I medici di famiglia vaccineranno dal 6 aprile a domicilio o in ambulatorio. E’ scritto nell’accordo con la Regione

Terminata la seconda fase della campagna vaccinale, per la fascia over 80 e personale scuole, resteranno da vaccinare a Bari e provincia ancora 978.402 (su un totale di tutta la Puglia di 2.025.931) persone di età compresa tra i 18 e i 79 anni. L’avvio delle nuove somministrazioni per la campagna di massa, secondo quanto previsto nel protocollo firmato tra Regione e rappresentanti sindacali di Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dovrebbe iniziare il 6 aprile. Dunque non si inizia a breve ma subito dopo Pasqua con le categorie più a rischio, tra cui anziani e malati allettati o con problemi di deambulazione e per i quali è previsto il vaccino a domicilio. Nell’accordo siglato il 5 marzo scorso, non c’è cenno alcuno sulla data del 15 o del 20 marzo.

L’accordo integrativo, stilato nel rispetto del protocollo d’intesa sottoscritto tra Governo, Regioni, Province Autonome e Organizzazioni sindacali di Medicina generale, prevede la suddivisione di questa fetta della popolazione in sei categorie di priorità, stabilite secondo una gerarchia di rischio: la priorità 1 è stata prevista per le persone, dai 16 anni in su, estremamente vulnerabili ovvero coloro che per danni d’organo preesistenti avrebbero un rischio elevato di sviluppare forme gravi e letali di covid-19; priorità 2 per i cittadini di età compresa tra i 75 e i 79 anni (questi sono in totale 49.539 sempre nella Città Metropolitana di Bari); priorità 3 per le persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni (totale 68.830); priorità 4 per la fascia di età compresa tra i 16 e i 69 anni e con aumentato rischio clinico se infettate da Sars-Cov2; categoria 5 fascia 55-69 anni (totale 225.414); categoria 6 18-54 anni (che con i 16 e i 17enni sono pari a 634.619) senza condizioni che aumentano il rischio clinico.

L’ordine di prenotazione per le vaccinazioni, da parte dei medici di famiglia, è stato fissato nello stesso documento. I primi a cui verrà somministrato il vaccino saranno i pazienti individuati nelle categorie 1 e 4 nella prima fase, ovvero le persone estremamente vulnerabili insieme con chi ha un aumentato rischio clinico se infettate e quindi di età compresa dai 16 anni in su. In queste due categorie (1 e 4) rientrano i malati in Adi (Assistenza domiciliare integrata ad esempio per malati di Alzheimer o Sla) e gli anziani o i disabili in Adp (Assistenza domiciliare programmata per chi non deambula o ha gravi limitazioni funzionali ad esempio per i cosiddetti grandi anziani, over 85 anni) nonché con difficoltà alla mobilità e nemmeno per loro non si fa cenno ad una data diversa dal 6 aprile. Per tutte le categorie ci sarà la chiamata da parte del medico di medicina generale e la prenotazione avverrà secondo l’ordine decrescente di età quindi dal più anziano si proseguirà verso i più “giovani”. Il medico di famiglia contatterà i propri assistiti secondo l’ordine di priorità e di anzianità e fissando l’appuntamento e prenotando su un sistema apposito, indicando per ognuno giorno, ora e luogo.

A confermare che le prime prenotazioni non saranno a marzo ma ad aprile, la parte del documento in cui si legge che l’Asl entro il 31 marzo dovrà “comunicare a ciascun medico il luogo dove dovrà operare e la fascia disponibile per prenotare i propri pazienti”. I medici che opereranno nelle strutture vaccinali prenoteranno loro i pazienti nelle strutture messe a disposizione dall’Asl indicando per ciascun paziente ora e giorno della prenotazione, prima dell’iniezione i medici dovranno raccogliere il consenso informato e l’anamnesi che dovrà essere conservata una copia dall’Asl e copia dal medico Ogni medico potrà vaccinare da un minimo 6 (pari ad una fiala da cui si possono ricavare tante dosi) a multipli di 6 pazienti o 10 o multipli di 10, a seconda del tipo di vaccino, per ogni seduta vaccinale. Prima della somministrazione i medici dovranno raccogliere il consenso informato e l’anamnesi di ciascun paziente che dovrà essere conservata dal medico che, in copia, dovrà inviarla all’Asl.

Ai medici, è sempre scritto nell’accordo, saranno riconosciuti 8,16 euro (di cui 6,16 tariffa nazionale, 1 per registrazione e 1 per prenotazioni ed attività amministrative connesse) per ogni vaccinato in ambulatorio o altra sede, mentre per i vaccini a domicilio il compenso sarà di 25 euro a somministrazione. Per effettuare il vaccino a domicilio, gli stessi medici dovranno dotarsi di un cartello con la scritta “Medico in vaccinazione anti-covid domiciliare” per poter parcheggiare l’auto e non essere soggetti a multe, mentre ogni Comune dovrà facilitare il parcheggio delle auto dei medici anche su spazi non consentiti.

Anna Caiati

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