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Perché negare le carte sull’ospedale in Fiera alla consigliera Antonella Laricchia?

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Lasciata sola dai colleghi del Movimento 5 Stelle che hanno preferito imbarcarsi nella maggioranza ottenendo anche posizioni di governo, la consigliera regionale pentastellata Antonella Laricchia non demorde e dall’opposizione continua a “fare le pulci” su tutto ciò che genera in lei sospetti di cattiva gestione. Stamattina ha depositato un
esposto in Procura a Bari sulla realizzazione dell’ospedale Covid in Fiera. La consigliera regionale ha denunciato la circostanza che la sua richiesta di accesso agli atti presentata a dicembre e sollecitata a febbraio e marzo è stata ignorata dalla Regione.

Da dicembre – sostiene la consigliera regionale – “chiedo le carte per capire i meccanismi su questo appalto in Fiera del Levante, portare la verità ai cittadini e quindi la loro voce, come ho fatto per la nuova sede del Consiglio regionale”. La consigliera spiega di aver chiesto “il 20/1/2021 copia del progetto definitivo, esecutivo, dell’atto di collaudo e degli ordini di servizio eventuali, nonché di conoscere le strumentazioni e il numero di personale chiamato a prestare servizio” “Piuttosto che attivare i presidi ospedalieri esistenti – spiega in post su Facebook – si è scelto di realizzarne uno nuovo presso la Fiera del Levante. I costi sono lievitati in un attimo ma questo, diciamo amaramente, si può definire un fenomeno da copione. Il vero tocco di originalità nella vicenda è stato l’essersi dimenticati dei bagni per i pazienti e la quasi impossibilità di trovare personale medico disposto a lavorarci”.

Al di la del diritto della consigliera Laricchia ad ottenere le carte in qualita’ di rappresentante degli elettori, si fa fatica a comprendere l’ostinazione della Regione che gliele nega. Perche? E’ questa la Regione Puglia trasparente sbandierata ai quattro venti dal Presidente Michele Emiliano? Cosa c’e’ da nascondere in questa vicenda oltre l’acclarata inutilita’ della costruzione del nuovo ospedale? Un motivo in piu’ perche’ la Procura della Repubblica acceleri nell’inchiesta su cui ha gia’ aperto un fascicolo e sequestrato numerosi documenti.

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