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Centri ludici comunali: 436 i bambini accolti con i genitori

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A Bari, da cinque anni, non ci sono solo gli asili nido per far incontrare, giocare, conoscere e, soprattutto, seguire in un percorso socio-educativo e psicologico di crescita i bambini di età compresa tra gli 0 e i 36 mesi. Il Comune di Bari e l’assessorato al Welfare nel 2016 hanno infatti avviato, in forma sperimentale ma che continua ancora oggi, due Centri ludici per la prima infanzia nei quartieri Libertà, nell’ex scuola Melo, e Poggiofranco, nel parco don Tonino Bello. Qui sono stati accolti 436 bambini sino ai tre anni, per i quali sono stati organizzati 9.800 attività di laboratorio, tutte sotto forma di gioco, e quasi 14.000 atelier sperimentali, momenti didattici con la possibilità di creare e stimolare la curiosità tipica dell’età, e 900 momenti di festa ed eventi vari dal Carnevale al Natale ai compleanni. Insieme con i bambini non sono stati dimenticati i genitori, i nonni e coloro che si prendono cura dei più piccoli in un nucleo familiare, per loro gli operatori specializzati e gli educatori hanno tenuto 100 incontri formativi e informativi tematici con particolare attenzione al sostegno alla genitorialità.

Se i bambini hanno potuto divertirsi e imparare, i genitori hanno trovato persone qualificate e disponibili a cui rivolgersi per un confronto su un ruolo, quello del genitore che si impara crescendo giorno dopo giorno accanto al proprio figlio, pure tra difficoltà enormi e diverse esigenze educative, e che spesso richiede però un conforto o un confronto con altri. Con tanto lavoro, attenzione, cura e disponibilità gli operatori hanno reso questi centri importanti punti di riferimento per tante famiglie che hanno potuto usufruire delle strutture come alternativa agli asili pubblici. “I bambini più vulnerabili nei Centri ludici hanno avuto l’opportunità di crescere e confrontarsi con i loro coetanei, in un luogo immaginato per loro e per il loro benessere – commenta l’assessore al Welfare Francesca Bottalico – Un servizio totalmente gratuito, offerto da un team di operatori specializzati che sento di ringraziare per il lavoro portato avanti, rivolto a chi sceglie un percorso integrato e interdisciplinare, alternativo agli asili nido pubblici, immaginato e costruito a misura di bambino”.

Il servizio è stato gradito dalle famiglie in particolare quelle più bisognose di aiuto, tra cui tanti migranti e altre fragili, tanto da diventare luoghi aperti alla multiculturalità. Qui tutti hanno potuto conoscere i diritti dei bambini tra cui, insieme con la salute e l’istruzione, ci sono pure il gioco e l’uguaglianza, che in questi centri sono sempre garantiti a piccoli e adulti. “L’aspetto più incoraggiante – continua l’assessore Bottalico – è rappresentato dalla crescente richiesta da parte degli utenti che intendono avvalersi dei Centri ludici: oltre ai bambini accolti in questi 5 anni, ce ne sono circa 40 in lista d’attesa ogni anno”. Segno di sicuro successo, dove il passaparola ha sicuramente significato molto, grazie proprio all’iniziativa che rientra appieno nella visione e nella programmazione per l’infanzia dell’assessorato al Welfare, che in questi anni ha investito in altre strutture e progetti dedicati. Questa come altre iniziative e progetti, graditi dai cittadini ed i cui effetti benefici sono avvertiti da molti, da sperimentali devono sempre diventare istituzioni ed esempi da imitare.

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