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Il Teatro Abeliano propone in streaming “Salomé L’ultima Tentazione” in linea con la Settimana Santa

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Un altro spettacolo da godere in divano, visto il perdurare dell’emegenza sanitaria che ha tolto nuovamente la speranza di godere in presenza delle piece teatrali.

Lunedì 15 marzo alle ore 17:00 sul profilo Facebook del Teatro Abeliano e in replica alle ore 21:30 al canale 881 del digitale terrestre (Radio PoPizz Tv) prosegue l’abituale appuntamento con la trasmissione streaming gratuito della rassegna “I Lunedì della Prosa con i classici del Teatro Abeliano” con uno spettacolo andato in scena nella stagione 2008-2009, particolarmente adatto in questo periodo di quaresima e l’approssimarsi della Settimana Santa:

“Salomé L’ultima Tentazione” (Di Oscar Wilde)

Interpreti

Erode: Vito Signorile

Giovanni: Massimo Triggiani

Giullare: Enzo Sarcina

Erodiade: Antonella Racanelli

Salome’: Serena Ventrella

Capitano: Angelo Tanzi

SOLDATO: Ivan Dell’Edera

Scena e Costumi: Ottavia Dattolo, Vincenzo Mascoli, Michele Sivo, Angela Varvara

Musiche Originali: Alessandro Amato

Foto di Scena: Egidio Magnani

Coreografia: Sabrina Speranza

Direttore di scena: Michele Iannone

Drammaturgia e Regia: Vito Signorile

SINOSSI DELLA PIECE TEATRALE:

Sulla terrazza attigua alla sala dove Erode ha radunato a banchetto i cortigiani, il paggio di Erodiade cerca di convincere il giovane capitano a non lasciarsi tentare dalle seduzioni di Salomè. Mentre si sente la voce di Giovanni annunciare l’evento del Redentore e imprecare contro i peccatori. Salomè Esige di vedere il Profeta. Il Capitano, dopo aver cercato di dissuaderla, la asseconda. Giovanni ha dure parole contro l’adultera Erodiade, contro la figlia di lei, Salomè, vergine impudica, contro Erode al quale predice la fine del regno. Salomè si avvicina a Giovanni morbosamente e dà sfogo alla sua folle passione. Le ripulse di Giovanni non fanno che esasperarla. Il Capitano, che ha assistito alla scena, non regge più alla tortura di non poter ottenere l’amore di Salomè e si trafigge col pugnale. Giovanni esorta la figliastra di Erode a cercare la redenzione attraverso il Cristo, quindi ridiscende nella sua prigione.

Salomè respinta ha ora un solo desiderio: vendicarsi. Esce Erode insieme a Erodiade; un cupo sgomento assale costui alla vista del corpo del Capitano. Dal fondo della prigione echeggia la voce ammonitrice del Profeta. Il Tetrarca rabbrividisce e per distrarsi invita Salomè a danzare. Salomè pone una condizione: che le venga concesso quello che domanderà, qualunque cosa sia. Erode promette e Salomè esegue la torbida, provocante danza dei sette veli. Alla fine, chiede la testa di Giovanni su un piatto d’argento. Troppo tardi pentito della sua incauta condiscendenza, Erode la supplica di rinunciare e di accettare in cambio i più splendidi doni.

Con implacabile, allucinata ostinazione, Salomè pretende il rispetto della promessa. Finalmente Erode cede e consegna al carnefice l’anello di morte. Il carnefice ritorna portando su un piatto la testa mozza di Giovanni: Salomè, ebbra di voluttà, la fissa, le rivolge infiammate parole d’amore, poi la bacia sulla bocca. Erode inorridito ordina ai suoi soldati di uccidere quel mostro. I soldati schiacciano Salomè sotto i loro scudi.

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