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In carcere 26 affiliati al clan Strisciuglio. Devono scontare 230 anni di reclusione

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I baresi sono stati svegliati questa mattina presto dal rumore degli elicotteri che volteggiavano sulle loro teste per controllare dall’alto le operazioni delle gazzelle dei Carabinieri e del Reparto Cinofili che hanno condotto definitivamente in carcere 26 affiliati al clan Strisciuglio dopo che la Cassazione ha respinto i ricorsi. Le accuse a vario titolo nei loro confronti sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, possesso di armi, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e tentato omicidio.

Ecco i nomi e le relative condanne: Amore Arturo, anni 2 e mesi 8 di reclusione; Campanale Leonardo, anni 20 di reclusione, già detenuto; Carone Nunzio, anni 8 di reclusione, già detenuto; D’Alterio Salvatore, anni 4 e mesi 8 di reclusione, già detenuto; Dammicco Francesco, anni 6 e mesi 8 di reclusione; De Feo Nicola, anni 5 di reclusione; De Felice Vito, anni 5 di reclusione; Di Cosimo Giovanni, anni 8 di reclusione, già detenuto; Grosso Vincenzo, anni 8 di reclusione; Lambiase Francesco, anni 6 e mesi 8 di reclusione; Lorusso Leonardo, anni 6 e mesi 8 di reclusione; Martinelli Vincenzo, anni 2 e mesi 8 di reclusione; Melchiorre Lorenzo, anni 8 di reclusione, già detenuto; Milloni Luigi, anni 16 di reclusione , già detenuto; Milloni Sabino, anni 6 e mesi 8 di reclusione; Mineccia Alessio, anni 7 e mesi 4 di reclusione; Navarra Domenico, anni 6 e mesi 8 di reclusione; Padolecchia Giuseppe Davide, anni 6 e mesi 8 di reclusione, già detenuto; Prudente Eugenia, anni 5 di reclusione; Scavo Filippo, anni 7 e mesi 4 di reclusione, già detenuto; Strambelli Giovanni Dario, anni 6 e mesi 8 di reclusione; Strisciuglio Sigismondo, anni 14 di reclusione, già detenuto; Strisciuglio Vincenzo, anni 7 e mesi 4 di reclusione; Teseo Giovanni, anni 6 e mesi 8 di reclusione, già detenuto; Volpe Diego, anni 7 e mesi 4 di reclusione, già detenuto; Volpe Nicola, anni 7 e mesi 4 di reclusione.

Le condanne definitive sono state decise dalla Corte Suprema di Cassazione lo scorso 11 marzo scorso quando ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli imputati. Per 15 di loro la sentenza è stata notificata questa mattina dai Carabinieri, due di loro erano agli arresti domiciliari, mentre gli altri 11 hanno ricevuto le notifiche in carcere.

Le indagini sono iniziate nel 2013, mentre nel luglio del 2015 ebbe inizio l’operazione Agorà nel quartiere Carbonara, considerato la piazza principale dell’attivita’ del clan, dove il 28 maggio fu ucciso Nicola Telegrafo, elemento di spicco, cognato di Domenico e Sigismondo Strisciuglio, vertici del clan. Le indagini hanno accertato che il gruppo criminale controllava all’epoca una serie di zone in città e in provincia, in particolare i quartieri Carbonara, Bari Vecchia, Libertà, San Girolamo, San Pio, Santo Spirito, Santa Rita, e i Comuni di Adelfia e Bitonto. Inoltre, tra Bari e provincia, è stata registrata l’esistenza di due articolazioni organizzate in parte coincidenti con l’associazione mafiosa, finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Ricostruito anche il sistema per ottenere droga e le armi ed esplosivi utilizzati per riscuotere il pizzo dai cantieri, soprattutto nella zona di Bari – Carbonara.

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