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Fratelli d’Italia all’attacco di Emiliano e Laforgia per la nomina di Cassano all’Arpal. Scelta politica e non meritocratica

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Il Consiglio regionale discutera’ domani 9 marzo la mozione presentata da Fratelli d’Italia che prevede la revoca in autotutela della delibera n. 2070 del 15/12/2020 con cui Massimo Cassano e’ stato nominato direttore generale dell’Arpal, l’agenzia regionale per le politiche del lavoro. Secondo i consiglieri del partito della Meloni, dopo aver preso visione dei curricula presentati dagli altri aspiranti, e’ stata adottata una scelta politica e non meritocratica. “Quale messaggio viene dato ai giovani pugliesi se la Regione Puglia e chi ha rivestito importati ruoli accademici, come l’ex rettore dell’Università di Lecce, Domenico Laforgia, nella scelta di un ‘tecnico’ danno più peso ai voti che si portano durante le elezioni piuttosto che ai curricula? Che in Puglia non vale la pena studiare, meglio accasarsi con il potente di turno, crescere politicamente e cosi’ fare una fulminante carriera. Buttando alle ortiche la parola più usurata dalla sinistra: meritocrazia?” si chiedono i consiglieri di Fdi.

“Per questo” proseguono “la nostra battaglia prima sull’ex commissario (nomina illegittima) e poi sul direttore generale dell’Arpal non è contro la persona, ma per un principio. Non si possono fare avvisi pubblici per la scelta di un direttore generale e poi fare una selezione politica e non meritocratica. E’ appunto una questione di principio, un dovere morale che avvertiamo nei confronti dei giovani pugliesi che devono credere nel loro futuro studiando e migliorando professionalmente loro stessi, e non devono invece sentirsi obbligati a essere portatori di voti per accedere alla Pubblica Amministrazione al servizio del potente di turno. In questa vicenda c’è poi un altro aspetto da rimarcare, forse anche più grave: l’avviso pubblico è stato solo per titoli (senza colloquio) e il direttore di dipartimento, il prof. Laforgia, non ha insediato nessuna commissione esaminatrice per la scelta della terna, ma ha avocato a sé la scelta. Per questo motivo, convinti come siamo che non ci sia un solo consigliere regionale che non condivida i principi della nostra battaglia, auspichiamo la convergenza in Consiglio regionale sulla nostra mozione,

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