Riallestimenti e misure anti Covid: riaprono in sicurezza i musei

Anche i luoghi della cultura provano a ripartire dopo aver adottato gli accorgimenti dovuti al perdurare della situazione sanitaria. Il periodo di chiusura è servito tra l’altro per effettuare lavori, migliorare gli allestimenti, cercare nuove soluzioni più consone e funzionali. Visto che è preferibile non uscire fuori regione, perché non approfittare per conoscere i nostri musei e monumenti con un tour culturale che sicuramente riserverà tante sorprese? Iniziamo in nostro viaggio…

Il museo archeologico di Santa Scolastica promette di diventare una delle istituzioni culturali più importanti della Città Metropolitana e della nostra Regione. Si sta verificando che sia tutto a posto per l’apertura delle sale con la nuova esposizione permanente e le collezioni storiche del museo. E’ un luogo fantastico dove  gli oggetti ospitati dialogano con le pareti che contengono ed espongono questi pezzi di storia.

I reperti parlano del territorio e dei suoi abitanti raccontando dalla Peucezia alla Terra di Bari, fino a giungere alle bellezze relative alla Città Metropolitana .

Il  museo archeologico è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00. In via eccezionale, nelle more dell’apertura al pubblico delle nuove aree a seguito dei lavori di riqualificazione funzionale e architettonica del sito, l’ingresso è gratuito.

Qualche nota storica per conoscerlo meglio.

Museo archeologico di Santa Scolastica “Il Bastione”: imponente struttura militare difensiva del XVI secolo, rappresenta la porta d’ingresso alla Città Vecchia per chi arriva dal mare e costituisce la sezione introduttiva del futuro Museo Archeologico. Nel bastione, gli scavi hanno portato alla luce i resti della chiesa medievale dedicata ai Santi Giovanni e Paolo. L’intero complesso è illustrato da un suggestivo percorso multimediale e da interessanti videoproiezioni architetturali.

Area archeologica di San Pietro: la zona conserva una complessa sequenza stratigrafica che documenta lo sviluppo della città di Bari, dall’epoca preistorica a quella moderna. Sull’area insisteva un complesso monumentale costituito dalla chiesa di San Pietro Maggiore, attestata almeno dal XII secolo, e dal convento francescano realizzato nel XV secolo.

Il complesso di Santa Scolastica è di proprietà della Città Metropolitana e le attività didattiche e di biglietteria sono affidate all’ATS Cast-ArTA

Da visitare sicuramente anche il castello Svevo. Bastano pochi click per prenotare l’ ingresso al Castello Svevo di Bari: l’App IoPrenoto è scaricabile dall’App Store (https://apps.apple.com/it/app/id1524954395) e dal Google Play Store (https://play.google.com/store/apps/details…). Il castello è visitabile di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì, max 30 persone per fascia oraria (9-10/11-12/14-15/16-17/18). L’ingresso senza prenotazione è consentito in base alla disponibilità di posti liberi.

Il castello di Bari, storicamente attribuito a Ruggero II il Normanno, sorge nel 1131 su preesistenti strutture abitative bizantine. Il nucleo normanno-svevo è a pianta trapezoidale, con una corte centrale e quattro alte torri angolari fortemente bugnate. Superando la torre S-O, detta dei Minorenni per averne ospitato la sezione carceraria nel XIX secolo, si incontra l’ingresso originale, il portale federiciano. Dal portale si accede al vestibolo, anch’esso di epoca federiciana, scandito in campate coperte da volte a crociera, impostate su colonne e paraste ornate da capitelli con decorazioni molto varie: fra tutti, spicca il capitello di una lesena, con una serie di testine di guerrieri, monito per un eventuale invasore. L’androne federiciano si prolunga in una loggia che affaccia sul cortile centrale. I capitelli delle colonne che sostengono la loggia sono decorati con una serie di aquile e recano delle iscrizioni con la firma degli scultori. Verso la fine del XIII secolo, Carlo d’Angiò attua un ampio programma di restauro che interessa l’ala nord del castello, e arcate ad ogiva del porticato che al tempo delimitava il cortile sul lato nord, sono ancora visibili nella cosiddetta Sala Sveva; al piano superiore viene realizzato uno splendido salone, la Sala Angioina, con tre bifore che affacciano sul mare, successivamente arricchito da affreschi, purtroppo oggi quasi completamente scomparsi.

Nel XVI secolo, sotto Isabella D’Aragona e sua figlia Bona Sforza, il castello subisce radicali trasformazioni per adeguarsi alle nuove esigenze dettate dallo sviluppo dell’artiglieria pesante e dal passaggio da un sistema difensivo di tipo cadente ad uno di tipo radente.

Viene realizzata quindi la cinta bastionata che circonda il nucleo normanno svevo, caratterizzata da una cornice a beccatelli su archetti pensili e un doppio ordine di cannoniere. Al tempo, quando il lato nord era ancora lambito direttamente dal mare, un fossato acqueo circondava per tre lati il castello, isolandolo dalla città.

Ma la ristrutturazione voluta dalla duchessa Bona Sforza, testimoniata da una iscrizione che percorre in alto i lati nord ed est del cortile centrale, adegua il complesso anche alle esigenze di una dimora principesca. Nel cortile centrale, l’unica rampa medievale di collegamento col piano superiore viene sostituita da un’elegante e scenografica doppia rampa e sul lato est Bona Sforza fa realizzare una cappella dalle linee classiche in memoria del marito Sigismondo I re di Polonia, morto nel 1548.

Nei secoli a seguire, in particolare durante la dominazione borbonica, il castello subisce un sostanziale abbandono, divenendo prima carcere e poi caserma, perdendo quindi i connotati di fortezza e di dimora principesca, fino a che nel 1937 il castello diviene sede della Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Puglia e Basilicata.

Dagli anni ’40, iniziano le diverse fasi dei lavori di restauro che permettono al castello di ospitare gli uffici della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle prov. di Bari, BAT e Foggia e di disporre di sale per l’allestimento di mostre.

Alcune sale al piano terra ospitano la Gipsoteca, museo permanente di riproduzioni in gesso degli apparati scultorei dei più famosi monumenti pugliesi, realizzati per l’Esposizione Regionale di Roma del 1911 in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Dopo il trasferimento degli uffici della Soprintendenza al vicino Convento di Santa Chiara, il 3 ottobre 2017 l’intero primo piano del Castello viene restituito alla collettività, per un percorso ricco di storia e cultura, con l’esposizione di materiale fittile archeologico, materiale lapideo e preziosi per lungo tempo custoditi in cassaforte.

Ci trasferiamo ora al Museo Civico di Bari. Si può visitarein completa sicurezza dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 18 con ingresso gratuito.

Forse proprio perché abitiamo a Bari e in Puglia visitamo più musei e luoghi d’arte lontani, quando siamo in vacanza, dovremmo approfittare di tanta bellezza per immergerci nell’ arte e nella cultura, visto che proprio Bari, attraverso una nota fiction sta facendo conoscere ed apprezzare i suoi tesori che sicuramente richiameranno turisti e curiosi.

                                          Paola Copertino

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