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Pandemia: che caos! – Di Antonio Vox Presidente Sistema Paese

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Distraiamoci un po’ dai problemi di questa vita quotidiana.

Divertiamoci con questo esperimento mentale.

Osserviamo cosa succede di un gas racchiuso in una scatola cubica di vetro trasparente.

Sappiamo che il gas è composta da molecole che fluttuano caoticamente nel volume della scatola: ciascuna con la propria velocità vettoriale (che ha una direzione, un senso, una grandezza).

Un turbinio di movimenti, di collisioni, di cambio delle velocità.

L’abbiamo scoperto, visto che il gas non lo percepiamo nelle singole particelle ma nella sua interezza, con il famoso “moto browniano” che diventa più convulso con l’aumentare della temperatura.

A guardare il gas, nel suo complesso, esso appare immobile; ma in effetti, a livello molecolare, è frenetico: particelle più veloci, particelle più lente; settori più caldi (con molecole più frenetiche), settori più freddi, a macchia di leopardo.

Quando la temperatura scende, il movimento diventa sempre più lento.

Allo zero assoluto, si ferma tutto, quiete totale.

La nostra incapacità di osservare la particella, ci costringe a studiare i comportamenti del gas dal punto di vista statistico, macroscopico.

Tuttavia, per capire il fenomeno, dobbiamo tener conto della dinamica molecolare.

Non vi pare, il modello del gas, analogo al modello della Società Civile dove le molecole sono le persone?

Territori più densamente popolati, altri meno; settori più vivaci, altri meno; persone più mobili e frenetiche, altre meno; e così via.

Il movimento è vita; se non ci fosse movimento, avremmo totale immobilismo cioè morte totale.

Facciamo ora il gioco mentale.

Coloriamo di rosso una molecola e introduciamo la regola della trasmissione del colore: ogni molecola urtata da quella rossa diventa rossa anch’essa. 

Si vince, quando si riesce a fermare la diffusione del rosso, senza che il sistema perda ogni movimento: diventi cioè globalmente immobile, perda la sua energia vitale e subentri la morte.

Ora, portare la temperatura allo zero assoluto, colloquialmente tradotto in “lock down”, significa perdere la partita: non ce lo possiamo permettere!

Curare non significa dare la morte.

Ma vediamo cosa succede realmente, non dimenticando l’analogia con la Società Civile.

La particella iniziale, rossa, si muove libera nel volume. Urta altre particelle che diventano anch’esse rosse. Il numero di particelle urtate nell’unità di tempo è il tasso di diffusione del colore, quello che si chiama Rt.

A loro volta, le particelle urtate, diventate rosse, diffondono il colore con lo stesso tasso “medio” di diffusione.

“Medio”, perché appare evidente che una particella frenetica collezionerà un maggior numero di collisioni rispetto ad una particella più lenta. Non significa questo che il tasso di diffusione del colore sia individuale? E poiché questo non riusciamo a calcolarlo, allora, usiamo, statisticamente, un tasso “medio”. 

È anche evidente che, fisicamente, qualunque sia il tasso di diffusione, tutte le particelle diventeranno rosse, prima o poi: è solo questione di tempo.

Tuttavia, abbassare il tasso di diffusione, significa allungare i tempi del processo di trasformazione del colore; il che consente di aver tempo per escogitare delle soluzioni o cure.

Intanto, facciamo una considerazione.

La modalità di trasmissione del colore, eccitata dalla collisione, è tema del virologo. E qui si ferma la sua competenza. Mentre la “diffusione del colore” non è tema della virologia. Perché allora si è invasi, in tutti i media e in tutti i social, dalla presenza del virologo che non può che suggerire, nel campo non suo, la soluzione dello zero assoluto, cioè il lock down, per fermare tutto?

Il virologo dovrebbe rimanere nel suo campo; scoprire, ad esempio, con una ricerca specifica, se un asintomatico puro possa essere contagioso.

Ciò sarebbe di grande aiuto alla definizione di una strategia di contenimento della diffusione.

Purtroppo, il vizio di voler tracimare in settore non propri è un grave effetto della vanità, ma ciò confonde le idee di chi ascolta, gravemente.

Non ce l’abbiamo mica con il virologo, ma con la diffusa modalità dell’informazione a “minestrone”.

Torniamo a noi. Per vincere il gioco, è necessario impedire/ridurre la collisione.

Fra tutti gli elementi pensabili, in pole position c’è non certamente il distanziamento, ma la “mascherina”.

Purtroppo, si è già perduta questa occasione, avendo affidato il compito di disporre di mascherine efficaci e di promuoverne (alla Piero Angela che fa capire temi complessi a tutti) la corretta vestizione, a personaggi platealmente incompetenti ma, con incredibile tigna, incomprensibilmente mantenuti al loro posto.

Oggi, oltre la mascherina, abbiamo il vaccino.

Alla luce di quanto detto per il gas, è proprio necessaria la “vaccinazione di massa”? Per questa serve decisamente gente che sappia organizzare un progetto che coinvolge tutta la popolazione: ecco il generale Figliuolo.

Dovrebbero, invece, essere vaccinate prima quelle molecole con tasso di diffusione (Rt) più elevato.

Questo cambio di punto di vista alleggerirebbe di molto la pressione sul sistema sanitario e sulla organizzazione; oltre che toglierebbe il pane alle polemiche e alla caccia dei furbetti.

Ad esempio, la Magistratura che auspica, come sa far lei, la vaccinazione per i propri operatori (visuale di casta) ha ragione, per quanto sopra detto; purtroppo lo dice in maniera “irricevibile” adombrando il blocco dei processi, già di per sé, lentissimi. E fioccano le polemiche.

Ma tant’è “vaccinazione di massa” e “lock down” ce li dobbiamo subire anche a livello europeo con Merkel, Macron, Draghi: tutti omologati!

Ma la nostra sorpresa riguarda la Merkel che ha una laurea in Fisica: c’è qualcosa che non sappiamo?

Antonio Vox – Presidente “SISTEMA PAESE” – Economia Reale& Società Civile

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