La Consulta comunale all’Ambiente boccia il progetto del parcheggio in via Pietro Sette

Il maxi parcheggio da circa 200 posti auto previsto in via Pietro Sette non sarebbe una soluzione opportuna per il quartiere San Pasquale. Dopo la petizione online lanciata dai residenti, anche la Consulta comunale all’Ambiente esprime parere contrario alla realizzazione dell’opera, i cui lavori dovrebbero partire entro questo mese come annunciato pochi giorni fa dall’assessore Galasso. L’intervento – ricordiamo – è a carico della società privata Ined, in virtù di un accordo di programma con il Comune risalente ai primi anni 2000.
Con un documento datato 2 marzo 2021, la prof. Antonella Calderazzi, docente del Politecnico di Bari nonché presidente della Consulta, illustra le ragioni per cui il progetto non rispecchierebbe le reali necessità della zona.

L’Amministrazione comunale sostiene che l’attuale parcheggio sterrato sia fruito in maniera intensiva, tanto da giustificare l’esigenza di pavimentarlo. Tuttavia la Consulta controbatte che, considerate le caratteristiche delle abitazioni circostanti (quasi tutti condomini con parcheggi pertinenziali), l’area sia ad uso pressoché esclusivo di lavoratori e utenti dei numerosi uffici ubicati nei dintorni. A sostegno di questa tesi sono state scattate fotografie in vari giorni della settimana, documentando un riempimento tutt’altro che costante.

Per scoraggiare l’utilizzo del mezzo privato da parte dei non residenti, in coerenza con l’immagine di “smart city” tanto pubblicizzata nell’ultimo decennio, si chiede quindi di puntare sul trasporto pubblico e sulla mobilità leggera. Pilastro portante della petizione online, ma anche del parere della Consulta, è la proposta di riqualificare il maxi parcheggio alle spalle dell’Ikea, oggi in stato di degrado.
Con i suoi circa 500 posti e la stazione Fse di Mungivacca proprio in adiacenza, permetterebbe infatti di istituire un appetibile servizio “park & train” per decongestionare via Amendola e San Pasquale dalle auto. Gli uffici sarebbero così raggiungibili in pochissimi minuti di treno, emulando una metropolitana di superficie, grazie alla futura stazione di Bari Executive inclusa nel progetto della variante sud Fs. In questo modo si potrebbe anche limitare il consumo di suolo nei pressi della nuova stazione, dove si prevede un mega parcheggio da circa 600 posti che secondo la Consulta potrebbe essere tranquillamente ridimensionato a massimo 50.
La direzione da seguire, insomma, sarebbe quella indicata dalle linee programmatiche del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) 2016-2026: «meno rumore, meno traffico, meno inquinamento, meno incidenti».

Si evidenzia inoltre che, data la presenza di ben due ospedali e quattro plessi scolastici oltre agli uffici, la zona in questione richieda particolari attenzioni a tutela della qualità dell’aria e della vita. Il nuovo verde da impiantare non dovrebbe essere un semplice arredo urbano, come quello previsto a contorno del parcheggio in via Pietro Sette, ma dovrebbe costituire invece un elemento di sostanza («ecosistemico») per il quartiere.

L’auspicio dunque è che non si realizzino ulteriori grandi parcheggi, poiché ritenuti superflui, e che l’area sterrata di via Pietro Sette possa essere quasi interamente attrezzata a verde, incrementando così un patrimonio ancora troppo esiguo ma prezioso per la città di Bari.

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