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Il bisogno nella città di Bari cresce, le restrizioni rendono difficile aiutare

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Vi vogliamo raccontare una bella storia di cibo che non va sprecato, ma giunge in tempi brevi a enti e parrocchie, grazie al lavoro organizzato dei volontari che ancora una volta bisogna ringraziare per impegno e solerzia.

A raccontarci le modalità , ma anche le difficoltà e i bisogni sono gli attivisti di Avanzi Popolo che si devono scontrare da una parte con le restrizioni imposte dall’ innalzamento della curva dei contagi, dall’ altra con il bisogno crescente.

Questo il loro racconto che fotografa bene la situazione.

“Siamo alla terza ondata. Le limitazioni saranno sempre più stringenti e, nonostante l’attuale vuoto normativo sulla gestione delle attività di volontariato, sempre più essenziali a causa della crisi socio-economica indotta dalla pandemia, saremo rispettosi di ogni limitazione generale prevista dalle autorità competenti.

Detto questo, non ci fermiamo e la nostra modalità d’intervento a Km 0 mai come oggi si rivela uno straordinario strumento per raggiungere l’obiettivo di contrastare lo spreco favorendo il minimo spostamento di persone e risorse.

Un esempio è quello che abbiamo fatto nell’ ultima raccolta dove abbiamo portato a compimento un’altra bella operazione con Forno d’Asolo che ci ha messo a disposizione un grande quantitativo di prodotti eccedenti e prossimi alla scadenza. Nello specifico: 177 torte alle mandorle, 102 semifreddi al pistacchio, 225 aragostine dolci e 24 cartoni di cornetti ai cereali.

Tutto è stato smistato tra quattro realtà sulla base della possibilità ridistributive e delle necessità contingenti di diversi attori sociali. Il cibo, infatti, è stato recuperato dall’ APS Civitas Mariae di Capurso, dallo Sportello Caritas della Parrocchia San Francesco di Assisi, dall’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dall’ Oratorio San Luigi Guanella di Bari.

In un contesto sociale caratterizzato da bisogni emergenti e risorse in progressiva diminuzione è sempre più necessario rafforzare i nodi della rete per cercare di traguardare un nuovo modello di welfare generativo, dove non si corre da soli ma insieme: volontari, imprese, associazioni, enti locali.  Serviranno sempre più persone disponibili a compiere un tratto di strada proprio per evitare che la solidarietà possa fermarsi.”

Infatti i volontari si stanno organizzando singolarmente per non far venire meno il loro supporto a chi ha bisogno.

Anche la solidarietà va organizzata quindi per evitare meno sprechi possibili e raggiungere più realtà bisognose sul territorio.

Paola Copertino

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