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Nasce l’Associazione ristorazione Puglia, il monito al governo: «Sostegni inadeguati. Rischio licenziamenti»

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Nel momento più drammatico per l’intero settore, piegato dal Covid-19 e dalle aperture a singhiozzo, per la prima volta i ristoratori pugliesi si mettono insieme e creano la loro associazione di categoria. Lo scorso 26 marzo, infatti, è nata ufficialmente l’Associazione ristorazione Puglia, con atto ratificato dal notaio Francesco Petrera. In pochi giorni, l’associazione ha raggiunto circa un centinaio di soci fra ristoratori e addetti alla somministrazione di bevande e alimenti.

Lo scopo di questa nuova organizzazione è lanciare un preciso monito al governo di Mario Draghi: «L’intero comparto è ormai sull’orlo del collasso e l’ultimo Dl Sostegni non è altro che l’ennesima inadeguata forma di ristoro, non sufficiente, nemmeno in minima parte, a riparare il danno che tutti noi abbiamo subito in questo anno di chiusure e restrizioni. Questa situazione, inoltre, rischierà concretamente di costringerci a licenziare tantissimi dei nostri dipendenti, dandoci l’ingrato compito di lasciare intere famiglie senza alcun tipo di sostentamento», scrivono nella lettera-manifesto i ristoratori pugliesi associati.

Nel documento si legge, inoltre, che «Il dissesto economico creato da questa pandemia è noto a tutti, e noi professionisti, costretti a chiudere ad intermittenza, stanchi della scarsa considerazione riservataci dalle istituzioni, vogliamo invertire la rotta e restituire dignità ad un settore che, da sempre in sinergia col turismo, rappresenta il fiore all’occhiello della tanto decantata bellezza pugliese».

L’associazione precisa ulteriormente il proprio punto di vista scrivendo che «Non riteniamo sia giusto e coerente con quanto sancito dalla nostra Costituzione, promotrice di uguaglianza sociale e di libertà, il dover continuare a sostenere ingenti costi fissi mensili a fronte dell’obbligo di chiusura. Non riteniamo sia giusto che nulla sia stato disposto in tal senso dai Comuni e dalla Regione, nonostante la evidente possibilità di alleggerire il carico fiscale sul nostro comparto, anche attraverso misure straordinarie e contingenti. Riteniamo sia giusto doverci confrontare con gli enti locali, i Comuni e la Regione, in un’ottica presente e futura e sempre nel pieno rispetto dei principi di legalità e democrazia partecipata».

Lo scopo della neonata associazione ristorazione Puglia consiste nel restituire immediatamente «Piena dignità a un settore che è stanco, ferito, ma non per questo meno desideroso di volersi riprendere con la professionalità e l’impegno da sempre dimostrati», conclude la lettera scritta dagli associati.

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