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Nel laboratorio con lo chef creativo Giovanni Lorusso, autore di grandi novità, nel solco della tradizione

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Abbiamo voluto incontrare lo chef Giovanni Lorusso nel suo laboratorio, mentre e’ letteralmente con le mani in pasta per dar vita alle ultime sue creature. A lui ci lega amicizia, oltre che stima professionale, per averlo seguito nel suo percorso di crescita ed aver partecipato ad alcuni suoi master tenuti all’ Istituto Alberghiero di Molfetta. Tante sono le iniziative nel settore dell’enogastronomia che lo hanno visto protagonista anche in qualità di comunicatore e promotore del territorio.

Chi è Giovanni Lorusso?

La prima cosa da dire che sono uno Chef e non un pasticcere.. Oggi potrei dire senza casa o meglio senza una sede fissa riferendomi al ristorante. Ma forse e’ meglio cosi in quanto posso dedicarmi testa e cuore a nuovi progetti. Sono stato sempre definito una persona fuori dai canoni tradizionali.

Perché?

Non l’ho mai capito forse perché studio e cerco di andare avanti invece di star fermo ad osservare ciò che mi circonda. La mia mente è aperta grazie al mio tour di esperienze… dall’Asia all’America, nord Europa fino a tornar a casa in Puglia…

Come ti sei appassionato a questi prodotti?

In realtà se ci riferiamo al Sospiro, da buon biscegliese, sottolineo che per me è un’icona che a mio parere andrebbe inserito in tutte le attività che somministrano cibi e bevande. Ad Ottobre 2020 è nato il mio primo pensiero di realizzare sfruttando l’icona del mio paese e il simbolo del Natale, il Pansospiro che poi, per Pasqua, si è trasformato in Sospirotta. Entrambi impasti lievitati con lievito madre e prodotti di altissima qualità

Perché è stato detto che Sospirotta ha un quid in più del Pansospiro?

L’idea è quella di innovare … quando si dice che la tradizione incontra l’innovazione per me ci deve essere studio.

Con studio intendo non solo la ricerca di materie prime che esaltano la preparazione del prodotto ma anche il come lo stesso prodotto potrebbe rimanere nel tempo e potrà far parlare di se.

Sospirotta prodotto realizzato in collaborazione con un team (a differenza di Natale scorso), occasione in cui il PanSospiro è nato per una mia scommessa: è questo il quid in più di SOSPIROTTA. Come si può vedere ricerca e studio non solo del prodotto ma anche nel packaging, nella cura dei particolari e nella pubblicità.

Questo è stato possibile grazie alla mia collaborazione all’interno del glam house con Tony Porcelli che ha creduto nel progetto ed in me dando origine ad una vera e propria azienda parallela che oggi vanta in cosi poco tempo un paniere di tutto rispetto..

Cosa ti aspettavi da questo progetto?

Quando abbiamo pensato di cominciare questo progetto il mio sentiment non è stato molto positivo. Immaginavo che la gente potesse rispondere con non troppo entusiasmo alla nascita di Sospirotta ma con enorme soddisfazione posso affermare che siamo arrivati a quasi 400 marcature.

La soddisfazione è stata ricevere chiamate da tutta Italia, Milano più di tutte.. ci chiamavano perché la qualità è fondamentale e alla lunga siamo stati ripagati di tutte le giornate passate a lavorare e a cercare di portare sulla tavola dei nostri clienti un prodotto fatto artigianalmente, con le mani, ma soprattutto con il cuore!

Con i feedback ricevuti ci siamo resi conto di come il Sospiro sia un simbolo e questo simbolo fa primeggiare Bisceglie in tutta Italia. A questo si è aggiunto un altro fattore importante gestire la logistica ecco perché il team è importante e non solo lo chef come molti pensano… Sospirotta viene prenotata e consegnata sulle tavole dei nostri clienti in 48 ore lavorative in tutta Italia.

Potremmo dire che questa esperienza ha aperto la porta per un nuovo lavoro?

Sarei ipocrita se dicessi il contrario. Questo progetto ci ha dato soddisfazione dal punto di vista delle vendite e sotto l’aspetto di altri lavori come studio di prodotti per grandi aziende e menu per grandi catene.

Ad oggi infatti ho incrementato il mio lavoro di consulenze spendendomi a tutta Italia, ritrovandomi a gestire lo stivale da nord a sud grazie anche allo smart working visto che le start up con presenza al momento non ci è possibile farle.

Come buon auspicio speriamo di ripeterci a Natale con il PANSOSPIRO…e chissà forse con qualche altra gustosa novità.

                                       Paola Copertino

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