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Lotta al Covid in Puglia: un fallimento dopo l’altro e nessuno interviene

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L’ennesima ordinanza restrittiva del Governatore Michele Emiliano del 4 aprile che impone “alle istituzioni scolastiche della scuola primaria, della secondaria di primo grado, di secondo grado e Cpia di garantire la didattica digitale integrata a tutti gli alunni le cui famiglie richiedano espressamente di adottarla, in luogo dell’attività in presenza”, e’ un’altra dichiarazione di fallimento del sistema sanitario pugliese nella lotta al Covid. I numeri sono chiari e solo Michele Emiliano e Pier Luigi Lopalco fanno finta di non leggerli nella loro drammaticita’. Giusto per fare l’ultimo esempio ieri la percentuale dei tamponi positivi sui test effettuati in Italia era mediamente del 7%, in Puglia del 15,9 quindi piu’ che doppia. Oggi e’ salita addirittura al 17%. Ma nell’ultimo mese in qualche circostanza e’ risultata addirittura tripla. Le terapie intensive sono al collasso per una serie di scelte sbagliate, ma anche perche’ non funziona l’assistenza a chi manifesta i primi sintomi della malattia. Le opinioni sono opinioni, i fatti sono fatti. Per ottenere un tampone dalla struttura pubblica servono in media 14 giorni (si, avete letto bene, quattordici giorni). L’alternativa e’ quella di rivolgersi alle strutture private (che guarda caso, e che caso! stanno facendo affari d’oro), scucendo per il molecolare 82 euro che sono alla portata di Lopalco ed Emiliano ma non di tutti. I medici di medicina generale che hanno richiesto per un loro assistito un tampone per un “contatto stretto con positivo” il giorno 3 aprile, hanno ottenuto il test per il giorno 19 aprile! Cioe’ sedici giorni per capire da parte del familiare di un positivo se e’ stato contagiato dal virus oppure no. Sedici giorni in cui deve dare conto all’azienda in cui lavora o sedici giorni in cui non puo’ lavorare se lavoratore autonomo. A parte il pathos, nell’incertezza del suo stato di salute: ci sono persone che in attesa della risposta stanno veramente male psicologicamente. E’ roba da pazzi! Perche’ magari in quei sedici giorni il soggetto perde la positivita’ spontaneamente e sfugge al censimento. O magari ancora non si cura non avendo la certezza di essere positivo, si aggrava e finisce in terapia intensiva. Oggi cinque aprile, beffa delle beffe, chi doveva essere tamponato su appuntamento presso il drive in del Cto e della Fiera e’ andato a vuoto, perche’ non c’era nessuno ad attenderlo. Con la variante inglese al 93% dovrebbero cambiare le regole che attualmente limitano a 10 giorni la quarantena con tampone negativo, portandola a 14, ma nessuno se ne preoccupa. Dulcis in fundo per Il Sole 24 Ore, non per il Corriere dei Piccoli,  la Puglia e’ “all’ultimo posto tra le regioni italiane per velocità di immunizzazione della popolazione, soprattutto se confrontata alle regioni del Nord, ma non solo, infatti anche se raffrontata rispetto alle altre regioni del Sud , con Sicilia, Campania e Calabria in testa. Attendiamo sempre di sapere se l’assessore Lopalco ha querelato Tommaso Fiore, l’ex assessore alla sanita’ della giunta Vendola, che in una intervista a Repubblica ha dato una notizia esplosiva: e cioe’ che la Puglia avrebbe dichiarato al ministero competente sui posti di terapia intensiva effettivamente disponibili dati non veritieri inducendolo ad attribuire alla Puglia la colorazione gialla che non poteva essere coerente con la reale situazione in quel periodo. Insomma qualcuno deve intervenire perche’ i pugliesi hanno il sacrosanto diritto di vedere tutelata al meglio la loro salute.

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