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Covid, a Bari oltre 1.200 casi in una settimana. Tutti i numeri da “zona rossa”

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Rapida diffusione delle varianti, cattiva interpretazione dei comportamenti consentiti in zona gialla, assembramenti e caos nella gestione della vita scolastica, lavorativa e civile dei cittadini. “A mali estremi, estremi rimedi”: Bari (esattamente come tutta la Puglia) si appresta da lunedì a entrare in zona rossa, e lo fa con numeri relativi all’espansione galoppante della pandemia di Covid-19 sempre più gravi.

Il quadro lo tratteggia il report settimanale stilato da Asl Bari, che racconta come nel capoluogo dal 1 al 7 marzo siano stati accertati ben 1.239 nuovi casi Covid, con un’incidenza ogni 100mila abitanti pari a 392,98, ben oltre la soglia dei 250 che – da decreto ministeriale – comporta automaticamente il passaggio in rosso. Una vera e propria escalation epidemiologica, quella della città di Bari nel recente periodo: dal 22 al 28 febbraio i casi furono 991 (tasso pari a 314,32 ogni 100mila abitanti), dal 15 al 21 febbraio “appena” 690 (tasso di 218,85/100mila).

In generale, tutta la provincia non se la passa bene: dal 1 al 7 marzo l’area metropolitana di Bari ha visto 3.536 casi Covid in più, con un tasso del 287,43 ogni 100mila abitanti. Nella settimana precedente i nuovi casi furono 3.096 (incidenza ogni 100mila abitanti pari a 251,67), mentre due settimane prima i nuovi contagi si “fermarono” a quota 2.226, con un’incidenza di 180,95/100mila.

Fra gli altri centri della ex provincia, preoccupano Altamura (187 casi nell’ultima settimana rilevata, incidenza di 267,15/100mila), Acquaviva delle Fonti (143 nuovi casi, incidenza addirittura di 708,31/100mila), Adelfia (50 nuovi casi, tasso 300,14/100mila), Bitonto (161 contagi, pari a 306,40 ogni 100mila abitanti), Casamassima (79 casi, 405,86/100mila), Cassano (51 nuovi positivi, 349,48/100mila), Gravina (152 casi, 354,16/100mila), Modugno (132 casi, 351,48/100mila), Palo del Colle (70 casi, 335,07/100mila), Santeramo in Colle (82 casi, 316,28/100mila), Turi (60 casi, 460,16/100mila) e Valenzano (55 casi, 315,35/100mila). Unica “isola felice” è la piccola Poggiorsini, che nelle ultime tre settimane ha fatto registrare zero nuovi casi di contagio.

Dall’inizio della pandemia, nei database della Asl Bari sono stati conteggiati 647.699 tamponi, di cui 25.929 nell’ultima settimana, dal 6 al 12 marzo.

Intanto, fra traversie, ritardi e problemi legati anche al ritiro dell’ormai famigerato lotto AstraZeneca, procedono le vaccinazioni contro il Covid in tutto il territorio provinciale. Nella settimana dal 6 al 12 marzo sono state somministrate 24.747 dosi di vaccino (3.836 seconde dosi). Il maggior numero di vaccini ha riguardato gli anziani over 80 con 8.929 dosi (solo 89 alla dose di richiamo). Segue la fascia 40-49 anni (3.774 dosi, di cui 589 richiami), poi – un po’ a sorpresa – quella 30-39 anni (2.168 dosi, di cui 654 richiami). Quarto gradino del podio per la fascia 60-69 anni (2.115 dosi, di cui 355 richiami).

Dall’inizio della campagna negli hub pubblici e privati del territorio provinciale sono state somministrate 133.064 dosi di vaccino, di cui 100.762 relative alla prima dose e 32.302 alla seconda. Fin qui gli over 80 vaccinati sono stati 28.653 (solo a 1.388 è stato somministrato il richiamo), mentre fra i 70 e i 79 anni in 4.201 hanno ricevuto il prezioso siero (solo 774 hanno completato il ciclo vaccinale).

Complice anche l’elevata età media della popolazione docente, interessata in questi giorni dalla campagna vaccinale “a tappeto”, in provincia di Bari sono 28.247 le persone fra 50 e 59 anni che hanno ricevuto il vaccino, di cui 8.003 anche la seconda dose. Sono 783 gli under 20 della provincia ad aver ricevuto il siero, di cui 244 anche la dose di richiamo.

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