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Consulta mobilità: Comune se ci sei, batti un colpo

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I ciclisti continuano a chiedere un incontro per istituire la Consulta della mobilità, ma il Comune tace

Quanto Bari abbia bisogno di una migliore organizzazione in tema di mobilità sostenibile è sotto gli occhi di tutti. Non solo per le piste ciclabili non propriamente adeguate tanto che la maggior parte sono facilmente invase da bidoni della spazzatura, piuttosto che da altri mezzi di trasporto ingombranti (le foto girano sui social più veloci della luce, ndr), quanto per la assenza delle stesse o la non efficienza provata di altre perché spezzettate o per asfalti non adeguati o per altri motivi. Così come la nostra città ha bisogno di iniziative per diffondere la cultura dell’utilizzo di mezzi alternativi e non inquinanti alle solite auto.

Per cercare di risolvere buona parte di queste problematiche il 21 luglio scorso, a palazzo di Città si è svolto un incontro tra la delegazione dei Cub (Ciclisti urbani baresi), comitato spontaneo proponenti la Consulta della mobilità sostenibile e della moderazione del traffico, e l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso. I ciclisti baresi da anni chiedono l’istituzione di una Consulta sulla mobilità, un organo consultivo dell’Amministrazione comunale che raggruppi tutte le associazioni cittadine dedite alla mobilità sostenibile per discutere e proporre soluzioni a problemi, nonché eventi e iniziative varie a tema. Finalmente sembrava che qualcuno avesse dato loro retta.

Dopo mesi di contatti telefonici e video-conferenze sia con il sindaco Antonio Decaro che con gli assessori ai Lavori pubblici, Galasso, e allo Sport, Pietro Petruzzelli, finalmente l’incontro in presenza con la conclusione entusiasmante della stessa da parte di tutti. Ma da allora tutto tace. E di questo si lamentano i rappresentanti dei Cub che non capiscono come mai dopo un incontro “concluso nell’entusiasmo generale, constatata la disponibilità dell’Amministrazione nei confronti della Consulta della Mobilità quale strumento di partecipazione caratterizzato da trasparenza e diffusione. A fine febbraio 2021, esattamente sette mesi dopo quell’incontro, ci ritroviamo non solo senza Consulta ma addirittura senza alcun riscontro da parte della Amministrazione”. Il regolamento per la costituzione e l’istituzione dell’organo consultivo è pronto già da fine agosto. Nello stesso sono previste le motivazioni della richiesta, così come aveva chiesto l’assessore Galasso, assicurano i ciclisti baresi.

A settembre è stato pure chiesto, in più di un’occasione, l’incontro per “protocollare il documento e far partire l’iter in Consiglio Comunale” ma la campagna elettorale per le regionali ha visto rinviata la richiesta a fine mese. E’ arrivato ottobre e ancora nulla, così come i mesi a seguire e il nuovo anno. Convinti e testardi più che mai, i rappresentanti dei Cub hanno continuato e continuano a chiedere tramite email e telefonate l’incontro ad entrambi gli assessori, Lavori pubblici e Sport, ma dopo sette mesi ancora tutto tace. L’ultima richiesta risale al 22 gennaio 2021. Eppure in altri comuni piccoli a noi vicini, come Bisceglie e Ceglie Messapica, per restare in Puglia, sono già realtà. “Le Consulte Comunali sono degli organismi che hanno una funzione propositiva e consultiva nei confronti dell’amministrazione cittadina – aggiungono dal Cub, il comitato spontaneo dei proponenti della Consulta della mobilità sotenibile e della moderazione del traffico – Attraverso la loro istituzione il Comune valorizza e promuove la partecipazione delle associazioni locali e dei singoli cittadini all’amministrazione locale, e il Comune di Bari ne ha già altre regolarmente attive”. Manca proprio quella dedicata alla Mobilità. E Bari, città capoluogo di regione nonché città metropolitana, che così dimostra di essere indietro rispetto ad altri piccoli comuni pugliesi, mentre dovrebbe essere d’esempio per rilevare “la trasversalità del problema, indipendentemente dalla grandezza della città e dal suo piano urbanistico, e la grande fiducia posta nelle Consulte cittadine per cercare una soluzione alla mobilità urbana – scrivono ancora i Cub – A maggior ragione in questo momento storico così delicato, a causa dell’emergenza Covid, ma anche per il continuo aumento degli inquinanti nell’aria, come certificato da tutti gli studi sull’argomento, è importante regolamentare la mobilità”.

A deludere non è solo la non istituzione della Consulta, ma pure la mancata realizzazione dell’Open space con il programma sulla mobilità sostenibile. Un pacchetto di interventi che, sono convinti i ciclisti baresi, sono necessari a garantire una circolazione più agevole e sicura nella fase più acuta della emergenza. Quello che più, forse, indigna è non solo l’aver ignorato più di una richiesta ma il “rumorosissimo silenzio” che ne consegue. Sono tante le urgenze che vanno risolte a partire dalla manutenzione delle piste ciclabili esistenti, per arrivare ai dati del rapporto Covid Lanes di Legambiente presentato il 7 gennaio 2021 che vede Bari al 14° posto su 21 città, subito dopo Lecce con un chilometro in più, per aver realizzato solo 3,5 chilometri e mezzo di piste ciclabili leggere su 57 km (pari al 5% del totale) previsti nel progetto Open space (presentato a maggio 2020 dal sindaco Decaro). E ce ne sarebbero tante altre da elencare tra cui l’ultima: la chiusura dal 1° marzo della Velostazione di Bari dopo cinque anni di attività.

Nonostante la delusione amara di questi cittadini che vorrebbero il bene della città attraverso proposte concrete insieme con il benessere e la tutela dei cittadini e del loro diritto alla salute oltre che di scelte alternative per il rispetto dell’ambiente, gli stessi Cub si dicono ancora disponibili ad incontrare i due assessori e lo stesso sindaco “per riprendere quanto prima il discorso sulla Consulta della Mobilità, ponendo fine a questa fase di irrigidimento immotivato”.

Anna Caiati

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