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Raffaele Bianco: “Il ritiro è stato duro ma ci è servito”

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Cinque campionati vinti in carriera, seconda esperienza al Bari e conferenza stampa subito dopo il suo primo sigillo con la maglia biancorossa (alla settantottesima presenza) nella vittoria casalinga con la Paganese. Raffaele Bianco ha avuto modo di esprimere l’utilità del ritiro (non punitivo, ha voluto specificare) per compattare il gruppo e studiare i propri errori.

“Bisogna dare l’impressione di essere solidi, il Bari non deve poter vincere e perdere contro chiunque. A Terni dopo un quarto d’ora potevamo portarci sul tre a zero, ma ci siamo impauriti e dopo l’episodio del gol del pareggio l’abbiamo addirittura persa. Questo non deve succedere”. Analisi fredda del trentatreenne centrocampista biancorosso, che basa il discorso su due parole chiave: equilibrio (spesso tirato in ballo anche da mister Carrera) e personalità, componenti utili per raggiungere l’obiettivo di fine campionato, quello di “provare a vincere tutte e cinque le partite, compreso lo scontro diretto con l’Avellino.”

Realizzare un gol non è per lui una consuetudine (13 reti in quasi 400 apparizioni fra i professionisti) e l’urlo seguito alla rete è stata ‘’una vera e propria liberazione’. E tornando sul periodo difficile passato dalla squadra: “I giorni di ritiro, quasi dodici, sono duri perché rimani lontano dalla tua famiglia, ma sono serviti per farci ritornare alla realtà”. Tornare alla realtà significa anche capire chi potrà essere l’avversario nei prossimi playoff a livello nazionale:“nel girone A Perugia e Sudtirol sono le squadre più temibili. Nel girone B, che a primo impatto sembra più debole, dico l’Alessandria”, ha sostenuto il prodotto del settore giovanile della Juventus. “Ma dobbiamo concentrarci su di noi”, ha voluto ricordare subito.

Raffaele Bianco fa un paragone fra Massimo Carrera e Antonio Conte con cui ha collaborato nel suo staff. “Carrera è riflessivo, lavora più sulla psicologia. Conte, invece, è un allenatore focoso”.

In ultimo ha parlato di Bari e della sua riconoscenza verso i tifosi e la società: “per estinguere il debito che ho con la città qui dovremmo almeno riportare il Bari in Serie B. Inoltre, qui sto da Dio”.

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