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Vita e libertà due beni da tutelare in questa emergenza

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Il primo aprile 2021 la tangenziale di Bari, precisamente la statale 16 direzione Sud, è stata bloccata da parte di commercianti, ambulanti e ristoratori per protestare contro le restrizioni  che la normativa Covid ha portato alle loro categorie.

Segnatamente i manifestanti hanno bloccato i furgoni all’altezza di Bari Poggiofranco esponendo al centro strada uno striscione riportante la seguente scritta: “Chiudete tutto e tutti”.

Un comportamento questo che ben potrebbe integrare gli estremi del reato di blocco stradale  (depenalizzato inizialmente nel 1999 per poi essere reintrodotto, successivamente, con il pacchetto sicurezza del 2018)  in quanto  la sua ratio è quella di garantire il diritto alla libertà di circolazione ( sancito all’art. 16 della nostra Carta Costituzionale) mediandone la compressione derivante dall’esercizio di altri interessi e libertà contrapposti, quali  la libertà di  manifestazione o di sciopero.

Tuttavia, nel caso di specie, la condotta posta in essere dai manifestanti ha rappresentato, se così possiamo definirla, un’extrema ratio ossia  un ultimo “modo” per gridare aiuto ad uno Stato che ha dato poco peso alle proteste, ab origine diplomatiche, poste in essere dagli stessi. Una condotta, quindi, che viene scriminata dal periodo difficile che tutti noi, in generale,  e queste categorie in particolare,  stiamo vivendo.

Un grido di aiuto che si spera venga recepito dalla nostra compagine politica che se da un lato sta cercando in tutti i modi di salvaguardare la nostra incolumità,  dall’altro però  fa fatica a trovare una soluzione  idonea a tutelare  la nostra economia ormai quasi distrutta, anche e soprattutto, da tutte quelle  disposizioni di legg, che per contenere il rischio contagi COVID, hanno arrestato l’esercizio di parecchie attività imprenditoriali, soprattutto piccole, che molto spesso, paradossalmente, si ritrovano a non ricevere gli aiuti stanziati dal nostro Stato poiché privi dei requisiti richiesti per accedervi.

Pertanto,  premettendo che stiamo vivendo un periodo  difficile e di non facile  gestione,  il mio auspicio è che lo Stato riesca a trovare soluzioni idonee  a tutelare sia il bene della vita sia la nostra libertà e la nostra economia perché, diversamente, a breve non avremmo  più queste “grida di aiuto” ma un dilagare di quel fenomeno già in atto di “suicidi per disperazione”. 

Una riapertura nel rispetto delle regole da parte di tutti noi, con maggiori controlli e con reale applicazioni di sanzioni amministrative per chi le contravviene,  potrebbe essere una giusta soluzione per ritornare al più presto alla nostra “normalità” che tanto ci manca.

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