa da ormai un anno (scatto’ il 10 marzo del 2020) ha contribuito ad accrescere il numero delle persone obese o in sovrappeso a causa della limitazione alla nostra mobilita’ e della circostanza che trascorrendo molte ore fra le mura domestiche si tende a mangiare di piu’. In Puglia oggi il 12,5% della popolazione e’ obeso, il 34% in sovrappeso. In pratica un pugliese su due supera il limite di peso ottimale che garantisce una migliore qualita’ della vita. Il peso cosiddetto forma viene calcolato in ragione dell’altezza e il nostro sistema osseo soffre nel sopportare un peso eccessivo. Giovedi 4 marzo la giornata sara’ dedicata al World Obesity Day per sensibilizzare la popolazione mondiale su un problema che quando si presenta si riflette in modo deciso sul nostro stato di salute. L’Irccs De Bellis di Castellana Grotte organizza un “Open day” del suo Ambulatorio di nutrizione clinica che da oltre 10 anni annovera un gruppo scientifico multidisciplinare di medici, biologi nutrizionisti e dietiste. l’intera giornata Per l’intera giornata sarà a disposizione lo staff multidisciplinare dell’Ambulatorio di nutrizione clinica.

I colloqui nutrizionali gratuiti per pazienti obesi o in sovrappeso si terranno nello stesso ambulatorio, al piano terra di via Turi 27, con orari 8-10 e 14-18; accesso tramite prenotazioni entro il 3 marzo chiamando lo 080 4994651 (ore 9-13 e 15.30-18.30) o via email a nutrizione@irccsdebellis.it

“Durante questo ultimo anno – sottolinea Maria Gabriella Caruso, dirigente medico dell’Ambulatorio nutrizione medica dell’Irccs – complice il lockdown e la maggior permanenza in famiglia, da un lato è aumentata la sedentarietà e quindi l’incremento ponderale, dall’altra è emersa con forza la consapevolezza dei genitori della propria responsabilità nell’educazione alimentare dei figli e nell’adozione di stili di vita salutari: oggi lo stimolare l’ambiente socio-familiare in chiave prevenzione è fondamentale per la comunità”.

Fa da eco il Direttore scientifico del De Bellis, Gianluigi Giannelli: “Se si guarda all’impatto del Covid-19, l’obesità è una delle cause più frequenti di comorbilità nei deceduti per coronavirus, che spesso si accompagna a ipertensione, diabete e a un sistema immunitario meno efficiente. Le proiezioni sono allarmanti: nel 2030 rischiamo, infatti, di assistere al raddoppio della prevalenza di obesità, che sommata al sovrappeso, costituirà circa il 70% della popolazione: con un enorme impatto clinico ed economico, essendo l’obesità responsabile di alcune forme di tumore, del diabete e di malattie cardiovascolari”.

Sul fronte nutrizionale il de Bellis opera sul campo: “Le attività di prevenzione e cura dell’obesità e del sovrappeso – evidenzia il Direttore generale Tommaso Stallone – sono centrali nei programmi di educazione alimentare e nel percorso di gestione del peso corporeo e modifica dello stile di vita del nostro Ambulatorio di nutrizione. Negli ultimi cinque anni abbiamo visitato circa 4000 pazienti, dei quali ben il 74% era obeso e il 21% in sovrappeso. Il dato confortante è che un intervento dietetico bilanciato seguito per sei mesi, abbinato a una moderata attività fisica, si traduce in una modifica delle abitudini alimentari e dello stile di vita, fruttando una riduzione del peso corporeo con passaggio da livelli di obesità grave o moderata a obesità lieve o al sovrappeso”.

Insomma, c’è da fronteggiare il preoccupante quadro generale: i report dicono che negli ultimi trent’anni l’incidenza del sovrappeso in Italia è aumentata del 30%, dell’obesità del 60%. Gli adulti fanno scarsa attività fisica, mangiano poca frutta e verdura e 4 italiani su 10 sono in lotta con la bilancia, soprattutto andando avanti con l’età: tanto che, tra gli over 65 i problemi di peso riguardano quasi 6 persone su 10. Superati i 75 anni il problema si riduce e aumenta invece quello della perdita di peso involontaria (8%), che predispone a fragilità delle ossa. La sedentarietà è più frequente all’avanzare dell’età, fra le donne e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato o con basso livello di istruzione.

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