L’hashish si acquista anche online. Telegram colpisce ancora

Le tecnologie al servizio degli spacciatori. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dai Carabinieri della Compagnia Bari Centro, su richiesta della Procura di Bari, nei confronti di un 35enne barese accusato di spaccio “telematico”.

Nel corso delle indagini, i militari hanno controllato il suo cellulare, scoprendo così il commercio online di droga. Tramite il proprio profilo Telegram, vendeva sul canale Top Drugs Italia hashish e marijuana, ricevendo bitcoin o contante. Sul social era noto con il nickname @Mister_Pablo Escobar.

Scorrendo le chat è emerso che aveva da poco eseguito una spedizione in favore di un utente, con nome di fantasia, di Augusta, in provincia di Siracusa. Il pacco è stato subito bloccato nel centro di smistamento di Catania. I Carabinieri del luogo hanno scoperto e sequestrato nel pacco di 1 kg di hashish suddiviso in panetti da 100 grammi l’uno.

L’uomo era già stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio il 16 dicembre 2020. Durante un normale controllo stradale in città, il 35enne, già con precedenti penali, aveva addosso 500 grammi di hashish. Inevitabile allora l’arresto in flagranza e i domiciliari. Ora invece si sono aperte le porte del carcere.

Telegram si dimostra sempre più un social “pericoloso”, dove evidentemente si consumano situazioni poco chiare e illegali. Da un’inchiesta partita da Bari nel marzo del 2020, il social è stato più volte attenzionato dalla magistratura che ha disposto chiusure di profili e siti oscurati, in quanto venivano resi disponibili gratuitamente contenuti editoriali e giornali interi, nazionali e internazionali, all’insaputa degli editori e dei giornalisti, ledendo il diritto d’autore.

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