Il ponte Adriatico regge anche i camion: lo dimostra un trasporto eccezionale di Birra Peroni

L’interrogativo attanagliava i baresi da quasi cinque anni: perché il nuovo ponte Adriatico, ormai diventato un landmark della città, è interdetto al transito dei mezzi pesanti? A smentire le fake news che insinuavano possibili errori di progettazione o di costruzione della grande opera, ci aveva già provato il sindaco Antonio Decaro, riproponendo persino le foto delle prove di carico eseguite in cantiere con una ventina di camion. Tuttavia le polemiche non erano cessate, anzi si erano ravvivate con la recente apertura del playground sotto il ponte, giudicato da qualcuno insicuro per il presunto rischio di cedimento dell’impalcato sovrastante.

La conferma definitiva sulla resistenza del ponte Adriatico è arrivata in questi giorni, grazie nientemeno che a un’altra icona di Bari: Birra Peroni. L’azienda sta infatti potenziando lo storico stabilimento di via Bitritto con investimenti milionari, che puntano a soddisfare le esigenze di efficienza e sostenibilità produttiva e permetteranno a breve anche il lancio di nuovi brand.
Nella notte tra il 9 e il 10 marzo tre giganteschi serbatoi di fermentazione, nuovi di zecca, sono stati trasferiti dal porto allo stabilimento Peroni. Parliamo di contenitori lunghi 19 metri e pesanti 29 tonnellate ciascuno, che dal mese prossimo saranno impiegati nella produzione di birre analcoliche con processi innovativi. Il trasporto eccezionale ha richiesto la chiusura al traffico delle strade interessate, tra cui proprio il ponte Adriatico, e ha visto la collaborazione dei tecnici Peroni con gli uffici del Comune e della Città Metropolitana.

Le spettacolari immagini notturne dei serbatoi che attraversano il ponte, adagiati su tre maxi camion, hanno fatto il giro del web. Ed ecco che, inevitabilmente, si è risollevato il polverone sul divieto di transito ai mezzi con massa superiore alle 3,5 tonnellate.
A esorcizzare ogni timore ci pensa ancora una volta il sindaco, che condivide oggi sui social una foto con il seguente post: «La Peroni a Bari non è solo il cliché della birra “sudata” bevuta alla “canna”. La Peroni è soprattutto un’azienda che continua a credere nella nostra città, con grandi investimenti che creano sviluppo e occupazione. Questo è il trasporto eccezionale, autorizzato appositamente per i tre nuovi serbatoi di fermentazione che serviranno per la nuova produzione. PS: come vedete, il ponte Adriatico regge al passaggio dei camion».
Per fare nuovamente chiarezza sulle ragioni del limite, lo stesso Decaro aggiunge in un commento: «I camion ovviamente possono passare. Non li facciamo passare per non intasare via Tommaso Fiore. Passerebbero tutti i camion verso il porto o in uscita dal porto. La strada per i camion sta per essere realizzata ed è la camionale che girerà dietro la caserma Briscese per collegarsi a via De Blasio nella zona industriale».

I dubbi sulle presunte carenze strutturali del ponte Adriatico dovrebbero essere dunque archiviati. Resta però clamorosamente irrisolto il problema di sicurezza, legato alla parte interna tagliente dei guardrail, che ha costretto il Comune a vietare il transito delle bici sui due percorsi ciclopedonali, fin dall’inaugurazione dell’opera. Pare che il progetto di adeguamento ci sia, come pure i fondi necessari, ma che le barriere protettive da installare non siano state ancora omologate dal produttore. Nel frattempo, ad agosto scorso, un ciclista 60enne che percorreva la carreggiata è rimasto ferito nell’urto con un’auto. Bisogna pregare a questo punto che, tra le lungaggini e le inadempienze burocratiche, prima o poi non ci scappi il morto.

Promo