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“Made in Italy”? Macché! Truffa scoperta da Gdf nella Gdo: 8 denunce

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C’è anche Bari tra le province interessate da un’indagine della procura della Repubblica di Torino e condotte dai Baschi verdi per le false diciture “Made in Italy” apposte sulle merci, insieme a Torino, Roma, Brescia, Treviso, Firenze e Lecce.

L’indagine è partita dal capoluogo piemontese durante i controlli della merce esposta sugli scaffali della grande distribuzione organizzata che riportava la dicitura “Made in Italy”.

Le Fiamme gialle hanno ricostruito il percorso della merce, scoprendo così l’attività illegale, che si è concretizzata in frode in commercio. I prodotti che hanno destato sospetti e verifiche più approfondite sono stati gli accessori d’abbigliamento, come biancheria intima, calze e collant, e articoli per la casa, come cavatappi, colini, mestoli, posate, pentole e coperchi, venduti con simboli e marchi indicanti la produzione in Italia, ma in realtà erano interamente prodotti e importati dall’estero.

Dalle ricostruzione effettuata dai Baschi verdi, la merce veniva importata in Italia dalla Repubblica popolare cinese, dalla Turchia, dalla Polonia e dal Pakistan, ed etichettata in magazzini delle province suddette, con simboli che invece attribuivano la produzione e la realizzazione in Italia.

Accertato l’illecito, sono stati sequestrati oltre 15 milioni di articoli con un valore commerciale stimato di circa 25 milioni di euro. Sulle confezioni è riportata la dicitura “Made in Italy” e persino il tricolore.

Sono 8 gli importatori, tra italiani e cinesi, denunciati per frode in commercio e falsa indicazione di origine qualitativa, oltre alle violazioni amministrative previste dalla normativa di settore a tutela del Made In Italy.

Sono ancora in corso le indagini per ricostruire la rete illecita, quantificare effettivamente il giro d’affari e individuare tutti i componenti.

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