Covid, la Puglia passa in zona rossa. Lopalco: «Somministrato 95% dei vaccini, nuovo hub in Fiera»

La Puglia da lunedì passa dalla zona di rischio “gialla” alla zona “rossa”. È quanto stabilito dal Dpcm in vigore da lunedì 15 marzo per il contenimento dell’epidemia di Covid-19, che nelle ultime settimane ha visto una nuova impennata dei casi. Il provvedimento resterà in vigore fino al 6 aprile: per tutto il periodo di Pasqua (3,4,5 aprile) l’Italia intera sarà zona rossa per evitare nuove occasioni di diffusione del contagio. In verità la zona rossa è stata chiesta con forza da Michele Emiliano e Pier Luigi Lopalco preoccupati per l’impennata di contagi e i ricoveri in terapia intensiva.

Alle regioni arancioni spetta la possibilità di istituire zone rosse davanti a un’incidenza sopra i 250 casi per 100mila abitanti nella settimana, o se il numero di casi provocati da varianti del virus dovesse essere tale da richiedere misure più restrittive. La Regione Puglia, secondo quanto filtra, avrebbe chiesto al governo di passare direttamente in zona rossa per tenere a bada la curva dei contagi.

Anche i dati di oggi, infatti, sono drammatici: degli 11.604 test effettuatii nelle ultime 24 ore, 1.774 sono risultati positivi, con un’incidenza del 15,28%; sono 32 le vittime. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 162.316. Dall’inizio dell’emergenza sono stati fatti 1.672.408 test, 120.773 sono i pazienti guariti e 37.306 sono i casi attualmente positivi.

La provincia di Bari, con 714 nuovi casi, si conferma la più colpita, seguita da quella di Taranto, che conta 352 casi. In provincia di Foggia i nuovi positivi sono stati 281, 220 in provincia di Lecce, 119 nella Bat, 75 in provincia di Brindisi, 3 casi relativi a residenti fuori regione e 10 casi di provincia di residenza non nota. Dei 32 decessi registrati, 12 si sono verificati in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 4 in provincia di Barletta-Andria-Trani, 6 in provincia di Foggia, 3 in provincia di Lecce, 6 in provincia di Taranto.

Intanto procede la campagna vaccinale il Puglia: alle 6,00 di oggi i vaccini somministrati contro il Covid in Puglia sono in totale 410.417. Tra questi, 89.087 sono i cittadini over80 e 72.133 gli operatori scolastici; 95,9% è la percentuale delle dosi distribuite rispetto a quelle consegnate.

«Le vaccinazioni proseguono a ritmo spedito in tutti gli hub e centri distribuiti sul territorio pugliese – ha detto l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco. Oggi ho visitato quello in fase di completamento nella Fiera del Levante di Bari che avrà 20 postazioni attive, garantendo centinaia di vaccinazioni l’ora e che si aggiungerà alla rete della Asl Bari».

Lopalco ricorda che «Occorre avere fiducia nel sistema che mano a mano, se continueranno ad arrivare le dosi, permetterà di immunizzare larghi strati della popolazione. Il vaccino è l’unico sistema che conosciamo per combattere e distruggere il virus e per riportare alla normalità la vita, la scuola, l’economia, il sistema sanitario». L’assessore, inoltre, in relazione a quanto accaduto nelle ultime ore con il ritiro di un lotto di vaccino AstraZeneca, spiega che «La vigilanza sui segnali di possibili eventi avversi funziona. Sono oltre 16mila i pugliesi già vaccinati con il siero AstraZeneca del lotto che è stato bloccato, e non sono riferibili eventi straordinari, mentre continuano le verifiche incrociate».

Sempre per quanto riguarda l’ospedale Covid in Fiera, infine, la struttura che ha generato polemiche per i ritardi nell’avvio potrebbe entrare in funzione a breve. Oggi è stato istituito un “Tavolo di concertazione permanente” per monitorare l’andamento delle attività e per verificare le necessità di personale.

Stamattina il sopralluogo nella struttura, a cui hanno partecipato il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, la direttrice amministrativa Tiziana Di Matteo e il dirigente medico della direzione sanitaria, Antonio Daleno. È stata convocata, inoltre, per giovedì 18 marzo la prima riunione del Tavolo permanente a cui ha assicurato la presenza dello stesso Lopalco.

All’interno della struttura per le maxi emergenze sanitarie le rappresentanze sindacali dell’area medica hanno avuto modo di prendere visione degli ambienti di lavoro allestiti (dai moduli di degenza agli spogliatoi) e i percorsi che dovranno seguire gli operatori sanitari.

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