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La denuncia di Tommaso Fiore e l’assordante silenzio del Palazzo

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In Puglia accade che un ex assessore regionale alla sanita’, per giunta medico rianimatore, denunci una cosa gravissima in relazione alla gestione del Covid e non accada nulla. La scorsa settimana dalle colonne di “La Repubblica” Tommaso Fiore, una persona seria che ha guidato la sanita’ pugliese ai tempi della giunta Vendola, disse chiaro e tondo che la Regione aveva inviato al Ministero della Salute dati non veritieri sulle terapie intensive disponibili (cento posti in piu’) inducendo lo stesso Ministero a classificare la Puglia fra le regioni “gialle”, provocando di conseguenza una maggiore diffusione del virus e quindi il collasso delle terapie intensive. Affermazioni gravissime che avrebbero dovuto produrre uno di questi due effetti: o una querela per diffamazione nei confronti di Tommaso Fiore o le dimissioni di Lopalco e comunque dell’autore della comunicazione ritenuta non veritiera da parte dell’ex assessore. Ci aspettavamo anche l’apertura di una inchiesta della Magistratura barese, cosa che non escludiamo sia stata valutata. Dall’inchiesta aperta in Sicilia abbiamo prova di come sia facile truccare i dati. L’assessore alla sanita’, intercettato al telefono, raccomandava al dirigente di spalmare il numero dei decessi in modo da evitare l’inasprimento dei provvedimenti restrittivi. Per carita’: nella storia in salsa pugliese non sappiamo dove sia la verita’, ma sappiamo che qualcuno mente su questioni serissime che riguardano la vita delle persone. Quel qualcuno deve essere tolto di mezzo. Per il bene di tutti!

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