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Ecosistema Scuole, report di Legambiente: presenza di amianto, assenza di agibilità ma pasti 100% biologici

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Le scuole pugliesi, comprese quelle della città di Bari, in tema di ecosistema sono fortemente indietro rispetto agli istituti italiani con i quali, solo in alcuni casi, si ritrovano sulla stessa linea di tendenza per quanto riguarda lo stato degli edifici scolastici tra agibilità e costruzioni antisismiche, ma sono tra le prime in tema di impianti ad energie rinnovabili. Non è un quadro ottimale quello che emerge dal 20° rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” in cui si evince che in sette anni (dal 2014 al 2020) su 6.547 progetti ne sono stati finanziati 4.601 ma meno della metà (2.121) sono stati portati a termine. Non per Bari e la Puglia (dove si è riscontrata presenza di amianto, seppur contenuta, assenza di agibilità e quindi edifici non sicuri) ma dove e’ adottata una alimentazione al 100% biologica. Primi dati che fanno emergere quanto le scuole da noi siano ancora “vecchie” sotto certi aspetti e “moderne” sotto altri ma ancora molto sofferenti.

Legambiente Puglia ha testato 233 edifici nelle province di Bari, Foggia, Lecce e Taranto, scuole che contano 73.799 studenti (i dati di Brindisi e Barletta-Andria-Trani non sono pervenuti, segnala Legambiente e questa è un’altra tristissima e preoccupante realtà, ndr). In tutta la Puglia sono 276 i progetti ecosostenibili finanziati per la realizzazione di fonti energetiche alternative, sono l’11,2% di tutti gli edifici scolastici pugliesi. Altro dato che emerge è che la durata media dei lavori supera l’anno solare, ovvero si aggirano introno ai 379 giorni e che meno della metà dei lavori avviati, ovvero il 46%, risultano conclusi. Le scuole risultano non sicure dal punto di vista statico in quanto un’alta percentuale non ha certificazioni base come l’agibilità o come per l’88,1%, nonostante si trovino in area sismica, non sono state sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica ciò significa che non si sa se siano o meno a rischio crollo in caso di terremoto. La percentuale per l’impiego di energie pulite è tra le più alte su base nazionale: il 66,9% delle scuole pugliesi utilizza fonti da energia rinnovabile.

A Bari gli edifici scolastici gestiti dall’Amministrazione comunale (dall’infanzia alle secondarie di primo grado) sono in totale 118 frequentate da 5.149 studenti (i dati sono riferiti al 2019) di questi plessi scolastici 44 sono della scuola dell’infanzia, 47 scuola primaria, 27 scuole medie, 114 sono di proprietà comunale, 3 edifici in affitto uno in comodato d’uso. Venticinque sono stati sottoposti a verifica di vulnerabilità sismica, altrettanti a controlli sullo stato dei solai (i dati sono riferiti agli anni dal 2015 al 2019), in 24 scuole sono stati effettuati lavori per messa in sicurezza dei solai (24 per sfondellamento) in 20 per la prevenzione incendi, 25 per l’abbattimento di barriere architettoniche e 4 per i servizi igienico-sanitari (relativamente alle palestre e/o impianti sportivi). In 39 scuole baresi sono necessari interventi urgenti di manutenzione straordinaria per adeguamento alle norme europee e per eliminazione rischi (10 prevenzione incendi e 2 per barriere architettoniche), in 1 solo edificio sono stati realizzati lavori per adeguamento sismico così per gli interventi per l’efficientamento energetico attraverso lavori di isolamento di pareti esterne.

In Puglia non c’è un edificio costruito rispettando i criteri di bioedilizia ossia per ridurre gli impatti negativi sull’ambiente. Per interventi di manutenzione nella nostra regione i Comuni spedono più di altri in Italia con una spesa media per edificio di 17.616 euro per la manutenzione straordinaria e di 3.647 euro per quella ordinaria. L’Amministrazione comunale barese ha stanziato e speso, negli ultimi 5 anni, oltre 1.968.000 euro, ma soltanto 1.800 sono stati quelli previsti e utilizzati per il 2019 eppure la maggioranza delle scuole presenta criticità pure evidenti. Pochi gli edifici scolastici con certificazioni e accessibilità, a Bari città sono 30 gli edifici con collaudo statico, 94 quelli per prevenzione incendi, 114 (tranne 4 quindi) sono dotati di accorgimenti utili ad abbattere le barriere architettoniche e quindi ad agevolare l’accesso a chi ha problemi di deambulazione.

Tutti i Comuni intervistati dichiarano di aver ricevuto fondi nazionali per l’edilizia scolastica con una media per edificio di 105.000 euro, nessuno ha beneficiato di fondi regionali. “Un dato che fa riflettere e invita a un approfondimento maggiore sugli investimenti regionali in ambito di edilizia scolastica” dicono da Legambiente. Una lamentela comune soprattutto da parte dei genitori è quella di vedere le scuole chiuse in orari extrascolastici ed in particolare di servizi per attività motorie e culturali. Nonostante nel 70,9% degli edifici della Puglia ci siano giardini e aree verdi fruibili, a Bari sono 96 scuole, mentre nel 77,6% ci sono biblioteche (dati superiori alla media nazionale), nel capoluogo sono 168, e il 62,2% ha palestre e/o campi da gioco, che sono oltre 80 gli impianti in 47 istituti della nostra città, sono pochissimi quelli che aprono e organizzano progetti educativi post scuola. A Bari mancano persino le iniziative di pedibus e ciclobus per educare i giovani ad andare a piedi o in bici da casa a scuola. Il 30,8% delle palestre necessitano però di interventi di riqualificazione urgenti, a Bari sono 35 quelle che hanno bisogno di interventi di riqualificazione urgenti nonostante 78 siano quelle agibili meno di un quarto sono dotati di spogliatoi e servizi igienici. Altro dato importante riguarda le mense scolastiche per la Puglia si rileva che l’87% delle scuole somministra pasti biologici, con attenzione ai prodotti Igp e Ddp locali, mentre il 100% delle strutture prevede menù alternativi per ragioni culturali o religiose. La situazione a Bari riguarda 83 scuole dove in tutte, senza cucina interna, si somministrano pasti (con una media di 3.800 al giorno) biologici al 100% con prodotti a km 0.

La Puglia inoltre ha tra le percentuali più alte in Italia per l’impiego di risorse rinnovabili (ad esempio impianti fotovoltaici) e sostenibili che è pari al 66,9% delle scuole che utilizzano fonti da energia rinnovabile, ma lì dove sono presenti fonti rinnovabili si riesce a coprire solo il 20% dei consumi energetici. Gli edifici sono per la maggior parte “vecchi” visto che l’80,6% della classe energetica in cui rientrano è la G senza coibentazione per cui c’è dispersione di calore e maggior consumo di energia. Questa percentuale è decisamente più alta nella città di San Nicola dove ci sono tre scuole con classe energetica rispettivamente A, B e D, 4 nella E, 13 F e 83 G, sicuramente dovuti alla vetustà degli edifici, mentre 79 sono quelle in cui si utilizzano fonti di energia rinnovabile e fotovoltaico e tra questi 17 edifici sono dotati di altrettanti impianti solari termici, tutti però con una copertura di consumo pari al 20% come per le altre scuole pugliesi. Sul fronte dei controlli connessi al rischio ambientale, nel 2019 il 100% dei comuni pugliesi ha dichiarato di aver svolto monitoraggi sulla presenza di amianto nelle scuole con il risultato che il 2,5% degli edifici ne vede ancora la presenza. A Bari ci sono 3 edifici in cui è stata rilevata la presenza del pericoloso minerale a struttura fibrosa.

Ora si spera che con il Recovery Plan, con il quale sono previsti 6,8 miliardi di euro per l’edilizia scolastica italiana, tali fondi siano utilizzati per risolvere una minima parte, comunque importante, di criticità ormai croniche. La pandemia ha messo in luce le fragilità delle infrastrutture scolastiche, tra spazi e servizi scolastici non all’altezza di poter, ad esempio, sopperire alle necessità dettate dalla pandemia per i distanziamenti. Le aule risultano troppo piccole, troppo affollate ed insufficienti a contenere la mole di studenti. Legambiente da decenni denuncia una serie di problematiche e ora l’associazione ambientalista “grida” ancora più forte l’urgenza di risolverle lanciando un appello al nuovo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, affinché le scuole diventino ecologiche. L’associazione chiede di realizzare processi di riqualificazione energetica degli edifici scolastici, con scuole sostenibili e innovative costruite secondo i criteri della bioedilizia e da sfruttare e quindi aprire in orario extrascolastico, dotate di un’integrazione di servizi soprattutto in quelle “periferie sociali” dove è alto il tasso di dispersione scolastica e la povertà educativa.

«Gli studenti hanno bisogno di un governo e di amministratori attenti ai loro bisogni e tutti hanno il diritto a un’istruzione di qualità che risponda alle loro aspirazioni – dichiara Ruggero Ronzulli, direttore di Legambiente Puglia – In questa fase storica è necessario puntare su una gestione virtuosa dei fondi, per migliorare la qualità degli edifici scolastici programmando gli interventi secondo priorità, a partire dall’efficientamento energetico e dalla messa in sicurezza. Molte scuole necessitano di manutenzione e di progetti innovativi e occorre ridurre il divario esistente tra i progetti finanziati e quelli conclusi, tra gli importi stanziati e quelli rimborsati agli enti locali. È indispensabile sostenere le amministrazioni particolarmente indietro nel reperimento dei fondi, semplificando le linee di finanziamento e il loro accesso».

Anna Caiati

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