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Per gli studenti in difficoltà c’è il servizio di Counseling dell’Uniba

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Con l’arrivo delle nuove restrizioni per la zona rossa, l’Università di Bari è stata costretta a chiudere aule per le lezioni in presenza, sinora aperte agli immatricoli, le aule studio e le biblioteche accessibili in numero contingentato da tutti gli studenti iscritti. Le attività, nonostante la pandemia, però continuano. C’è un servizio che, più di altri, non solo non ha mai cessato di funzionare ma, dallo scorso anno, vede giorno dopo giorno aumentare le richieste degli utenti. E’ il servizio di Counseling dell’Uniba, il cui coordinatore scientifico è la professoressa Antonietta Curci, specializzata in psicoterapeuta, docente ordinario di Psicologia generale e Psicologia forense, nonché referente per il rettore della linea di azione relativa si servizi agli studenti e al diritto allo studio. L’Amministrazione universitaria ed il rettore Stefano Bronzini hanno subito intuito che il lockdown avrebbe potuto causare problemi agli studenti universitari per cui «immediatamente hanno avuto la sensibilità di potenziare il servizio di Counseling anche stanziando fondi aggiuntivi – spiega la professoressa Antonietta Curci – Il servizio solitamente è aperto pure a docenti e personale tecnico-amministrativo, da ormai un anno abbiamo però dovuto limitarlo ai soli studenti per concentrarci ed assicurare le questioni legate al diritto allo studio. E’ un servizio pensato prevalentemente per le fasce giovanili che sono anche quelle più colpite sul piano del riadattamento psicologico perché sono a casa da mesi ormai».

Le richieste sono talmente aumentate che attualmente sono circa 20 le ore alla settimana per colloqui in videochiamata (con varie piattaforme a scelta dello studente) e in alcuni sporadici casi anche via telefono, con liste di attesa di due settimane. Tre i diversi tipi di percorso tutti brevi e che prevedono 5 colloqui più un sesto a distanza di un mese. Uno è dedicato all’Umore deflesso per la fragilità personale e scarsa motivazione, un altro riguarda l’Orientamento dinamico in cui si vanno ad analizzare problematiche più profonde del sé e l’identità personale, e poi c’è quello sul Metodo di studio e quindi sulla motivazione e sulla metacognizione per dare la capacità di controllare il processo di apprendimento attraverso l’organizzazione del tempo e del materiale, per cui si danno indicazioni su come studiare e dedicarsi allo studio.

I giovani stanno soffrendo, non ce la fanno più a stare rinchiusi tra le quattro mura, a non aver modo di poter confrontarsi o confidarsi con i coetanei. Sono sempre più stressati, scoraggiati e persino demotivati. La pandemia insieme con tante problematiche ben note a tutti sta portando «un senso di solitudine e impotenza enormi ed è questo il problema che sta emergendo maggiormente – mette in rilievo la responsabile del servizio Counseling – Lo viviamo e lo avvertiamo tutti non solo gli studenti. Con il prolungarsi delle restrizioni ci stiamo facendo prendere dallo sconforto e pure da uno stato depressivo sotto certi aspetti. Sono in aumento le sindromi ansiose. L’ansia arriva infatti dall’incapacità di controllare ciò che accade».

Tutti questi aspetti emotivi fanno emergere in chiunque problematiche che abbiamo riposto da qualche parte in noi stessi e che ora riaffiorano in modo evidente o più nascosto. Per gli studenti può manifestarsi con il non riuscire a superare un esame, con un “blocco” nello studio per cui non riescono più a memorizzare concetti o mancano di concentrazione sino a mettere in dubbio le proprie capacità universitarie o iniziare a pensare di dover abbandonare gli studi intrapresi e con un conseguente abbassamento di autostima e identità. «Abbiamo tutti nodi da sciogliere, lo dico come psicoterapeuta – aggiunge la professoressa Curci – Una volta trovato come sciogliere questo nodo le cose vanno abbastanza velocemente. Nel caso dello studio molto spesso si tratta di blocchi psicologici rispetto ad una difficoltà insorta e che non si riesce a superare da soli. Con il servizio di Counseling possiamo offrire un supporto allo studio. Spiegare come far emergere problemi per superare il momento non facile per nessuno. Il lavoro intellettuale, come quello dello studente, è un lavoro che richiede serenità insieme con lucidità mentale e capacità di concentrazione e attenzione. Di fronte a disturbi emotivi legati all’ansia o uno stato disforico, è chiaro che tutto ciò viene meno per cui i problemi di partenza come il non essere riuscito a superare uno o più esami vengono esacerbati da questa posizione emotiva. La solitudine fa credere a molti di essere gli unici a vivere una determinata difficoltà. Non è così».

Il servizio che esiste da quasi vent’anni è assicurato da una ventina di operatori tra strutturati (docenti e ricercatori), personale contrattualizzato ad hoc, tirocinanti in psicoterapia e volontari. Questi professionisti vanno incontro alle esigenze dei giovani attraverso l’ascolto e il confronto per cercare insieme la soluzione migliore ad una difficoltà attraverso strategie suggerite e condivise iniziando da colloqui individuali o di gruppo, a seconda dei casi, in cui si analizzano eventuali insicurezze personali, piuttosto che insicurezze espositive, difficoltà di interazione o di convinzioni errate quale ad esempio che alcune problematicità sono solo personali mentre sono comuni ad altri e quindi possono essere affrontate insieme proprio parlandone. Essendo tutti maggiorenni la famiglia non viene coinvolta, la privacy viene garantita pure quando si evidenza che «la sofferenza è dovuta più che altro per aver scelto una facoltà per accontentare i genitori con conseguenti sensi di colpa. In tali casi facciamo un lavoro di re-indirizzamento oppure consigliamo se necessario persino di abbandonare l’idea di una laurea. Laddove constatiamo che altre questioni, per cui bisogna approfondire l’autostima o si debba recuperare il rapporto con la famiglia rispetto allo studio, indirizziamo verso un altro percorso. Bisogna però ricordare – mette in chiaro la consulente – che il nostro è un presidio per un primo aiuto per cui chi ha bisogno di percorsi più mirati e sanitari dovrebbe poi essere seguito da altri professionisti. Manca però una rete tra servizi integrati territoriali. L’Università non può fare un servizio di psicoterapia, deve offrire, come fa, un supporto allo studio. Servirebbe una rete con Asl ed Enti di diritto allo studio».

Il servizio di Counseling ha sede presso il Dipartimento di Scienze della formazione, psicologia e comunicazione dove è nato per poi estendersi in tutti i dipartimenti con sportelli decentrati. L’ultimo è stato aperto ad ottobre nel Campus, per le gli iscritti ai Dipartimenti scientifici dell’Uniba, si tratta dello Sportello di “Apprendimento, motivazione e metacognizione”. Per poter chiedere aiuto basta inviare una email o compilare il form on line sul sito web dedicato dall’Università di Bari o presentarsi personalmente allo sportello (quando aperto), si verrà poi convocati telefonicamente o in videochiamata o in sessione per un colloquio di accettazione e, a seconda di quanto emerge durante questo primo incontro con uno psicologo o uno psicoterapeuta, si verrà indirizzati verso il percorso più adatto. Davvero tanti i casi risolti attraverso lo “sblocco” di situazioni a volte durate anni. Non c’è differenza di sesso, ragazzi e ragazze si rivolgono in pari percentuale a questo servizio, così come non c’è una distinzione evidente nel tipo di studi scelto tra umanistico e scientifico, se non fosse per una leggera prevalenza di chi studia materie umanistiche dovuto più ad una propensione verso il counseling, mentre coloro che studiano una materia scientifica come ad esempio informatica sono più distanti ma, allo stesso tempo, si dimostrano più disponibili ad accettare suggerimenti per cambiare il metodo di studio. Comunque sia chiunque senta la necessità chieda aiuto, troverà persone pronte a rispondere e ad aiutarlo/a a superare il momento di difficoltà.

Anna Caiati

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