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Il compleanno del 3-4 di Trapani-Bari

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Gli anni volano, i giocatori passano ma le immagini delle loro gesta rimangono limpide nella mente dei tifosi. Oggi compie sette anni un’impresa, una delle tante dell’annata della ‘Meravigliosa Stagione Fallimentare’. Esattamente il 29 Marzo 2014 gli uomini di Alberti e Zavettieri, nonostante i famigerati problemi dirigenziali, misero in atto una delle più pure espressioni di Sport, manifestando su un campo da calcio tutti quei valori che avvicinano milioni di persone, indipendentemente dall’età.

A Trapani i galletti sono in piena rincorsa playoff e in un batter di ciglia si trovano sotto di due reti: prima Antimo Iunco – ex Bari – e poi Ciaramitaro battono Guarna. La reazione del Bari non tarda ad arrivare e si abbatte come uno tsunami sulla difesa avversaria. Nel primo tempo si assiste davvero a tutto. Fra i biancorossi il livello agonistico e la convinzione nei propri mezzi toccano livelli mai più raggiunti da ogni singolo giocatore di quella rosa, da Romizi – che avvia la rimonta con un destro secco da quasi trenta metri –, a Galano – che agguanta il pareggio con un colpo di testa -; passando per Sciaudone – che si procura il rigore per il possibile 3 a 2 – fino ad arrivare a Diego Polenta, difensore rigorista che quel rigore lo trasforma.

La forza della squadra è molto più grande della somma dei singoli contributi dei calciatori. I ragazzi giocano scaricando sul campo tutto l’amore che i propri sostenitori regalano loro ogni giorno.

Alla fine della prima frazione di gioco c’è anche tempo per sfruttare un contropiede e trovare la quarta rete con Marco Calderoni, terzino più di gamba che di fine tecnica. La forza con cui il laterale difensivo scaglia in porta il tiro di sinistro esplica perfettamente la convinzione che trascina i giocatori.

Nel secondo tempo un gol di testa di Mancosu, attaccante del Trapani, accorcia le distanze per il 3 a 4 finale.

Quella gara spinse i biancorossi ad altre otto vittorie nelle ultime dieci gare: ventiquattro punti per chiudere la stagione regolare al sesto posto. Un miracolo calcistico se si considerano le precarie condizioni economiche della società. Più di un miracolo calcistico se a questo si aggiunge che alla decima di campionato il Bari occupava il ventunesimo posto.

Gli anni volano, i giocatori passano (di quella squadra non c’è più traccia nella rosa attuale) ma le imprese sono costudite nel cuore di chi le vive.

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