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Confesercenti, Altamura ritiene insufficenti misure dl Sostegni e scrive al prefetto

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L’avvocato  Raffaella Altamura, in qualità  di presidente Confesercenti Bari  ha scritto una missiva al prefetto Antonia Bellomo, in cui mette in luce la completa inadeguatezza e soprattutto l’inconsistenza di  aiuti promessi per fronteggiare l’emergenza.

Evidenzia inoltre che molte attività, nel 2020, per sfruttare al meglio i pochissimi mesi in cui hanno avuto la possibilità di lavorare, hanno dovuto affrontare ingenti investimenti per adeguarsi ai protocolli previsti, assumere più personale di quello solitamente utilizzato anche per far fronte a una maggiore offerta.

Esamina nel dettaglio anche la situazione delle partite iva, facendo una distinzione fra le storiche e quelle di nuove apertura, sottolineando alcune contraddizioni.

Evidendia come non siano  stati presi in considerazione i codici Ateco, questo ha portato da una parte ad un aumento spropositato di possibili aventi diritto, determinando una completa perdita di consistenza dell’aiuto, e dall’altra ad una mancata considerazione dei diversi costi sostenuti dalle attività.

𝗙𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 come parametro base per stabilire se un’attività avesse o meno diritto a questo aiuto: il fatturato, infatti, non fornisce alcuna indicazione oggettiva sulla crescita o perdita di un’attività. Esso è un valore assoluto, che deve essere necessariamente accompagnato da altri indicatori.

𝗥𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 𝟯𝟬% Per quanto riguarda le Partite Iva, soltanto il 20% di quelle “storiche” risultano essere idonee all’ottenimento del contributo previsto dal DL. Questo dato è la prova concreta di come queste misure siano state completamente fuori target: il calo del fatturato del 30% per molti è inarrivabile proprio a causa dell’inadeguatezza del parametro utilizzato visto che, analizzando i costi sostenuti nello scorso anno, di gran lunga superiori rispetto alla normale attività svolta, le perdite reali risultano essere molto superiori al 30% richiesto.

𝗠𝗶𝘀𝘂𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 Il contributo che non ha raggiunto tutti, anzi che probabilmente ha raggiunto maggiormente chi non ne aveva diritto, e che, come consistenza, cade in una forbice tra 1,7% e il 5% della perdita annuale subita.

𝗦pese 𝗳𝗶𝘀𝘀𝗲 Non si può non considerare che un’attività, anche quando risulta essere sospesa, sostiene inevitabilmente dei costi fissi a cui deve necessariamente far fronte.

𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗧𝗮𝗿𝗶 Al momento una delle imposte che più incide sulle tasche degli imprenditori, specialmente perché non si sta producendo rifiuti dovendo stare chiusi. È indubbio come, al momento, i sindaci non siano nelle possibilità di esonerarla o ridurla notevolmente in quanto il quadro normativo attuale prevede una copertura del 100%, il che vuol dire che se dovessero abbassarla agli operatori commerciali, dovrebbero inevitabilmente aumentarla ai cittadini. È fondamentale dunque che il governo se ne faccia carico, istituendo un fondo ad hoc per questo, oppure che modifichi il quadro normativo diminuendone la percentuale di copertura.

Occorre 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 la riapertura delle attività economiche. Le imprese, dopo un anno di restrizioni, sono al limite: dobbiamo dare la possibilità di lavorare a chi può farlo garantendo il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza. È assolutamente necessario un cambio di passo anche sul fronte dei sostegni economici.

𝗥𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗶 Ci hanno anticipato che ci sarà un’ulteriore manovra da trenta miliardi di euro per introdurre nuovi sostegni, ma occorre la massima tempestività: il DL Sostegni, dopo tre mesi di attesa, ha gravemente deluso le imprese

È evidente come si sia creato uno scollamento tra Governo da una parte e Regioni e sindaci dall’altra. Le tante ordinanze che si continuano a susseguire intente ad arginare, spesso in maniera scomposta situazioni borderline, i provvedimenti presi in queste ultime ore senza coinvolgere Anci Puglia (come da nota della stessa Anci).

La lettera si conclude con un invito alla coesione: “ È il momento di essere tutti uniti e perseguire un unico obiettivo!

Non possiamo permetterci passi falsi: ci preoccupa il proliferare di iniziative non coordinate fra loro, quando servirebbe un’unica regia”. L’avvocato Altamura resta quindi a disposizione per un ulteriore confronto fra le parti.

                                      

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