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Diverse paia di sci tra altro materiale ferroso e pericoloso in un cassonetto in centro, caccia all’incivile

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Bari non solo è sempre più sporca e sciattona, ma giorno dopo giorno sembra concedersi alla mercé di chi per libero arbitrio non vuole rispettare leggi e nemmeno gli altri simili. L’ennesima dimostrazione arriva da un ignoto cittadino che ha gettato in un cassonetto, in pieno centro, quattro paia di sci con altrettanti bastoncini, un pneumatico, due basamenti in plastica e altro materiale ferroso, soprattutto sbarre di varia lunghezza. Tutti rinvenuti in un cassonetto della spazzatura posto all’angolo tra via Putignani e via Quintino Sella. Gettati sicuramente durante le ore buie da qualcuno che ha pensato di sbarazzarsene senza pensare al danno che avrebbe potuto causare. Un danno economico oltre che ambientale ed igienico per l’intera città.

Se il cassonetto non fosse stato svuotato a mano (costo 100 euro per intervento notturno), dagli operatori prontamente intervenuti, dicono dall’Amiu, “quel materiale avrebbe comportato una rottura della pressa del compattatore dei rifiuti (costo intervento mezzo di soccorso 100 euro + costo uscita altro mezzo per completare zona di raccolta 150 euro + costo riparazione pressa 5.000 + costo fermo mezzo 3 giorni 500 euro)” un totale di 5.750 euro. Soldi che sarebbero stati poi pagati dai baresi, quindi anche da chi ha gettato tali oggetti, con la Tari.

Sarebbe invece bastato chiamare il numero verde dell’Amiu 800.011558, un servizio gratuito che non sarebbe costato nulla a nessuno e che offre la possibilità di essere cittadini civili e rispettosi di regole e degli altri, basta mettersi d’accordo sul giorno e l’ora nonché il cassonetto più vicino al proprio domicilio per il ritiro. A Bari, ricordano dall’Amiu, ci sono 2.386 cassonetti per l’indifferenziato che vengono svuotati con 60 mezzi. Ieri sera si è arrivati in tempo, in altri casi gli operatori non si accorgono della presenza di rifiuti di questo tipo, in quanto coperti da altri regolari. E questo potrebbe persino causare incidenti agli stessi operatori che, ignari della presenza di tali materiali, potrebbero farsi male con il rischio di aggiungere ai danni materiali quello alle persone.

Basterebbe seguire le regole, prenotare il ritiro dell’ingombrante. Una semplice telefonata invece di pensare di fare il furbo e di evitare di seguire le regole. Sebbene sia vero che essendo in Zona Rossa, dal 15 marzo sono chiusi le isole ecologiche mobili Igenio e gli uffici Start up, così come quattro dei 5 Centri comunali di raccolta (Ccr), è altrettanto vero che il servizio dedicato non è fermo perché resta aperto per le urgenze il Ccr della Zona industriale. Era sufficiente chiedere informazioni prima di commettere un tale scempio e rischiare danni facilmente evitabili. Naturalmente ora sono partite le ricerche per cercare di risalire all’incivile che ci auguriamo tutti sia presto beccato e pesantemente multato.

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