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Covid, nuove misure urgenti in Puglia: negozi chiusi alle 18

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I casi di positività in Puglia non accennano a diminuire. Da tempo l’indice di positività oscilla tra il 12% è il 17%, con una media del 15%, rispetto a quella italiana del 6,7%. Gli ospedali sono al limite del collasso mentre le vaccinazioni vanno ancora molto a rilento, un po’ perché mancano i vaccini, un po’ perché manca il personale medico sanitario, nonostante si stiano realizzando hub vaccinali in tutta la Puglia, come quello alla Fiera del Levante e a Borgo Mezzanone. Il dati di contagio della provincia di Bari sono sempre in crescita rispetto al resto della regione.

La Puglia, che la scorsa estate ha “aperto le frontiere” a tutti per rilanciare l’economia, ha tenuto le “maglie larghe” in tutti questi mesi, per questioni politiche ed economiche, e a nulla sono valse le numerose sanzioni quotidiane da parte delle forze dell’ordine nei confronti di chi non rispetta le misure anti contagio. Ora i pugliesi devono fare i conti con l’ultimissima ordinanza del governatore Emiliano che impone misure più restrittive, rispetto all’ultimo decreto.

Con l’ordinanza n. 88, in vigore da domani 27 marzo sino al 6 aprile 2021, dopo aver sentito sindaci, associazioni di categoria, imprese e commercio e sindacati, Emiliano dichiara che “sono vietati gli spostamenti dal Comune di residenza, domicilio o abitazione verso altri Comuni della Puglia per raggiungere le “seconde case”, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza; sono vietati gli ingressi e gli spostamenti in Puglia delle persone non residenti, per raggiungere le seconde case in ambito regionale, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza.”.

“Con decorrenza dal 27 marzo e sino al 6 aprile 2021 – continua l’ordinanza – tutte le attività commerciali consentite dal Dpcm del 2 marzo 2021 in zona rossa (art. 45), chiudono alle ore 18,00, ad eccezione delle attività di vendita di generi alimentari, di carburante per autotrazione, di combustibile per uso domestico e per riscaldamento, delle edicole, dei tabaccai, delle farmacie e delle parafarmacie.”.

“Nei giorni 28 marzo (domenica della Palme), 4 aprile (Pasqua) e 5 aprile (Lunedì dell’Angelo) sono sospese tutte le attività commerciali consentite dal Dpcm del 2 marzo 2021 in zona rossa (art.45) ad eccezione delle attività di vendita di carburante per autotrazione, di combustibile per uso domestico e per riscaldamento, di fiori e piante, delle edicole, dei tabaccai, delle farmacie, delle parafarmacie.”.

Pe quanto riguarda le attività commerciali, è necessario che la distanza interpersonale sia di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Tutti i locali pubblici e aperti al pubblico e gli esercizi commerciali devono esporre all’ingresso un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale.

Per quanto riguarda bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, il servizio di ristorazione è rigorosamente solo da asporto è svolta dalle ore 18.00 in poi, tramite prenotazione on-line o telefonica, evitando code, file o assembramenti.

Per le attività lavorative pubbliche, è previsto lo smart working o lavoro agile, salvo nei casi in cui è necessaria la presenza in loco. Si invitano, infine, le aziende private a promuovere lo il lavoro agile o smart working, a meno che non sia indispensabile la presenza in loco.

Per tutte le attività è fondamentale utilizzare le misure di protezione personale.

Queste ulteriori restrizioni dimostrano che la politica non è in grado di gestire la pandemia. Il problema è sanitario e va gestito con misure straordinarie. Il vaccino deve essere obbligatorio per tutti e devono vaccinarsi tutti, per poter tornare alla normalità.

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