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Ambulanti, le voci della protesta: “Siamo allo stremo, istituzioni siano presenti”

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Una lunga e vibrante protesta: è stata quella messa in piedi sulla tangeziale di Bari da ambulanti e ristoratori. La statale 16 di Bari è stata riaperta al traffico in direzione Sud dopo ben 3 ore di blocco. Alla manifestazione si sono poi aggiunti alcuni commercianti baresi titolari di partite Iva, ma anche organizzatori di fiere, sagre e feste patronali, soprattutto per rendere noti i rispettivi disagi in tempi di pandemia da Coronavirus.

DISSENSO. La protesta è stata organizzata dall’Ana, Associazione italiana ambulanti. Ed è uno dei suoi rappresentanti, Alessandro Margherito, a fare il punto della situazione: La primavera e l’estate sono le stagioni delle fiere – dice – delle
sagre e delle feste patronali, ma senza una programmazione temiamo che resteremo fermi anche quest’anno. Chiediamo più attenzione da parte delle istituzioni, di tornare a lavorare e di ottenere ristori che ci permettano di dare da mangiare ai nostri figli dopo un anno che siamo fermi” . Messaggio che fa il paio con quelli degli altri presenti: “Ci sentiamo ormai allo stremo – dicono – , non sappiamo più cosa fare per farci ascoltare, ci danno miserie, da un anno non ci fanno lavorare e ancora non c’è un piano per ripartire. Da ottobre avevamo chiesto un loockdown solidale per abbassare la curva dei contagi e permetterci poi di ripartire e tornare a lavorare”. Oltre a carabinieri e polizia, ben 15 pattuglie della Polizia locale hanno presidiato la manifestazione e agevolato i flussi veicolari derivanti dal blocco sulla ss16. Code e rallentamenti si sono riversati anche sulle altre vie di accesso al capoluogo pugliese ed è stata allestita un’area di sosta temporanea per i tir presso lo stadio San Nicola.

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