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La riflessione quotidiana di Monsignor Francesco Savino

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CAFFÈ SPIRITUALE
GIOVEDÌ, 18 MARZO 2021
GIOVEDÌ DELLA IV SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.» (Sal 104,3-4)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

VANGELO
Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 5,31-47)
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

MEDITAZIONE
San Giacomo di Saroug [(ca 449-521)
monaco e vescovo siriano], Omelia sul velo di Mosè, 12-13

“Se credeste a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto”

Mosè ha enunciato i misteri, ma senza spiegarli. Egli infatti faceva fatica a parlare e non riusciva ad esprimersi chiaramente (Es 4,10). Gli è stata conservata apposta questa difficoltà di parola perché i suoi discorsi restassero non spiegati. Quando è venuto nostro Signore, ha sciolto la lingua di Mosè e oggi sono distinte tutte le sue parole, la sua lingua non è più balbuziente e i suoi discorsi sono chiari come il giorno.
Fino a nostro Signore la parola era difficile e restava senza spiegazione e tutto ciò che veniva detto di lei restava oscuro. Il mistero nascosto si ritirava o dietro la balbuzie o dietro il velo (Es 34,33; 2Co 3,14), tanto a lungo finché non è arrivata l’ora della proclamazione al gran giorno.
Mosè aveva chiesto di vedere il Padre (Es 33,18); sentiva infatti che il Figlio sarebbe venuto nel mondo apertamente. Fu allora che il Padre gli ha mostrato il dietro del viso; voleva insegnargli così che suo Figlio si sarebbe manifestato sotto apparenze umane. L’Eterno fece una distinzione fra il volto e le spalle, perché Mosè riconoscesse che la terra avrebbe contemplato il Figlio sotto forma di uomo. (…) E’ a lui che Mosè ha guardato, ed è da lui che è venuto lo splendore di cui risplendeva la pelle del suo viso (Es 34,29). Lo splendore del Figlio stava nell’insieme della profezia (…); quando Mosè parlava, era lui che parlava con la sua bocca, poiché è la Parola che ispirava tutte le parole della profezia. Senza lui, non c’è per i profeti parola né rivelazione possibile, poiché è la fonte prima della profezia. (…) Ma quando il Crocifisso, lo Sposo, è venuto, la profezia ha svelato il suo volto e alzato la voce nell’assemblea. Il Figlio della Vergine ha sollevato il velo da sopra gli Ebrei; tutto è diventato manifesto, chiaro e facile da capire.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
Padre buono, supplichiamo la tua misericordia perché,
purificati dalla penitenza e santificati dalle buone opere,
possiamo camminare fedelmente nella via dei tuoi precetti
e giungere rinnovati alle feste pasquali. Per Cristo nostro Signore. Amen.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.» (Cfr. Gv 3,16)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.

  • don Francesco

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