L’ Anci e la Giunta regionale promuovono iniziative per la parità di genere

Vi è mai capitato di passeggiare e vedere cartelloni pubblicitari con immagini di donne discinte o poco vestite che attirano la vostra attenzione? Insomma corpi di donne usati come oggetti per attrarre l’attenzione maschile? Ebbene non dovrebbe più accadere perché il primo cittadino di Bari, nella sua veste di presidente dell’Anci ha preso un impegno a favore delle donne che è anche un messaggio culturale importante. Dalla sua pagina facebook; “Sono stato un assessore, un parlamentare, oggi sono un sindaco e il presidente dei sindaci italiani. Nella mia vita ho avuto mille modi e occasioni per onorare giornate come l’8 marzo. Qualche volta ci sono riuscito, altre volte meno. Quindi non è scrivendo un post sui social che onorerò degnamente la giornata internazionale della donna. Ma cercando di utilizzare il mio ruolo, ogni giorno, per ridurre e annullare nei fatti, non a parole, il divario di opportunità, di libertà, di rispetto, di salario che ancora oggi esiste tra uomini e donne. Un passo alla volta, cercando di dare sostanza a questa battaglia con grandi e piccole azioni. L’Anci ha sottoscritto il protocollo per fornire a tutti i Comuni gli strumenti per integrare i regolamenti di pubblicità locale e per l’occupazione di spazi pubblici con clausole che prevedano l’accettazione, da parte dei gestori degli impianti pubblicitari, delle norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale con cui si impegnano a non concedere spazi a comunicazioni di immagini lesive della dignità della donna e della sensibilità dei minori.  Dall’altro lato i sindaci avranno gli strumenti normativi per intervenire e rimuovere eventuali pubblicità offensive”.

Anche la giunta regionale si e mossa in tal senso e ha celebrato la giornata internazionale della donna con un impegno concreto per costruire un percorso strutturato verso la gender equity: una vera e propria agenda di genere che porti la Puglia a superare le attuali diseguaglianze nei più svariati campi.

Ispirandosi ai principi e alle azioni dell’Agenda 2030 dell’Onu e alla strategia per la parità di genere 2020-2025 dell’Unione europea, l’Agenda di genere della Regione Puglia, prevista dal programma di governo, vuole definire una strategia regionale integrata per il superamento dei divari di genere individuando i suoi assi prioritari nella dimensione del lavoro di qualità e della formazione, nella sostenibilità e nell’innovazione, nell’istruzione e nel welfare, nella qualità della vita e nel contrasto agli stereotipi e alla violenza di genere.

L’Agenda vede il pieno coinvolgimento di tutti gli assessorati e si basa sull’incrocio delle risorse finanziarie dei vari programmi e piani (Pnrr – Por – Next generation UE).

Presentazione Agenda

Perché un’Agenda di genere?

L’attuale dibattito sulle politiche di genere e l’urgenza di intervenire per ridurre il gender gap, si incrociano, oggi più che mai, con le politiche economiche e di sviluppo, con la programmazione di tutti gli interventi strutturali indispensabili per sostenere l’occupazione e per impedire che il divario –  economico, culturale e sociale – tra Nord e Sud dell’Italia e tra l’Italia e il l’Europa si acuisca. La crisi generata dalla pandemia ha ulteriormente accentuato le  strutturali asimmetrie di genere nella cura familiare e delle persone bisognose di assistenza a causa della chiusura delle scuole, della riduzione dei servizi di cura, della crisi dei settori in cui la componente femminile è più alta quali turismo, ristorazione, cultura, settori trainanti per lo sviluppo della nostra Regione ma che, anche per via della stagionalità, si sono caratterizzati per l’uso diffuso di contratti flessibili, precari e temporanei.

In questa giornata simbolo, si è svolta la prima sessione di lavoro della Giunta regionale, per avviare e condividere indicazioni in termini di obiettivi globali, specifici e operativi, ed un cronoprogramma di lavoro.

La Giunta ha formalizzato oggi la costituzione del gruppo di lavoro multidisciplinare e interassessorile composto da dirigenti e funzionari/e della Regione, con specifiche competenze e professionalità in materia di politiche di genere e programmazione. L’Agenda di genere si integra con la strategia regionale di sostenibilità  fornendo indicazioni in termini di obiettivi globali, specifici e operativi da integrare in tutte le politiche regionali avendo a riguardo i seguenti assi prioritari, derivanti dall’analisi dei principali indicatori socio-economici:

QUALITA’ DELLA VITA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI

1. Migliorare le condizioni di vita delle donne e promuovere la partecipazione attiva

(contrasto agli stereotipi, agenda urbana, medicina di genere, infrastrutture sociali, trasporti, associazionismo, organismi consultivi e di rappresentanza)

ISTRUZIONE FORMAZIONE E LAVORO

2.Empowerment femminile nei settori strategici di istruzione-formazione-lavoro

(Contrasto alle povertà educative, incentivi per l’accesso al mercato del lavoro, , conciliazione vita lavoro, congedi per gli uomini)

COMPETITIVITA, SOSTENIBILITA E INNOVAZIONE

3. Favorire la partecipazione delle donne ai processi di sviluppo sostenibile e all’innovazione,

(Imprenditoria, autoimpiego, discipline stem, digital empowerment, ricerca e innovazione)

PER UN LAVORO DI QUALITA

4. Migliorare le condizioni del lavoro delle donne

(contrasto alla precarietà, contrasto al lavoro sommerso e alle molestie sul luogo di lavoro, flessibilità, percorsi di carriera e riqualificazione professionale, differenziali salariali, congedi per tutti)

 CONTRASTO ALLE MARGINALITA E  VIOLENZA DI GENERE

5. Contrastare la violenza e le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e l’identità di genere, contrastare ogni forma di marginalità e discriminazione,

(contrasto alla povertà e sostegno al reddito, inclusione sociale delle persone immigrate, centri antiviolenza, interventi di formazione nelle scuole, sostegno economico alle donne vittime)

 I prossimi mesi saranno determinanti per la redazione di un documento condiviso con tutto il partenariato socio economico e con l’associazionismo affinché l’agenda sia patrimonio comune  per liberare le donne dall’obbligo del lavoro di cura, sostenerle nel lavoro, nelle professioni e nella formazione, per dare a tutti e tutte la possibilità di vivere in un mondo sostenibile, innalzando gli standard regionali in materia di servizi sociali e livelli essenziali delle prestazioni.

Il cammino continua…

                  Paola Copertino

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