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Pasqua e Pasquetta in zona rossa: cosa si può fare e cosa è vietato. Dal 7 niente più zone gialle

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Tutte le regole (e le concessioni) della zona rossa nazionale, che entrerà in vigore da sabato 3 aprile e fino a lunedì 6 aprile. Molto poco si può fare a Pasqua e Pasquetta.

Nei giorni 3, 4 e 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa secondo quanto stabilito dal decreto legge del governo in vigore dal 6 marzo.

L’Italia, Puglia e Bari compresa, si troveranno  in una sorta di lockdown di tre giorni con cui il governo spera di evitare pranzi allargati, feste e assembramenti. Ma qualche concessione c’è.

Nei giorni 3, 4 e 5 aprile sarà infatti consentito una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Si tratta di una concessione perché lo stesso decreto stabilisce che nella giornata del 6, tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute restano vietati. Pertanto nonostante la zona rossa nel weekend di Pasqua sarà permesso far visita a parenti e conoscenti con l’unica limitazione del rispetto del limite delle due persone e dell’unico spostamento nelle 24 ore. Ma niente pranzi al ristorante, né caffè e aperitivi: per bar e ristoranti è concesso solo il servizio di asporto e consegne a domicilio esattamente come lo scorso Natale.

L’attività sportiva è ammessa nell’ambito del territorio del proprio comune, dalle 5 alle 22, e solo se svolta in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. Per gli appassionati di corsa e bici valgono inoltre ulteriori deroghe.

Il coprifuoco scatta alle 22, il rientro a casa deve sempre avvenire tra le 5 e le 22, su tutto il territorio nazionale. Quindi l’unico escamotage è quello di rimanere a dormire fuori, anche se non è la situazione più corretta se si è in più persone.

L’accesso a giardini e parchi pubblici a Bari, visto il picco dei contagi, non è consentito fino al  5 per evitare assembramenti. Le passeggiate “sono ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione”.

Anche gli spostamenti hanno precise regole.

Per quanto riguarda le seconde case,può andare soltanto il nucleo familiare e solo se la casa non è abitata da altri. Inoltre bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021. Il rientro in queste case è consentito dentro o fuori regione. In ogni caso, è consentito lo spostamento anche fuori dal comune o dalla regione di residenza per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità oppure per il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Per quanto riguarda invece i ricongiungimenti, poiché durante le festività pasquali valgono le regole della zona rossa, è possibile raggiungere il coniuge o il partner se vive in una città o in una regione diversa per esigenze di lavoro o per altri motivi. Questo purché il luogo scelto per il ricongiungimento coincida con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione. È possibile spostarsi per un genitore separato o divorziato per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, anche tra regioni e tra aree di rischio differenti.

Ci si può spostare per assistere parenti o amici non autosufficienti, purché si tratti di condizione di necessità. Lo spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti è consentito anche tra comuni, regioni e province autonome in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso territorio. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza: di norma la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente già assiste.

È consentito accompagnare una persona che debba effettuare uno spostamento giustificato dai motivi previsti dal decreto ma che non abbia la possibilità di condurre un mezzo privato. Laddove l’accompagnatore e l’accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi un idoneo dispositivo di protezione individuale. Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto scegliendo sempre il più vicino a casa. L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza non inferiore a un metro tra i frequentatori.

Vediamo cosa cambia dal 7 aprile.

Niente zone gialle. Dal 7 aprile spariscono le zone gialle e bianche. L’Italia sarà suddivisa in zone rosse o arancioni fino al 30 aprile. Il 20 aprile il governo verificherà eventuali miglioramenti della curva dei contagi e valuterà eventuali allentamenti. In quella stessa sede si prenderanno decisioni per il ponte del 1 maggio.

 Circolazione. Rimane il divieto di circolare già in vigore tra le 22 e le 5, salvo motivi di lavoro, di salute o urgenze, da giustificare con l’autocertificazione.

Scuole. Dal 7 aprile riaprono gli asili nido, le primarie e le prime medie anche nelle regioni in zona rossa. Divieto per le regioni di chiudere queste classi fino al 30 aprile. Le superiori sono fino al 75% in presenza ed il resto in Dad.

Spostamenti. Rimane in vigore il divieto di spostamento tra le regioni. È possibile spostarsi dalla Regione di residenza solo per motivi di lavoro, di salute o per urgenze. In questo caso, gli spostamenti vanno giustificati con l’autocertificazione. Chi vive nei piccoli Comuni può spostarsi in un raggio di 30 km dalla propria abitazione

Visite a parenti o amici. Gli incontri con gli amici sono vietati nelle regioni rosse.

Seconde case. Le seconde case si possono raggiungere anche in zona rossa, se proprietari o titolari di un contratto d’affitto antecedente al 14 gennaio 2021. Fino al 6 aprile divieto di raggiungere seconde case in Liguria, Campania, Puglia, Toscana (divieto esteso fino all’11 aprile) anche per i residenti.

Bar e ristoranti. I bar e i ristoranti restano chiusi in presenza. Possibile l’asporto, per i ristoranti fino alle 22, per i bar fino alle 18. Aperti i ristoranti degli alberghi solo per chi vi alloggia.

Smart working. Resta la possibilità per i lavoratori dipendenti di lavorare in modalità agile “alternativamente all’altro genitore” quando i figli sotto i 16 anni sono in didattica a distanza.

Parrucchieri ed estetisti. I servizi alla persona restano chiusi in fascia rossa.

Negozi e centri commerciali. Sia in zona rossa che in zona arancione restano aperti gli alimentari, compresi quelli nei centri commerciali. Restano aperti in tutte le zone i tabaccai, le farmacie, le edicole, i meccanici e le ferramenta.

 Cinema e teatri. Slittata la riapertura del 27 marzo, cinema e teatri restano chiusi fino al 30 aprile.

 Sport. Resta sospesa l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso. E’ consentito svolgere attività motoria in forma individuale, nel rispetto del distanziamento, nei pressi della propria abitazione.

Assunzioni. Sbloccati i concorsi fermi a causa del Covid. Le selezioni riguarderanno le amministrazioni centrali dello Stato, le Regioni, i Comuni e le Province

 Sanzioni e tutele per i sanitari. Il decreto prevede lo spostamento ad altre mansioni per l’operatore sanitario che si rifiuta di vaccinarsi. In alcuni casi può scattare anche sanzione pecuniaria e sospensione graduale dal servizio. Per i medici previsto uno scudo penale. Il rinvio a giudizio solo per colpa grave dell’indagato.

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