Parco della Giustizia fuori dal Ricovery Plan. Scintille tra Sisto e Decaro

Polemiche di fuocosul futuro del Parco della Giustizia, la nuova struttura ideata per consentire al capoluogo pugliese di poter usufruire di una nuova sede capace di sostituirsi a quella di via Nazariantz e a quella provvisoria di Poggiofranco e dove spostare tutte le controversie in materia giudiziaria. Rischia di slittare ulteriormente la sua realizzazione: l’Agenzia del Demanio ha trasmesso il cronoprogramma dell’opera, la cui data di consegna all’Amministrazione del solo primo lotto funzionale è prevista per la fine del 2028. A denunciare la situazione è Francesco Paolo Sisto, barese e sottosegretario alla Giustizia. “Ad oggi – afferma – a due giorni dalla scadenza della presentazione delle schede per i finanziamenti, Bari e’ fuori”. Il progetto del capoluogo non e’ stato infatti inserito da Decaro e Bonafede nel Ricovery Plan, le cui opere devono essere consegnate entro il 2026. Poi continua: “Con i dirigenti e i funzionari del ministero, su incarico della Ministra Cartabia , sto cercando , in zona Cesarini, una soluzione che, mediante la semplificazione delle procedure, in virtu’ di una norma contenuta nello Sblocca Cantieri, possa consentire un iter piu’ breve e utile ai fini del Recovery”. E l’esito del tentativo – a suo dire – sarebbe ancora incerto. Non ha però preso bene questo attacco Antonio Decaro, sindaco di Bari, che accusa il politico forzista di strumentalizzare la vicenda e rispedisce al mittente le accuse: “Apprendo che il sottosegretario avrebbe dichiarato di star ponendo lui rimedio a un cronoprogramma che avrei firmato io con il precedente ministro (Bonafede, ndr). Cosa assolutamente non vera. Consiglio quindi all’onorevole Sisto di evitare polemiche e di impegnarsi a lavorare per restituire a questa citta’ la dignita’ di un palazzo di giustizia che attende da molti anni. Nei mesi scorsi ho scritto alle piu’ alte cariche dello Stato per rappresentare l’esigenza non piu’ procrastinabile di dotare la nostra citta’ di uffici giudiziari adeguati alla funzione e alle esigenze dei tanti operatori della giustizia. E se in questi giorni non l’ho fatto anche con il nuovo ministro, e’ stato per rispetto istituzionale e per quella leale collaborazione, richiamata nella nostra Costituzione, a cui tutte le istituzioni della Repubblica dovrebbero uniformare la loro azione”. Il tutto precisando inoltre come lo stesso Sisto avrebbe assistito nel seguire la questione. A chiusura del botta e risposta, la controreplica di Sisto, pronto a ribadire il suo impegno per il territorio: “E’ doveroso che, insieme, si trovino le soluzioni migliori”. Bari attende e, da qualsivoglia punto si voglia osservare la vicenda, non c’è sicuramente tempo da perdere. I disguidi dell’ultimo biennio e mezzo – arricchiti anche dalla visita dell’ex ministro Bonafede – sono sotto gli occhi di tutti.

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