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All’Utin del Policlinico, la serenità a genitori e prematuri con le note di un pianoforte donato

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La musica, soprattutto se classica, è molto amata dai più piccoli sin da quando si trovano nell’utero materno. Scienziati affermano che la musica ascoltata dai feti quando si trovavano nel grembo materno può essere ricordata dagli stessi una volta nati sino a tranquillizzarli. Studi hanno inoltre dimostrato che la musica migliora le abilità motorie e la capacità di attenzione nei neonati, così come si dimostra strumento di apprendimento uditivo e persino la frequenza cardiaca cambia a seconda dell’intensità della musica tanto da essere un’ottima terapia prenatale. Tutte situazioni importanti nei neonati ma ancor di più nei prematuri, più fragili di altri e circondati, dal momento della nascita, da macchinari e suoni che seppur salvavita non regalano serenità soprattutto ai genitori.

Note musicali culleranno e cureranno i bambini ospiti dell’Utin – Unità di neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico di Bari grazie ad un pianoforte donato dalla ditta di strumenti musicali “88 tasti” di Bari, a seguito di una idea del dottor Alessandro Grassi in servizio proprio nel reparto. Tutto è iniziato con il sistema di interfono utilizzato per chiamare i genitori dei bambini in terapia intensiva. “Un giorno, invece di chiamarli per nome, ho usato un brano musicale – riferisce il dottor Grassi – Ho detto loro ‘quando sentite la musica, potete entrare’. La reazione è stata sorprendente, un papà si è commosso perché dopo mesi di difficoltà sentiva qualcosa di bello. Qui in Neonatologia i pazienti non sono solo i bambini, ma anche i genitori. È stato allora che ho chiesto informazioni alla scuola di musica che frequenta mia figlia”.

Poche settimane dopo, grazie alla generosità della ditta barese, è arrivato il dono inatteso ma graditissimo. Quindi l’inaugurazione del pianoforte con l’esecuzione di brani del repertorio classico e leggero tra i quali la Sonatina di Beethoven, I giorni di Einaudi e Over the rainbow di Arlen. A suonare i medici Manuela Capozza, Antonella Filannino, Vittorio Stallone e Alessandro Grassi. E così le dita e le mani che quotidianamente si prendono cura di piccolissimi pazienti nati prematuri attraverso piccolissimi aghi, tubicini, farmaci, macchinari e tanto altro, hanno iniziato a sfiorare i tasti bianchi e neri per far risuonare dolci note.

Il piano, posizionato nell’area antistante l’ingresso del reparto, diretto dal professor Nicola Laforgia, quotidianamente le note musicali potranno giungere sin all’interno dello stesso reparto quando saranno eseguite sonate e sinfonie da medici e pure infermieri del reparto al fine non solo di rendere l’atmosfera più serena per tutti ma per rendere “gli ambienti, in cui si lavora e in cui accogliamo i genitori, più a misura di famiglia, perché noi abbiamo anche bambini in reparto per mesi  – spiega il direttore, Nicola Laforgia – Far sentire la musica significa riuscire a dare alle famiglie un’immagine del reparto che non sia solo quella di luogo di sofferenza, di paura e di difficoltà, ma anche un luogo dove attraverso la musica si possono trasmettere sensazioni positive che fanno anche bene ai bambini, come le esperienze della musicoterapia fatte da noi e in reparti come il nostro. Ci impegniamo a ridurre i rumori molesti dei monitor e delle apparecchiature della terapia intensiva e la musica diventa una vera e propria cura: anche questo ci può aiutare a fare meglio il nostro lavoro”.

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