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Salgono i contagi tra i giovani. I sindacati: tempi più veloci per vaccinare il personale scolastico

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Le sette sigle sindacali pugliesi delle scuole tornano a chiedere alla Regione l’accelerazione dei vaccini al personale scolastico, docenti e Ata, di ogni ordine e grado insieme con la sollecitazione a trovare soluzioni per quelle categorie di lavoratori (fragili, ultrasessantacinquenni, ecc), che restano ancora senza risposte rispetto ai tempi di vaccinazione oltre che per tutti gli insegnani che lavorano fuori regione, ma che hanno residenza in Puglia, e per i Tfa (Tirocinio formativo attivo) di sostegno, personale scuole private, enti di formazione, Afam (Alta formazione artistica e musicale, conservatori e accademie), Università ed Enti di ricerca.

Sebbene per la Puglia, ancora zona gialla, sino al 6 marzo, quando entrerà in vigore il Dpcm del 2 marzo (il primo emesso dal Governo di Mario Draghi) non cambierà nulla in quanto le scuole chiuse sono previste solo nelle zone rosse, c’è un sostanziale e comprovato allarme per la salute di docenti e personale nonché degli stessi studenti che frequentano in presenza e quindi delle rispettive famiglie per il dilagare di contagi della Sars-Cov2. Sono infatti noti i dati delle ultime due settimane con l’aumento dei casi positivi proprio tra gli studenti ed in particolare tra i più piccoli, tanto che le città di Bari e Taranto sono quelle dove, secondo quanto pubblicato dal Dipartimento regionale della salute, relativamente alla settimana che va dal 23 febbraio al 2 marzo, è più allarmante il numero dei contagi. La soglia stabilita dal Governo pari a 250 casi ogni 100.000 abitanti, è superata in queste due città. I contagi si stanno propagando con estrema velocità nelle scuole, senza risparmiare quelle dell’infanzia. Una preoccupazione che più volte sia il presidente Michele Emiliano che l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco avevano manifestato con appelli e inviti vari e l’emissione dell’ordinanza regionale che prevedeva la chiusura di tutte le scuole (n. 56 del 20 febbraio 2021), sospesa dal Tar Puglia di Bari – Sezione Terza il 23 febbraio, dopo il ricorso dei genitori, e sostituta con la n. 58 del 24 febbraio.

Ora si registrano aumenti del 30,3% nelle due città da sempre con più contagi, tanto da contare più di 800 positivi ogni 100mila abitanti. Un dato che non solo supera la soglia di allarme ma pure la media italiana, mentre nelle altre province oscilla tra un minio di 87 a Lecce ad un massimo di 202 a Foggia, con una media regionale di 190. Cifre che non possono più essere sottovalutate da nessuno. Per questo i sindacati (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal, Fgu, Anief e Anp) ora chiedono che alla luce della modifica della curva epidemiologica in salita, il presidente Emiliano acceleri i tempi di vaccinazione. Le ordinanze regionali, ricordano i sindacati, in virtù ,dell’art. 21 che consente ai Presidenti di regione di esercitare il loro potere sono limitate dal Dpcm di Draghi in quanto il decreto nazionale “rende la possibilità d’intervento dei Presidenti delle regioni da un lato più chiara e precisa, dall’altro più circoscritta e stringente”, si legge nella nota sottoscritta dai sindacati pugliesi. Infatti sebbene quanto previsto al comma 2 dello stesso art. 21 “la possibilità d’intervento tramite ordinanza regionale dei Presidenti di Regione siano limitate esclusivamente all’adozione delle misure previste dall’art. 43 (istituzioni scolastiche in zona rossa) e consistenti, pertanto, nella sospensione delle attività dei servizi educativi dell’infanzia e della didattica in presenza per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado sull’intero territorio regionale o sui singoli territori provinciali e comunali” con la possibilità di esercitarla proprio nel caso in cui “l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti; per motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”.

Alla luce dei dati e delle considerazioni esposte, l’invito ad accelerare la conclusione della campagna vaccinale con “attuazione concreta ai presìdi sanitari deliberati dalla giunta regionale lo scorso 1° febbraio, di cui a tutt’oggi non si vede neanche l’ombra”. Non è tempo più di rinvii, bisogna agire e subito, bisogna vaccinare.

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