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Il galletto della As Bari fra i loghi più belli del calcio, lo dicono gli inglesi di FourFourTwo

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Un simbolo di identità antropologica, prima ancora che calcistica. Per tanti baresi il galletto Pouchian della ormai estinta As Bari targata Matarrese non è un semplice stemma, ma è un vero e proprio marchio di fedeltà ai colori biancorossi. E adesso per il vecchio, caro, galletto rettangolare obliquo, stilizzato dal compianto Piero Gratton nel 1979, arriva un importante riconoscimento internazionale. La rivista FourFourTwo, magazine inglese monografico sul calcio, ha inserito la versione degli anni 2011-2013 (quella con il galletto incastonato al centro di un ovale bianco) nella top ten della classifica relativa ai cento loghi più belli nella storia del calcio.

Più precisamente, il galletto biancorosso si piazza al settimo posto della graduatoria realizzata dall’autorevole giornale. Davanti al logo più amato dai biancorossi ci sono solo quelli di Monaco 1860 (Germania), Aberdeen (Scozia), Milan (Italia), Ajax (Olanda), Al Ahly (Egitto) e un vecchissimo logo dell’Arsenal (Inghilterra), risalente addirittura agli anni 1936-1949. A completare i primi dieci posti ci sono altre due italiane, Roma e Atalanta, insieme agli americani dell’Atlanta United. Solo all’undicesimo e dodicesimo posto si trovano i loghi di due grandi spagnole, Atletico Madrid e Barcellona, mentre i campioni d’Europa in carica del Bayern Monaco si trovano, con il loro stemma, al quattordicesimo posto.

A proposito del galletto della As Bari, gli inglesi di FourFourTwo, non senza far ricorso alla tipica ironia pungente dei britannici, scrivono: «Ci sarebbero moltissime ragioni per considerare il logo della As Bari maledettamente grossolano, però noi lo amiamo alla follia. È talmente ridicolo da risultare davvero stiloso, esattamente come tutto ciò che era in voga nell’Italia degli anni ’90, compresi il taglio di capelli di Roberto Baggio, Luciano Pavarotti o la moda di spendere oltre 20 milioni di sterline per giocatori che piazzerai ai tuoi avversari nel giro di un paio di stagioni. Grandissimo».  

Ironia o no, rimane un grande riconoscimento internazionale per il buon vecchio galletto di Gratton (scomparso un anno fa, a 81 anni), voluto da Antonio Matarrese e rimasto in uso fino al 2014, anno dell’estinzione della As Bari con il fallimento. Galletto che, peraltro, fra anni ’70 e anni ’80 fu una delle tante creazioni geniali e apprezzatissime dell’illustratore milanese, tra cui si ricordano la lupetta della Roma e l’aquilotto della Lazio. Dalla matita di Gratton, inoltre, nacquero anche il logo del Tg2 e degli europei di calcio del 1980.

A inizio della stagione in corso era circolata la voce (confermata anche da Luigi De Laurentiis) su un interessamento della Ssc Bari all’acquisto dei diritti di utilizzo dello stemma storico, che avrebbe dovuto spiccare sulle divise dell’attuale società biancorossa. A ora, però, non se n’è fatto di niente. Chissà se, dopo questo successo internazionale, si risveglierà l’interesse per il mitico galletto.

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